La parabola del buon grano e della zizzania può essere presentata ai fanciulli sia per aiutarli a prendere coscienza della presenza del bene e del male nel mondo e in se stessi, sia per parlare loro della bontà di Dio che vuole che tutti gli uomini siano salvi.
L'Itinerario è costituito da:
- una Scheda biblica, con notizie e puntualizzazioni per guidare la riflessione sulla parabola;
- una Scheda metodologica, che presenta suggestioni per approfondire il contenuto della video e realizzare incontri vivaci e sempre nuovi.

1. SCHEDA BIBLICA
Venne il nemico e seminò la zizzania
2. SCHEDA METODOLOGICA
Conoscere (video)
Riesprimere
Vivere
Celebrare
1. SCHEDA BIBLICA
La parabola nel contesto biblico
Venne il nemico e seminò la zizzania (Matteo 13,24-30)
Questa seconda parabola sul regno e la relativa spiegazione sono proprie di Matteo. Anche qui viene ripresa l'immagine del seminatore: vi è però un nemico che semina la zizzania in modo da mettere in pericolo il raccolto. (La zizzania è una pianta che assomiglia al grano, ma è più lenta nella crescita e si distingue per i grani neri).
Il grano e la zizzania della parabola rappresentano gli atteggiamenti degli uomini di fronte alla Parola. Ci sarebbe la tentazione di eliminare gli oppositori. Giovanni Battista aveva annunciato un Messia che avrebbe ripulito la sua aia: avrebbe riposto il grano nei granai e avrebbe bruciato la pula (cf Mt 3,12). Gesù invece non prende nessun provvedimento contro i suoi oppositori e per giustificare il suo atteggiamento racconta questa parabola.
Interpretazione della parabola
Nella Chiesa di Matteo non vi sono soltanto cristiani ferventi, ma anche quelli che non vivono totalmente il messaggio evangelico.
I fedeli sono tentati di formare una comunità elitaria, di perfetti, emarginando coloro che non tengono il passo. Matteo riprende la parabola della zizzania e la reinterpreta in chiave allegorica.
Il seminatore è il Figlio dell'uomo. Nella spiegazione della parabola del seminatore, il protagonista non veniva identificato con nessuno. Qui si dice chiaramente che è il Figlio dell'Uomo. Gesù, il Figlio dell'Uomo, è venuto tra gli uomini per rivelare i misteri del Regno: è lui il buon seminatore della parabola.
Il campo è il mondo, e per mondo si possono intendere tutti gli uomini verso i quali Gesù si dirige per seminare la Parola. Tutti sono chiamati ad accogliere il messaggio di Gesù che è un messaggio di salvezza. Possiamo anche dire che il campo è ogni uomo che ha in sé grano e zizzania, bene e male.
I figli del regno e i figli del maligno. Mentre nella parabola del seminatore secondo Marco e, ancora più chiaramente, secondo Luca il seme viene identificato con la parola di Dio, qui il seme buono rappresenta i figli del Regno, cioè coloro che accolgono la Parola, mentre la zizzania rappresenta i figli del Maligno, cioè coloro che rifiutano Gesù e il suo messaggio.
Come i servi della parabola, anche noi siamo continuamente tentati di estirpare il male, di invocare il giudizio di Dio subito, ma Gesù invita a pazientare, ad attendere. Egli ha fiducia nella conversione di tutti gli uomini.
L'immagine della mietitura indica la fine del mondo. Alla mietitura avverrà la separazione: la zizzania sarà bruciata, mentre il grano verrà riposto nei granai. La zizzania rappresenta tutti gli scandali e gli operatori di iniquità, cioè tutto il male che sarà estirpato dal Regno.
L'espressione: pianto e stridore di denti è tipica di Matteo. L'espressione indica le conseguenze del rifiuto di Cristo, la non realizzazione dello scopo a cui ognuno è chiamato per collaborare al piano di Dio.
2. SCHEDA METODOLOGICA
Sintesi del messaggio
Con la parabola della zizzania Gesù vuole spiegare che il regno dei cieli è una realtà complessa, dove i figli del regno e i figli del male crescono insieme, come il buon seme e la zizzania. Non è possibile distinguerli se non alla fine del mondo, quando giunti alla piena maturazione, l'uno e l'altro avranno la sorte che è loro destinata. Potrà succedere allora che ciò che sembrava zizzania si riveli buon grano e viceversa. Gesù stesso lo disse in altro luogo: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio” (Mt 21,31).
Proposte per l’insegnamento e la catechesi
La parabola del buon grano e della zizzania può essere presentata ai fanciulli sia per aiutarli a prendere coscienza della presenza del bene e del male nel mondo e in se stessi, sia per parlare loro della bontà di Dio che non si affretta a giudicare perché vuole che tutti gli uomini siano salvi e attende pazientemente che ognuno dia il suo frutto.
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Conoscere
Come nella parabola precedente, anche qui si parla di un seminatore che sparge del buon seme nel suo campo.
