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RUBRICA: SUSSIDI PASTORALI

Suggerimenti, stimoli e materiali per catechisti, educatori, animatori, impegnati in una efficace comunicazione della fede.

GESU VIENE TRA NOI - 3° tappa: I miei occhi hanno visto il Salvatore
Itinerario di Avvento e Natale per bambini
[ REDAZIONE SITO WEB]
La presentazione di Gesù al tempio è un momento della vita di Gesù poco valorizzato eppure è una festa liturgica che chiude le celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua. Questa 3° tappa può essere utilizzata sia per riflettere su questo avvenimento sia per prepararsi a celebrare la festa della Presentazione (2 febbraio). Brano di riferimento, Luca 2,22-40.

Gesù viene tra noi - Introduzione 1° tappa: Il Signore è con te 2° tappa: Vi annuncio una grande gioia 3° tappa: I miei occhi hanno visto il Salvatore 4° tappa: Avviamo veduto la sua stella 5° tappa: Devo occuparmi delle cose del Padre mio

L’Itinerario è costituito da:
- una Scheda biblica, con notizie e puntualizzazioni per guidare la riflessione sul brano evangelico corrispondente;
- una Scheda metodologica, che presenta suggestioni per approfondire il contenuto della video e realizzare incontri vivaci e sempre nuovi.




1. SCHEDA BIBLICA
   Presentazione di Gesù al tempio
   Scena di Simeone
   Scena di Anna e conclusione

2. SCHEDA METODOLOGICA
   
Conoscere (video)
   Riesprimere
   Vivere
   Celebrare



1. SCHEDA BIBLICA
L'avvenimento nel contesto biblico

L'episodio è articolato in quattro momenti: presentazione di Gesù al tempio, scena di Simeone, scena di Anna e conclusione con il «ritornello della crescita».

Presentazione di Gesù al tempio (Lc, 2,22-24)
Il racconto della presentazione al tempio è condotto sullo sfondo veterotestamentario della doppia legge dell'offerta dei primogeniti (Es 13,1.11-16) e della purificazione della donna dopo la nascita di un figlio (Lv 12,6).
L'offerta dei primogeniti ricordava la liberazione dall'Egitto. Jhwh per salvare il suo popolo aveva “ucciso” i primogeniti degli Egiziani, gli Ebrei perciò dovevano consacrargli i primogeniti, per esercitare il servizio cultuale. In seguito questo servizio venne affidato alla tribù di Levi (Nm 8,5-18) e i primogeniti dovevano essere riscattati con un tributo, al tempio, di cinque sicli.
Non appare dalla Bibbia che i bambini dovessero essere portati al tempio. Con ogni probabilità Luca ha presente lo schema veterotestamentario dell'offerta di Samuele al servizio del Signore al santuario di Silo (1Sam 1,24-28). Gesù viene offerto al tempio come Samuele: questa presentazione sta a significare che egli è l'Unto di Jhwh, il consacrato per eccellenza.




Scena di Simeone (Lc 2,25-35)
Simeone è presentato come un uomo “giusto e timorato di Dio”: sono i due aspetti dell'ideale della pietà ebraica. Egli attendeva la “consolazione d'Israele”, terminologia che si ispira al “Libro della consolazione” (Is 40-55) in cui si promette la liberazione dalla schiavitù di Babilonia; ora la “consolazione d'Israele” consisterà nella liberazione dal peccato. Simeone è mosso dallo Spirito che lo guida a Gesù.
Nell'inno che segue, Gesù viene chiamato salvezza, luce per illuminare le genti, gloria del popolo d'Israele, titoli che indicano chiaramente la missione universale di Gesù e si ispirano a diversi testi profetici (Is 40,15; 42,6; 46,13; 49,1-6; 52,9-10; Bar 4,24) e salmici (Sal 98,3). La realizzazione piena di questa salvezza universale viene indicata da Luca alla conclusione del suo secondo libro: “Sappiate che questa salvezza di Dio è stata inviata ai Gentili” (At 28,28).
L'atteggiamento di Maria e di Giuseppe è di “stupore” per quello che si diceva del bambino. Di “stupore” per l'opera di Dio, per la presenza del divino nella storia dell'uomo.
Un secondo oracolo che prevede il rifiuto di Gesù (espresso con i testi di Is 8,14; 28,16) è diretto alla Madre. Anche lei sarà sottoposta alla prova, ma al contrario del popolo d'Israele sarà trovata fedele.




