La parabola del seminatore può essere utilizzata per incontri sul tema della parola di Dio e come iniziazione alla liturgia della Parola nella celebrazione eucaristica. Attraverso varie attività i bambini vengono condotti a riconoscere nel seminatore la persona stessa di Gesù che offre a tutti la sua Parola.
L'Itinerario è costituito da:
- una Scheda biblica, con notizie e puntualizzazioni per guidare la riflessione sulla parabola;
- una Scheda metodologica, che presenta suggestioni per approfondire il contenuto della video e realizzare incontri vivaci e sempre nuovi.

1. SCHEDA BIBLICA
Il seminatore uscì a seminare
2. SCHEDA METODOLOGICA
Conoscere (video)
Riesprimere
Vivere
Celebrare
1. SCHEDA BIBLICA
La parabola nel contesto biblico
Il seminatore uscì a seminare (Mt 13,1-9)
La prima parabola proposta da Matteo nel suo vangelo, è quella del seminatore. Gli ascoltatori possono capire bene la scena che viene presentata poiché Gesù si ispira alla loro esperienza di agricoltori che gettano il seme nel terreno arato e concimato e attendono pazientemente il raccolto.
La figura del seminatore
Questo seminatore non sembra molto abile, perché lascia cadere il seme un po' dappertutto: sulla strada. sui sassi, sulle spine. Che cosa spera di raccogliere dal seme caduto in questi posti? È questa la provocazione della parabola. Infatti, Gesù si rivolge a tutta la gente tra cui ci sono i discepoli che lo amano, e gli scribi e i farisei che lo ostacolano. Al termine del suo discorso egli conclude dicendo: “Chi ha orecchi, intenda”.
Nel contesto della vita di Gesù questa parabola risponde al problema: perché non tutti accolgono l'annuncio del Regno? La risposta è: non dipende né dal seme, né dal seminatore, ma dal terreno che accoglie il seme, cioè dagli ascoltatori.
Gesù, come il seminatore semina ovunque, ha fiducia nell'uomo, non vede casi perduti, non si preoccupa di sciupare il seme: così deve fare ogni cristiano, in modo particolare colui che ha ricevuto una missione specifica, convinto che la parola di Dio ha efficacia in se stessa.
Spiegazione della parabola
La Chiesa primitiva riflette sulle parole di Gesù e le attualizza nella propria situazione di minoranza, di persecuzione e di una certa pigrizia all'interno della comunità. Ricordando questa parabola, la rimedita e la riesprime dando a ogni elemento, un significato preciso.
Il seme è la Parola di Dio. Lo dice chiaramente soltanto Luca (Lc 8,11).
Marco dice: “Il seminatore semina la Parola” (Mc 4,14).
Matteo: “Colui che ascolta la Parola”. La Parola considerata come seme si trova in 1Pt 1,23 in cui la Parola del Dio vivente è definita seme incorruttibile che genera i cristiani.
Questa parola di Dio è viva, efficace (cf Eb 4,12), non ritorna a lui senza effetto, senza aver compiuto ciò per cui l'ha mandata (cf Is 55,10-11), perciò non può fallire. Non è certo a causa della qualità del seme, cioè della Parola seminata che non vengono i frutti.
La spiegazione della parabola interpreta gli atteggiamenti di coloro che ascoltano la Parola. Il seme gettato lungo la strada si riferisce a coloro che non comprendono la Parola. Non si tratta di non comprendere in senso intellettuale, ma di un atteggiamento di rifiuto che dà libero campo al maligno di togliere la Parola dal cuore dell'uomo. Vi sono, poi, coloro che sono paragonati al terreno pietroso, in cui il seme non può fruttificare per mancanza di terra. Questi ascoltano la Parola e l'accolgono con gioia, però la Parola non si radica in loro perché sono incostanti. Sul momento l'accolgono con gioia ma alle prime difficoltà, soprattutto in situazione di persecuzione a causa della Parola, soccombono.
Le spine simboleggiano le varie preoccupazioni del mondo, le ricchezze che soffocano la Parola e non permettono che essa fruttifichi.