Prima di far vedere il video
suscitiamo l'interesse dei fanciulli dicendo loro come Gesù abbia raccontato alcune parabole per spiegare ai suoi discepoli
la realtà del regno di Dio.
I discepoli, infatti, non avevano ancora compreso che il regno di Gesù non era un regno umano. Dopo che Gesù salì al cielo, i primi cristiani cercarono nelle sue parole la risposta ad alcune domande sul Regno che egli era venuto a instaurare sulla terra. Si domandavano:
“Cos'è il regno di Dio? Chi è chiamato a farne parte? Tutti gli uomini senza distinzione o solo alcuni particolarmente buoni?”Invitiamo i fanciulli a porsi le stesse domande e a cercare le risposte. Terminata la visione sollecitiamoli a esprimersi spontaneamente sull'argomento. Il video fa emergere che il protagonista è il seminatore e nel commento sonoro viene nominato come seminatore e padrone di casa. Fermiamo l'attenzione su di lui, su quanto fa e dice per rilevare il suo comportamento.

Il seminatore
semina del buon seme nel suo campo;
ascolta i servi che gli riferiscono la triste scoperta e
riconosce che il suo nemico ha seminato la zizzania;
dice ai servi di lasciare che il grano e la zizzania crescano insieme fino alla mietitura, preoccupato che, sradicando la zizzania, venga sradicato anche il grano;
incarica i servi di mietere e di separare la zizzania dal grano;
presiede all'azione dei servi mentre bruciano la zizzania e ripongono il grano.
Da questa analisi possiamo dedurre che il seminatore dimostra di essere un uomo che sa il fatto suo, non si adira né si dispera se il suo campo è stato invaso dall'erba cattiva, attende con pazienza che tutto giunga a maturazione, per non rovinare il frutto del seme buono che aveva seminato, destina ogni cosa al proprio posto: il grano nel granaio, l'erba cattiva nel fuoco.
È importante far notare ai fanciulli che la
cernita finale è naturale, automatica, in quanto la zizzania non è commestibile, non serve a niente, se non ad essere bruciata.
Per far comprendere meglio la parabola,
leggiamo la spiegazione che lo stesso
Matteo offre nei
versetti 37-43, ma prima di procedere prepariamo ancora un cartellone su cui scriveremo incolonnati a sinistra tutti i sostantivi presenti nella parabola.
In testa al cartellone scriviamo in grande “Il regno dei cieli è simile a...”
A mano a mano che leggiamo la spiegazione, scriviamo sulla destra del cartellone i termini corrispondenti come vengono detti da Gesù.
| uomo-padrone di casa |
Figlio dell'uomo |
| campo |
mondo |
| buon seme, grano, spighe |
figli del regno |
| zizzania |
figli del maligno |
| nemico |
diavolo |
| mietitura |
fine del mondo |
| mietitori |
angeli |
| granaio |
regno del Padre |
Invitiamo i fanciulli a leggere il cartellone. Senz'altro il discorso è ora più chiaro, poiché stiamo entrando nel significato della parabola. A questo punto possiamo tentare di rispondere alle domande poste all'inizio:
“Cos'è il regno dei cieli? Chi fa parte del Regno?”.Gli spunti di riflessione offerti dalla parabola sono molti.

Con il gruppo ci fermiamo a considerare la figura del “Figlio dell'Uomo” e la qualità che caratterizza i “figli del Regno”. Richiamiamo la conclusione tratta dal gruppo sul comportamento del seminatore e applichiamola a Gesù domandando ai fanciulli:
“Quali gesti o parole nella vita di Gesù confermano la somiglianza con il seminatore?”. Li aiutiamo citando l'espressione: “Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura, perché non succeda che cogliendo la zizzania, sradichiate anche il grano”. Essa ricorda l'accoglienza di Gesù verso i peccatori: Zaccheo, Matteo, la Maddalena, la Samaritana ecc., ed è confermata dalle sue parole di misericordia e non di giudizio: ”Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto” (Lc 19,10).
Per quanto riguarda l'identificazione dei figli del Regno, attingiamo dal Vangelo di Matteo 25,31-46 dove Gesù parla del giudizio finale e quindi della sorte che toccherà alle persone in base al loro impegno o disimpegno di amore verso Dio e verso il prossimo: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero forestiero e mi avete visitato... Ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me”.
Queste parole di Gesù, che fanno riferimento a situazioni concrete, aiuteranno i fanciulli a comprendere che l'essere buon grano è produrre azioni buone caratterizzate dall'amore.
Riesprimere
Su un cartellone disegniamo, con i pennarelli o con il collage,
una grande spiga di grano. Spieghiamo al gruppo che il grano buono produce le spighe turgide di chicchi grossi e sani. Nel disegno ogni chicco può rappresentare un atto d'amore, per questo con l'aiuto di tutti scriviamo sui chicchi le buone azioni che un fanciullo può compiere nella sua vita.