Scena di Anna (Lc 2,36-38)
Anna viene qualificata come “profetessa”, ma non viene riportata alcuna parola a suo riguardo.
Non si dice quale ruolo profetico avesse prima dell'incontro con Gesù. Si presenta a lodare Dio e a parlare del bambino a tutti quelli che aspettavano la liberazione di Gerusalemme.

Conclusione (Lc 2,39-40)
La scena si conclude con il ritorno a Nazareth e con il “ritornello della crescita”, che fa pensare allo schema della storia di Samuele (1Sam 2,20-21).




Sintesi del messaggio
Al centro dell'avvenimento della presentazione di Gesù al tempio di Gerusalemme c'è il riconoscimento, da parte di Simeone e della profetessa Anna, di Gesù come il Salvatore annunciato dai profeti e la luce inviata da Dio per illuminare tutti i popoli. Incontrare Gesù come salvezza dipende dalla illuminazione dello Spirito e dalla disponibilità del cuore.

Per l’insegnamento e la catechesi
La presentazione di Gesù al tempio
è un momento della vita di Gesù poco valorizzato nell'insegnamento e nella catechesi, eppure, è al centro di una festa liturgica che chiude le celebrazioni natalizie e apre il cammino verso la Pasqua. La festa, popolarmente nota come Candelora, ricorre il 2 febbraio e si chiama appunto Presentazione del Signore. In essa la Chiesa celebra il riconoscimento di Gesù come luce delle genti, così come ha fatto Simeone.
La presente unità può essere utilizzata sia per riflettere su questo avvenimento che per prepararsi a celebrare la festa della Presentazione.




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Conoscere
Guardiamo il video
, quindi, lasciamo che il gruppo reagisca ponendo delle domande spontanee. Maria, Giuseppe e Gesù sono già conosciuti dai bambini, ma Simeone e Anna sono due personaggi che possono destare la loro curiosità, così come la può destare il tempio di Gerusalemme.
Dopo una prima visione è opportuno rivederlo una seconda volta per esaminare gli atteggiamenti dei personaggi e riflettere sull'avvenimento di cui sono protagonisti. L'anziano Simeone prende tra le braccia Gesù e con fare ispirato pronuncia il cantico di lode a Dio nel quale riconosce Gesù come salvezza, luce e gloria del popolo.

Simeone si rivolge a Maria e con la mano alzata verso di lei pronuncia la drammatica profezia. Facciamo notare ai bambini, nella scena ripresa in piano ravvicinato, l'espressione stupita e assorta di Maria e di Giuseppe.
Approfondiamo, ora, il significato dei gesti e delle parole. Il valore del tempio per il popolo ebreo; l'offerta dei primogeniti a Dio; il cantico pronunciato da Simeone.
Possiamo dare in mano ai bambini il testo chiedendo di sottolineare gli attributi dati a Gesù: salvezza, luce, gloria; la profezia su Maria in cui è adombrata la passione del Cristo; la testimonianza della profetessa Anna che parla del bambino a quanti attendono la redenzione d'Israele. Richiamiamo al gruppo i luoghi in cui si sono svolti gli avvenimenti narrati nelle due precedenti unità: Nazaret in Galilea e Betlemme in Giudea, indichiamoli sulla cartina e tracciamo una linea del tragitto percorso dalla santa famiglia tra Nazaret, Betlemme e Gerusalemme.




Riesprimere
Ai bambini più grandi
proponiamo di ricercare sui quotidiani e sulle riviste fatti che indichino il bisogno di salvezza e di luce (situazioni di povertà materiale e spirituale) e altri che, invece, rappresentino segni di salvezza compiuta (situazioni di gioia, di amore e di condivisione). Con le foto e con i testi costruiamo un cartellone suddiviso in due sezioni evidenziate da un colore diverso: scuro per le situazioni negative, chiaro per quelle positive.
Invitiamo i bambini a formulare una preghiera per chiedere al Signore di dare a tutti un cuore pronto a riconoscere Gesù come Salvatore. La preghiera, scritta, sarà presentata nel momento celebrativo.