Il buon terreno è assimilato a chi accoglie e comprende la Parola, e produce frutto. Marco e Matteo indicano una percentuale del frutto: Marco in senso ascendente trenta, sessanta, cento: Matteo in senso discendente: cento, sessanta, trenta. Luca non dà percentuali, ma aggiunge il motivo della perseveranza necessaria appunto nei momenti di difficoltà.
2. SCHEDA METODOLOGICA
Sintesi del messaggio
Con la parabola del seminatore, Gesù si manifesta come colui che semina la parola di Dio nel cuore di tutti gli uomini, senza distinzione, perché essa porti frutto. La quantità del frutto non dipende dalla qualità del “seme”, ossia della Parola, ma dal “terreno” che l'accoglie.
Proposte per l’insegnamento e la catechesi
Questa parabola può essere utilizzata per incontri sul tema della parola di Dio e come iniziazione alla liturgia della Parola nella celebrazione eucaristica. Attraverso varie attività i bambini vengono condotti a riconoscere nel seminatore la persona stessa di Gesù che offre a tutti la sua parola, quindi, a sentire la realtà narrata nella parabola come vicina alla loro esperienza di cristiani.
Nelle tappe del “vivere” e del “celebrare” il bambino diventa protagonista ritrovandosi egli stesso depositario di quella Parola che viene seminata nel suo cuore perché la faccia fruttificare.
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Conoscere
La figura del seminatore può essere più o meno conosciuta dai nostri ragazzi. Richiamiamo pertanto il lavoro del contadino che in autunno, dopo aver arato il campo, semina il grano, lo copre con la terra, e attende pazientemente lo spuntare dei primi teneri germogli, il crescere delle pianticelle, fino alla formazione della spiga.
Ricordiamo ancora il genere letterario proprio della parabola che favorisce il coinvolgimento dell'ascoltatore portandolo ad agire di conseguenza. Invitiamo il gruppo a citare alcune parabole di Gesù.
Introduciamo brevemente la parabola e guardiamo il video.
Spiegazione dettagliata del video
Gesù sta parlando alla gente da una barca attraccata in riva al lago. Sulla barca ci sono anche alcuni discepoli. Parte della folla è seduta e parte in piedi. Dai loro visi rivolti verso Gesù possiamo dedurre che stanno ascoltando attentamente.
In campo lungo vediamo la figura del seminatore. Il terreno arato è delimitato da alcune pietre. Dal gesto del seminatore comprendiamo che sta spargendo il seme.
Il seminatore è ripreso in piano americano e questo rende visibile la semente nel grembiule e l'espressione del suo viso che denota l'attenzione a quanto sta facendo. Gli uccelli stanno beccando i semi caduti sulla strada: il terreno in questo punto non è arato. Sullo sfondo si intravvede il seminatore che sta ancora seminando. Alcuni germogli di grano si fanno strada a fatica tra i sassi. La base dello stelo, bianca, denota che le radici sono poco profonde.
Un groviglio di rovi e di erbe selvatiche soffocano le pianticelle del grano costringendole a piegarsi. Il grano è ormai maturo, pronto per essere mietuto. Le sue spighe sono belle piene.
Gesù è ancora in riva al lago, ma non è più sulla barca, è in compagnia dei suoi discepoli ai quali sta parlando.
Proponiamo ora una nuova visione del video al termine della quale permettiamo che ognuno esprima ciò che ha scoperto. L'elemento nuovo che ci offre la chiave per comprendere la parabola di Gesù si trova nelle parole conclusive, cioè nella spiegazione che Gesù dà in privato ai suoi discepoli.
Riesprimere
Un modo facile per rappresentare la parabola può essere quello di mimare il canto
“E va il seminatore” (Cd,
Parabole di Gesù, Gianni Ciravegna, Paoline 2005). Insieme cerchiamo i gesti essenziali da compiere. Tutti i bambini devono essere impegnati nella rappresentazione sia che eseguano il canto, sia che accompagnino le parole con i gesti.
