La festa d’inizio dell’anno catechistico è un’opportunità per ritrovarsi, ricostruendo/costruendo il gruppo dei pari con cui si vivrà il cammino di un intero anno, e per riconoscersi parte di una comunità più grande, quella parrocchiale.
È un momento in cui assaporare il gusto di: giocare, conoscersi e farsi conoscere, provarsi in diverse abilità, stringere insieme un patto che legherà i membri del gruppo.
Al
centro della giornata è l’esperienza del gioco,che non è soltanto garanzia di sicuro divertimento o il modo migliore per tenere i ragazzi e far passare piacevolmente il tempo. Il gioco può essere molto di più.
Se adeguatamente preparato, favorisce la relazione con gli altri e lo sviluppo del senso di gratuità; offre ai ragazzi la possibilità di conoscere capacità e limiti personali; fa gustare l’allegria e la festa con gli altri e consente l’apertura alla trascendenza (cfr. M. Pollo,
Animazione culturale, LAS, Roma 2002, pp. 211-223).
LA FESTA
Si prepara un
invito (già predisposto per essere diviso a metà): i catechisti e gli animatori lo recapitano a tutti gli iscritti alla catechesi. È valido per due persone; ogni ragazzo può invitare un amico che non è inserito nei gruppi.
Preghiera
Guidata dal sacerdote o dal responsabile dell’oratorio o della catechesi, è introdotta da poche parole sul valore del ritrovarsi, per cominciare insieme l’anno catechistico. Si proclama, poi, la parola di Dio (Fil 4,4-7), seguita da un breve commento che sottolinei il clima di gioia chel’Apolstolo Paolo raccomanda e che, nella giornata, è richiesto ai partecipanti. Si conclude con una preghiera insieme.
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l’invito e la preghiera corale
E ora si gioca!
Per favorire la partecipazione di tutti, i presenti sono divisi in squadre attraverso il Gioco delle famiglie, adatto per circa 400 partecipanti (o altra dinamica). Esso consente di formare gruppi con un numero differente di membri (da: www.animare.it-giochi).
Giochi agli stand. I ragazzi accedono, in tempi diversi, ai vari stand (il numero deve essere sufficiente per far giocare tutti), in cui si organizzano tre tipi di attività:
1. Giochi di squadra
2. Laboratori di manualità
3. Giochi scenici.
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giochi
In gruppo per la proposta per il nuovo anno
A conclusione del tempo dei giochi i catechisti radunano i ragazzi del proprio gruppo, preferibilmente nella stanza delle loro riunioni, e si forma un cerchio. Chiedono a ogni ragazzo di scrivere su un post-it ciò che della festa è piaciuto, come sms a un amico. I post-it saranno attaccati su un cartellone a forma di cellulare. Il catechista legge gli sms e li suddivide in base al contenuto (gioco, teatro, laboratorio di manualità, esperienza nella sua globalità).
Fa una sintesi delle idee emerse e chiede ai ragazzi che cosa di quanto vissuto piacerebbe ripetere durante l’anno. Poi espone a grandi linee (e con tanto entusiasmo) la
proposta per l’anno. Sollecita i ragazzi a esprimere il loro sentire al riguardo e sottolinea che il progetto si può realizzare soltanto se ciascuno dà il suo contributo. «Allora ci state?», chiede e invita a stringere un patto.
Patto di gruppo. Il gruppo si reca in un luogo silenzioso (cappella, chiesa…). Si legge il brano del Vangelo (Gv 6,4b-5.7-11). Il catechista fa cogliere la bellezza dell’esperienza e la disponibilità del ragazzo che offre i pani, invitando ognuno a saper offrire agli altri quello che ha, così che le risorse di ciascuno si moltiplichino. Invita, poi, i ragazzi a intingere la propria mano nella tempera posta in un piatto e a lasciare l’impronta su un cartellone dal titolo: «Io ci sto!!!».
I cartelloni realizzati nei gruppi saranno presentati al sacerdote durante la Celebrazione Eucaristica. Per concludere: un canto sul «pane di vita», mentre il catechista consegna a ogni ragazzo un braccialetto colorato, segno distintivo del gruppo di appartenenza (ogni gruppo sceglie un colore diverso).
A Messa insieme
La festa dell’accoglienza si potrebbe concludere con la Celebrazione Eucaristica, in tono gioioso e vivace. Tuttavia, è opportuno celebrare l’Eucaristia la domenica successiva, dando il
Mandato ai catechisti.
MANDATO AI CATECHISTI
Il mandato ai catechisti è l’occasione in cui la comunità, sollecitata al senso di responsabilità, soprattutto verso i più giovani, ringrazia il Signore e invoca l’aiuto dello Spirito Santo su quanti si impegnano nella catechesi parrocchiale.
Ogni catechista per vivere con responsabilità il suo ministero è chiamato a curare il «proprio essere educatore», ossia persona che, davanti a «un pozzo», è incaricata di far affiorare l’acqua dalle viscere della terra.
Spesso prova lo sgomento di sentirsi sprovvisto di secchi, carrucole e brocche. È, quindi, necessario che si attrezzi di strumenti culturali:
- conoscenza delle leggi fondamentali che presiedono la crescita umana;
- studio della parola di Dio;
- approfondimento del pensiero della Chiesa.
È importante stabilire un metodo che definisca la strada per entrare in dialogo con i ragazzi sostando sul portone della loro coscienza senza invadere, aiutandoli a costruirsi con discrezione sul progetto-vangelo e offrendo loro un valido sistema di significati, una coerente scala di valori, una testimonianza chiara e credibile (cfr. T. Bello, Scrivo a voi, lettere di un Vescovo ai catechisti, EDB, Bologna 1992, pp. 116-117).
All’interno della Celebrazione Eucaristica in cui è dato il mandato, si propone di sottolineare alcuni momenti:
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Preghiera dei fedeli: una è formulata dai bambini/ragazzi per i propri catechisti.
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Offertorio: i catechisti esprimono la propria disponibilità al servizio della catechesi attraverso una preghiera e alcuni segni.
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Dopo la Comunione: Il celebrante invita i catechisti, a presentarsi davanti al presbiterio per conferirle il mandato.
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preghiera dell’offertorio e il mandato
di
Comunità C.A.Sa – Lecce, in Catechisti Parrocchiali settembre 2007
vedi anche:
- Un nuovo anno catechistico
- Festa di inizio anno catechistico