Vivere
Simeone e Anna
hanno riconosciuto in Gesù il Salvatore perché hanno tenuto gli occhi del cuore ben aperti a cogliere la sua presenza.
Invitiamo i bambini a seguire il loro esempio impegnandosi a scoprire il venire di Dio nella varie situazioni della loro vita quotidiana. Guidiamoli a individuare alcune occasioni in cui Dio si manifesta e le condizioni che sono necessarie per riconoscerlo.
Per esempio quando ascoltiamo la sua Parola e quando preghiamo, quando siamo generosi, sappiamo perdonare, facciamo del bene agli altri, accogliamo i poveri e coloro che ci sono antipatici, quando stiamo insieme con gioia in famiglia, a scuola, al catechismo, in chiesa.
Suggeriamo ai bambini di provare a vivere alcune di queste situazioni con atteggiamento aperto alla presenza di Dio e di annotare sul diario personale l'esperienza di sentire vicino Gesù come forza, luce, gioia e pace.




Celebrare
Ambientazione:
i bambini sono seduti in cerchio, nel mezzo sono stati collocati il poster che rappresenta situazioni di povertà e di gioia, e un grande cero simbolo di Gesù luce del mondo.

Canto: scegliamo un inno a Cristo-luce, oppure preghiamo con il ritornello: Cristo è la luce, Cristo è la pace, Cristo è la salvezza dell'umanità.

Ascolto della Parola: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele (Lc 29-32).
Gesù dice: “Io sono la luce del mondo; chi segue me non comminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).

Preghiera di intercessione: ogni bambino recita la preghiera che ha preparato e tutto il gruppo risponde: Signore, donaci la tua luce e la tua grazia.

Conclusione: consegniamo ai bambini una piccola candela che ognuno accenderà dal cero per simbolizzare la luce che noi attingiamo da Cristo e che vogliamo diffondere nel mondo intero. Tenendo alzate le candele il gruppo cammina processionalmente attorno al cero mentre ripete il ritornello: Cristo è la luce, Cristo è la pace, Cristo è la salvezza dell'umanità.




Testo della video
I miei occhi hanno visto il Salvatore (cf Luca 2,22-38)

Quaranta giorni dopo la nascita, Maria e Giuseppe portano Gesù al tempio di Gerusalemme per offrirlo a Dio, come aveva ordinato Mosè nella Legge. A Gerusalemme c'è un uomo di nome Simeone, uomo giusto, uno di coloro che aspettano la venuta del Salvatore. 
Illuminato dallo Spirito Santo, si reca al tempio mentre i genitori vi portano il bambino Gesù. 
Simeone lo prende tra le braccia e ringrazia Dio dicendo: 
"Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele".
 II padre e la madre di Gesù si stupiscono delle cose dette del bambino. 
Simeone li benedice e, rivolgendosi a Maria, profetizza: 
"Questo bambino sarà occasione di rovina e di risurrezione per molti. Sarà un segno di Dio, ma tanti lo rifiuteranno. E tu, Maria, sarai colpita da un grande dolore". 

La profetessa Anna, un'anziana vedova che non si allontana mai dal tempio, vedendo Gesù, si mette anche lei a lodare Dio e parla del bambino a quanti attendono il Salvatore.




Schede
- Le schede, redatte da Gemma Galfrè e Giuliana Quaglini, sono state riviste dalla redazione sito www.paoline.it
Video
- I personaggi sono stati realizzati da Giuseppina Coren, con figure animabili, artisticamente modellate in das e vestite in stoffa.
- Le scenografie e l’abbigliamento dei personaggi rimandano ai tempi e ai luoghi dell’epoca di Gesù e sono stati realizzati da Gloria Lanzoni e Anna Gravina.
- Voci: Ughetta Lanari e Claudio Capone
- Musica: Giacomo dell’Orso

 

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