Vivere
Dato che la parabola di Gesù è finalizzata a
verificare il nostro comportamento nei confronti della Parola, non ci sarà difficile condurre i bambini ad applicarla alla loro vita. Possiamo cercare insieme alcune condizioni per cui la Parola non può dar frutto e altre in cui essa fruttifica il cento, il sessanta o il trenta. Guidiamo i ragazzi a fare riferimento alla loro realtà personale con esemplificazioni in modo da suscitare in essi il desiderio di disporre ogni giorno il proprio cuore ad accogliere la Parola come terreno buono e fecondo. Il catechismo
Io sono con voi a pagina 129 esplicita: “La parola di Dio è come un seme e il terreno è il nostro cuore”.
Come
gesto concreto affidiamo a ognuno un versetto del Vangelo da tradurre nella vita nel corso della settimana fino al prossimo incontro catechistico. Per l'impegno suggeriamo il tema dell'amore reciproco scegliendo i versetti dai capitoli 13-15 del Vangelo di Giovanni. Il versetto evangelico può essere presentato in modo originale, cioè scritto su un cartoncino rosso tagliato a forma di cuore per ricordare che la Parola deve essere accolta nel profondo e vissuta con amore. Il cartoncino verrà consegnato ai bambini durante una breve celebrazione
CelebrareAmbientazione: finalità di questa celebrazione è disporre all'accoglienza della parola di Dio che sarà seminata oggi nel cuore del bambino. Sul tavolo troneggia la Bibbia, tra le sue pagine ci sono i biglietti a forma di cuore che l'educatore consegnerà a ogni bambino.
Il catechista introduce la preghiera dicendo:
“Il Padre ci ha riuniti per donarci la sua Parola. La parola di Dio è come un seme e il terreno è il nostro cuore”.
Ascolto o esecuzione del canto: “
E va il seminatore” (Cd,
Parabole di Gesù, Gianni Ciravegna, Paoline 2005).
Lettura e consegna della Parola: ogni bambino si avvicina al catechista che, stando in piedi, legge a voce alta il versetto evangelico scritto nel biglietto a forma di cuore. Nell'atto di consegnarlo dice: (nome del bambino...) Gesù oggi semina in te questa Parola, accoglila con gioia e falla fruttificare.
Come risposta alla Parola che ha ricevuto, il gruppo loda Dio dicendo:
Per ogni tua parola noi ti ringraziamo: Tu sei la nostra luce, tu parli a noi.
Ti ringraziamo, Signore.
Testo della Video
Il seminatore uscì a seminare (Mt 13,1-9)
Gesù insegna molte cose alla gente raccolta attorno a lui, servendosi di parabole. Dice: “Il seminatore usci a seminare. Mentre seminava, alcuni semi caddero sulla strada e vennero gli uccelli e li mangiarono. Altri semi, invece, andarono a finire in un luogo sassoso dove c'era poca terra e germogliarono subito, perché il terreno non era profondo. Ma quando si levò il sole, bruciò le pianticelle che, non avendo radici robuste, seccarono. Altri semi caddero in mezzo alle spine e le spine, crescendo, soffocarono i germogli. Ma alcuni semi caddero in un terreno buono e diedero un frutto abbondante:dove il cento, dove il sessanta, dove il trenta”. In seguito Gesù spiega la parabola ai suoi discepoli dicendo: “Alcuni sono come il terreno buono: accolgono la Parola e la fanno fruttificare, ed essa produce in loro ora il cento, ora il sessanta, ora il trenta”..
Schede
- Le schede, redatte da Gemma Galfrè e Giuliana Quaglini, sono state riviste dalla redazione sito www.paoline.it
Video
- I personaggi sono stati realizzati da Giuseppina Coren, con figure animabili, artisticamente modellate in das e vestite in stoffa.
- Le scenografie e l’abbigliamento dei personaggi rimandano ai tempi e ai luoghi dell’epoca di Gesù e sono stati realizzati da Gloria Lanzoni e Anna Gravina.
- Voci: Ughetta Lanari
- Musica: Roberto Anselmi