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RUBRICA: SUSSIDI PASTORALI
Suggerimenti, stimoli e materiali per catechisti, educatori, animatori, impegnati in una efficace comunicazione della fede.
       
Le parole di Quaresima
Introduzione. Pratiche penitenziali
[NADIA BONALDO]
Il tempo di Quaresima è un'opportunità rivolta a quanti, nell’oggi della storia e in una società secolarizzata, desiderano vivere una vita cristiana adulta, ricca di valori, coerente con la professione di fede che proclamano.
Le parole di Quaresima - Introduzione: Le pratiche penitenziali Le parole di Quaresima: il digiuno Le parole di Quaresima: la preghiera Le parole di Quaresima: l'elemosina Le parole di Quaresima: il silenzio Le parole di Quaresima: il perdono













Quaresima - Tempo opportuno per chi e per che cosa?

Il contesto sociale in cui viviamo appare sempre meno contrassegnato dalla cristianità. E’ diminuita drasticamente la pratica cristiana da parte di quanti la vivevano per abitudine, per obbligo. Di questo non ci resta che rallegrarci. Ora ognuno può rispondere, con piena consapevolezza e libero da qualsiasi tipo di condizionamento, all’istanza di conversione che la Chiesa richiama ogni anno nel tempo forte di Quaresima. Un’opportunità rivolta a quanti, nell’oggi della storia e in una società altamente secolarizzata, desiderano vivere una vita cristiana adulta, ricca di valori, coerente con la professione di fede che proclamano. Per questi cristiani la Quaresima, tempo strutturato dalla Chiesa primitiva fin dal IV secolo, si presenta come una sosta nel vivere quotidiano per scoprire quanto, durante il cammino, il fascino di tante sirene hanno allontanato da Dio e reso sterile la novità del Vangelo, e ritornare ad abbeverarsi alle sorgenti della vita nuova ricevuta con il battesimo. 

Tempo di Quaresima, allora, per una conversione che raggiunga tutto il nostro essere (mente volontà, cuore) secondo l’invito di san Paolo: “Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto” (Rm 12,2).

Tempo di Quaresima
, per farci prossimo non a parole ma con gesti concreti di carità.

Tempo di Quaresima
, come laboratorio e palestra per affinarci nella delicata arte dell’amare, per vivere la “differenza cristiana”, consapevoli che “si è alternativi non quando si grida, ma quando si vive nel quotidiano la passione per ciò che si fa. E’ così che si diventa sale della terra, luce nelle tenebre o pizzico di fermento nella massa” (Angelo Casati).

Pratiche penitenziali

Quali mezzi offre la comunità cristiana, in questo periodo, per permettere a ogni battezzato un cammino di autenticità, di liberazione, di eventuali “correzioni di rotta”? Sono quelle pratiche penitenziali molto care alla grande tradizione biblica, cristiana e patristica della Chiesa e sempre richiamate annualmente nel messaggio del Papa per la Quaresima: il digiuno, la preghiera, l'elemosina, il silenzio, il perdono.
Pratiche
che racchiudono saggezza secolare, esperienze di vita collaudate, tesori inestimabili, frutti certi per illustrare le quali sono stati versati fiumi di inchiostro in ogni epoca storica.

Vorremmo umilmente dischiudere questi scrigni proponendo, per ciascuna di queste voci, una scheda settimanale: “Le parole di Quaresima” alla quale poter attingere in questi 40 giorni per nutrire il proprio spirito. 

Digiuno
Il digiuno ci prepara alla vita nuova di Cristo. Lavora il campo del nostro corpo per la semina di Dio. La Quaresima vuole rendere il nostro fisico, la nostra anima, la terra intera ricettivi alla vita divina che irromperà a Pasqua e che già possediamo con il battesimo.


Preghiera
La preghiera, come il digiuno, è una pratica comune a molte religioni e culture, è iscritta nella stesa natura dell’uomo secondo gli insegnamenti degli antichi: "gli uccelli volano, i pesci nuotano e… l’uomo prega”. Ma si rivela anche l’arte più difficile da apprendere perché significa dare del tu a Dio e chiamarlo Padre.

Elemosia
È importante, in quaresima,  riscoprire il valore dell’elemosina, dell’intervento immediato, che non pretende di risolvere tutto, ma fa quello che è possibile al momento.


Silenzio
Senza silenzio non può sussistere la preghiera, non può esistere il digiuno, che lavora il campo del nostro corpo per la semina di Dio; non si possono compiere le opere di misericordia che suppongono un’accoglienza incondizionata dell’altro frutto di una profonda spoliazione di sé che allarga il cuore. 

Perdono
Chiedere perdono, come anche perdonare, non sono azioni spontanee e naturali; sono valori prettamente cristiani, sono gesti creatori, innovativi che richiedono coraggio. Li possiamo vivere solo se riusciamo a far emergere la vita nuova in noi. 




Pratiche penitenziali


Tre cose rientrano nelle pratiche religiose: 
la preghiera, il digiuno e l'elemosina.
Infatti, con la preghiera si cerca di rendere propizio Dio;
con il digiuno si estingue la concupiscenza della carne;
con le elemosine si redimono i peccati;
e simultaneamente in tutto ciò
viene rinnovata in noi l'immagine di Dio,
se siamo sempre pronti alla sua lode, 
se siamo solleciti di purificarci incessantemente,
se ci dedichiamo senza esitazioni a sostentare il prossimo.

Questa triplice pratica ha in sé gli effetti di tutte le virtù. 

E’ essa che fa giungere all’ immagine e somiglianza di Dio
e rende inseparabili dallo Spirito santo.
Con le preghiere resta integra la fede,
con i digiuni la vita si conserva innocente,
con le elemosine diventa benigna la mente.

Leone Magno, Sermone 12,4
 



I cristiani
I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio,
né per lingua, né per modo di vestire.
Abitano ciascuno la propria patria, ma come stranieri residenti;
a tutto partecipano attivamente come cittadini,
e a tutto assistono passivamente come stranieri;
ogni terra straniera è per loro patria, e ogni patria terra straniera.
Si sposano come tutti e generano figli, ma non abbandonano la loro prole.
Mettono in comune la mensa, ma non il letto.
Si trovano nella carne, ma non vivono secondo la carne.
Passano la vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo.
Obbediscono alle leggi stabilite, eppure con la loro vita superano le leggi.
Amano tutti, eppure da tutti sono perseguitati.
Non sono conosciuti, eppure sono condannati;
sono messi a morte eppure ricevono la vita.
Sono poveri eppure rendono ricchi molti;
sono privi di tutto, eppure abbondano in tutto.
Sono disprezzati, eppure nel disprezzo sono glorificati;
sono calunniati, eppure sono giustificati.
Insultati, benedicono; offesi, rendono onore.
Fanno il bene, e sono castigati come malfattori;
castigati, si rallegrano come se ricevessero la vita. 

A Diogneto 5,15.16

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