Festa dell’accoglienza
Si propone una celebrazione liturgica per la festa dell’accoglienza d’inizio d’anno.
L’ideale sarebbe fissare tale celebrazione comunitaria dopo due o tre settimane di incontri, in modo da coinvolgere e rendere protagonisti i ragazzi nella preparazione. Occorre, quindi, decidere il giorno e l’ora, per facilitare la partecipazione di tutti, genitori e famiglie comprese.
Canto iniziale: Facciamo festa (G. Tranchida, Con voci di gioia, Paoline 2008)
Celebrante: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Un catechista: Carissimi ragazzi e genitori, siamo qui, insieme, all’inizio del nuovo anno pastorale. Abbiamo percorso un buon tratto di strada seguendo Gesù e imparando pian piano a diventare suoi discepoli. Come il giovane del Vangelo, anche noi cerchiamo la vita e chiediamo a Gesù di seguire il suo esempio.
Tutti si siedono. Un ragazzo proclama il brano di Marco 10,17-22 (p. 5). Si può proclamare a tre voci: cronista (una ragazza), il tale (un ragazzo), Gesù (il celebrante).
Dal vangelo secondo Marco
Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? ”. Gesù gli disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre”.
Egli allora gli disse: “Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza”. Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: “Una cosa sola ti manca: và, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi”. Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni.
breve riflessione del celebrante
Un catechista: Sull’altare ci sono sei candele; esse rappresentano i comandamenti che Gesù ricorda nel Vangelo: non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre. Queste parole di Gesù ci aiutano a vivere con responsabilità, sincerità e impegno il cammino di fede, amicizia, condivisione che stiamo iniziando.
Ora accendiamo le candele come segno della nostra disponibilità a seguire Gesù: è lui che illumina il nostro cuore e ci aiuta a spegnere il nostro egoismo.
Sei ragazzi, in modo ordinato, a gruppi di due accendono le candele e procramano l’invocazione dopo che l’assemblea a risposto, tornano al posto.
Ragazzi: Insegnaci a seguirti, Signore.
Tutti: Tu che sei la via.
Ragazzi: Illumina il nostro cuore e la nostra mente.
Tutti: Tu che sei la verità.
Ragazzi: Rafforza la nostra speranza.
Tutti: Tu che sei la vita.
Celebrante: Padre, Dio della vita, che hai creato ogni cosa con la potenza del tuo Spirito, noi ci affidiamo a te: donaci la tua grazia per questo nuovo anno e per continuare nella gioia il nostro cammino di fede. Per Gesù Cristo, nostro Signore e Maestro.
Tutti: Amen.
Celebrante: Preghiamo insieme con la preghiera che Gesù ci ha insegnato: Padre nostro…
Benedizione solenne
Canto finale: Vivi con noi la festa (cfr. Catechisti Parrocchiali ottobre 2007, p. 9).
Agape fraterna
Può seguire un momento di conoscenza reciproca e di convivialità: ogni famiglia condivide quanto ha preparato in precedenza.
Mandato ai catechisti e agli operatori pastorali
(in allegato)
S. Zanconato e M.R. Attanasio, in Catechisti Parrocchiali settembre 2008