La vicenda e la figura di Cristo vengono rievocate attraverso i dialoghi di vari personaggi riuniti in una locanda dopo la crocifissione. Uno spettacolo teatrale e musicale che aiuta a riflettere sui temi della fede e sul messaggio cristiano.
Acab: (Avvicinandosi a Sara) Ma senti un po’… quale sarebbe tutta questa esperienza?
Sara: Sono fatti miei, Acab. Lasciami in pace anche tu.
Barabba: E che caratterino, Sara! Dai, di noi ti puoi fidare… (Rivolgendosi a tutti gli altri) siamo o non siamo come una famiglia? (A Sara) Su, racconta la tua storia!
Sara: (Si siede al tavolo di Barabba) Ma sì, tanto prima o poi doveva saltare fuori. (Fa un grosso respiro) La mia storia… la mia storia è come tante altre. Uno commette errori nella vita, no? Ma il vero problema è la gente: la gente ti giudica e non perdona mai gli sbagli che hai fatto… soprattutto quando sono “pubblici”! (Rivolgendosi a tutti gli altri intorno) Uno solo ne ho trovato di buono… Quello sì, che mi ha perdonato per davvero. Ma purtroppo… purtroppo è finito male.
Barabba: Uno solo? Oh bella, e chi sarebbe?
Sara: Chi sarebbe? Pensa un po’: è proprio Gesù di Nzaret, quello di cui stavate tanto a discutere prima! (Si alza) Lo ammetto: io mi sono comportata come una ragazzina. Il mio matrimonio andava a rotoli, e così… mi sono messa con un tipo… Me n’ero pure innamorata, me n’ero, pensa un po’… Poi però mio marito mi ha scoperto. “Flagrante adulterio” ha gridato, e mi ha trascinato in piazza. Immaginatevi la scena: un sacco di gente che arriva, mio marito che sbraita: “tradimento, tradimento!” Io tanta di quella gente manco la conoscevo. Cercavo di spiegare, ma quelli mica ascoltavano me… A un certo punto vedo che ognuno prende un mano una pietra. Allora mi sono detta: Sara, qui è proprio finita! Condannata alla lapidazione. (Si inginocchia) Mi sono messa in ginocchio, ho chiesto perdono a tutti, anche a quelli che non c’entravano per niente! Macché… quelli volevano solo tirarmi addosso le pietre per uccidermi! Poi arriva lui, Gesù… e comincia a scrivere per terra! Alza gli occhi e dice: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” (Pausa. Si guarda intorno) Silenzio. Non vola una mosca. E poi, uno dopo l’altro, tutti se ne vanno via, fino a quando rimaniamo soli io e lui. Allora lui mi chiede “Nessuno ti ha condannato?” “Nessuno!” rispondo io con la voce che mi trema… Lui mi sorride e mi fa: “Neanch’io ti condanno… va’ in pace. Capito? Va’ in pace… Io non avevo mai sentito parole così dolci… (Si gira verso gli altri) Davvero non mi era mai capitato di sentirmi… accettata… perdonata… Sì, perdonata: è proprio questa la parola…
Titolo
LA LOCANDA DI EMMAUS
Sottotitolo
/
Autori
Fabio Baggio (Copione, testi delle canzoni, musiche)
Genere
Spettacolo teatrale con canzoni
Atti
Unico
Personaggi/Attori
Dodici personaggi (dieci parti maschili e due femminili), più un gruppetto di figuranti, prevalentemente donne.
Canzoni
1. BENVENUTI ALLA LOCANDA
2. FA PIÙ RUMORE
3. IL MONDO È DEI FURBI
4. NON È FACILE PERDONARE
5. QUEL MATTINO
6. SE ACCOGLIERETE
7. QUESTA È LA GUERRA
8. IL SIGNORE È VIVO
Trama
Locanda di Emmaus, Palestina, al tempo del dominio romano. È appena passato il giorno della Parasceve, e gli avventori intrecciano i loro discorsi tra una bevuta e una scodella di zuppa. C’è Giacobbe, l’oste, e sua moglie Ruth. C’è Barabba l’impostore, quello che a Gerusalemme è stato liberato al posto del Nazareno condannato e crocifisso. Ci sono Acab, l’artista cantore, e Sara, l’adultera scampata alla lapidazione. Ci sono alcuni discepoli pentiti, delusi dalla morte di Gesù, privati ormai della speranza di un riscatto. C’è il ricco che aveva detto di no alla chiamata del Maestro. Tra un boccale di vino e una scodella di zuppa si mettono a discutere, con toni più o meno accesi: Gesù era forse un impostore che ha ingannato tutti con i suoi discorsi, per poi finire sulla croce? O solo un ingenuo, che non ha saputo salvarsi di fronte a Pilato? Infine, i due discepoli di Emmaus, quelli che lo incontrano dopo la sua risurrezione, giungono alla locanda e ne danno notizia, col cuore in gola.
Tematiche
Pasqua. L’annuncio di risurrezione di Gesù e caratteristiche della figura di Cristo e del messaggio cristiano: senso profondo del perdono e dell’amore, l’importanza di una scelta di condivisione e di comunione nella diversità, anche in materia di dialogo interreligioso.
Per l'allestimento
Per la scenografia, l’ambientazione è fissa: interno di una locanda con tavoli, sgabelli, caraffe, boccali. Volendo si può pensare ad una specie di bancone da bar, per offrire più possibilità di movimento agli attori. Per quanto riguarda i costumi, ci si dovrà ispirare a quelli tipici dell’epoca: tuniche, sandali, bisacce, differenziandoli secondo le caratteristiche dei personaggi. Un criterio unitario nello stile e nelle scelte cromatiche favoriscono senz’altro un positivo colpo d’occhio e contribuiscono a rendere lo spettacolo più curato e gradevole.
Si consiglia l’uso di radiomicrofoni o, in alternativa, di microfoni ambientali posizionati strategicamente.
Commenti
Dal punto di vista musicale, lo spettacolo non presenta particolari difficoltà: a quegli attori (per Acab, Sara, Barabba e, nella canzone iniziale, Giacobbe) che devono interpretare alcuni brani come solisti, non sono richieste particolari abilità vocali.
L’elemento che può creare problemi e richiede un attento studio e particolari accorgimenti da parte del regista, è la gestione delle controscene. Nella “locanda” sono sempre presenti più attori, distribuiti ai tavoli; ma spesso solo un paio sono coinvolti nei dialoghi di turno. Importante è fare in modo che gli altri, quelli che non hanno battute, siamo impegnati in qualche azione possibilmente naturale, precedentemente studiata. Queste controscene non devono essere né di disturbo, né essere improvvisate; né, ovviamente, si deve lasciare che gli attori stiano immobili ad aspettare la propria battuta.
Se si può contare su un buon impianto luci, si possono evidenziare di volta in volta i tavoli attorno ai quali si svolge il dialogo, lasciando in penombra gli altri.