Un altro tipo di riespressione consiste nel disegnare
tante spighe fino a riempire il foglio e scrivere su ogni spiga il nome di un santo, inteso come colui che nella sua vita è stato buon grano e dunque fa parte del Regno. Tra i santi citati ci saranno anche quelli di cui i fanciulli portano il nome.
Lo scopo di questa attività è di favorire la comprensione della parabola e di stimolare i fanciulli all'imitazione di coloro che nella vita terrena hanno vissuto da figli del Regno.
Vivere
Questa tappa si può collegare con l'unità catechistica: “Viviamo da figli di Dio” nella quale viene ricordata la legge dell'amore e il giudizio finale, e con i primi due nuclei della decima unità del catechismo “lo sono con voi” alle pagine 140-162.
Prendiamo in considerazione i nuclei della nona unità e incarichiamo i fanciulli di cercare in essi le indicazioni concrete per vivere da figli di Dio. Spieghiamo che
con il Battesimo siamo diventati figli di Dio e abbiamo ricevuto in noi la sua grazia che, come buon seme, ci dà la forza di compiere opere buone.
Dopo una prima condivisione sui contenuti dell'unità, chiediamo a ognuno di scegliere dal catechismo una frase che espliciti meglio ciò che deve fare per essere “grano buono” e figlio del Regno. La frase scelta può essere scritta su un cartoncino giallo tagliato a forma di chicco. Ognuno porterà il proprio chicco alla celebrazione per presentarlo a Gesù.
Valorizzando invece la parabola della zizzania nel contesto dell'unità “Perdonaci, Signore” abbiamo tre punti da sottolineare: la figura del seminatore; la compresenza nel mondo del buon grano e della zizzania; l'impegno di produrre grano buono.
Anzitutto richiamiamo la figura del seminatore, analizzata nella prima tappa. Ricordiamo la sua pazienza nell'attendere fino alla fine per vedere i frutti del suo campo. Il catechismo mette in luce la pazienza di Dio: “Quando non vogliamo amare Dio sopra ogni cosa e gli altri come noi stessi, allora facciamo peccato, ma il Padre nostro continua a volerci bene e aspetta...» (p. 161).
Il secondo punto può essere messo in relazione alle parole: “Nel mondo c'è tanta gente che fa il bene. A volte è così nascosta che non ce ne accorgiamo. C'è anche gente che fa il male. Ne parlano spesso i giornali e la televisione” (p. 162).
L'impegno di produrre grano buono e non zizzania si può collegare sia ai disegni, sia alla citazione della Lettera ai Romani: “Fuggite il male, fate il bene. Amatevi gli uni gli altri come fratelli... Non rendete a nessuno male per male: benedite e non maledite” (Io sono con voi, pp. 160-161).
Celebrare
Ambientazione: la finalità di questa preghiera è manifestare la gioia di essere figli di Dio, chiedere perdono a Gesù perché a volte abbiamo lasciato germogliare in noi la zizzania, e presentargli la volontà di produrre chicchi grossi e sani compiendo le opere buone.
Canto: eseguiamo un canto che esprima la gioia di essere figli di Dio.
Ascolto della Parola: visione del video “Venne il nemico e seminò la zizzania".
II catechista legge la spiegazione alla parabola in Mt 13,37-43.
Dopo un momento di silenzio prega:
Preghiera: Gesù, con il Battesimo e con la tua Parola hai seminato nel nostro cuore il grano buono, ma non sempre noi l'abbiamo accolto e fatto fruttificare, abbiamo prodotto le spighe vuote
mancando di amore verso te, verso i genitori, i compagni e verso tutti coloro che ci hai messo accanto.
Per tutto questo noi ti chiediamo perdono
(Ritornello in canto).
Il catechista riprende:
Ti presentiamo, Gesù, la nostra volontà di compiere opere buone per testimoniare la gioia di vivere come figli del Regno.
Uno alla volta, i fanciulli leggono la frase scritta sul cartoncino a forma di chicco di grano. Poi si avvicinano al cartellone e applicano il cartoncino-chicco su un grafico che riproduce una grande spiga.
Conclusione: Il catechista conclude con un breve mandato:
Ritorniamo, ora, alle nostre case e testimoniamo a tutti che vogliamo vivere da figli di Dio e far fruttificare il seme buono che Gesù ha messo in noi il giorno del nostro Battesimo.
Testo della Video
Venne il nemico e seminò la zizzania (Mt 13,24-30)
Un'altra parabola espose loro così: “Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi che andiamo a raccoglierla? No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.
Schede
- Le schede, redatte da Gemma Galfrè e Giuliana Quaglini, sono state riviste dalla redazione sito www.paoline.it
Video
- I personaggi sono stati realizzati da Giuseppina Coren, con figure animabili, artisticamente modellate in das e vestite in stoffa.
- Le scenografie e l’abbigliamento dei personaggi rimandano ai tempi e ai luoghi dell’epoca di Gesù e sono stati realizzati da Gloria Lanzoni e Anna Gravina.
- Voci: Claudio Capone
- Musica: Roberto Anselmi