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DIO ABITA NEL SÌ
Presto il Dio fatto bambino
tornerà a incantarci e a commuoverci.
Non dobbiamo però dimenticare
che questo evento straordinario
è potuto accadere perché Maria
ha accettato di essere casa di Dio. |
“LEGGERE” LA BIBBIA
Povero David! E’ proprio vero che con Dio si ragiona male. E sì. Lui sa, conosce, vede, senza bisogno di faticare come noi lungo il percorso dei ragionamenti. E allora, povero David! Riconoscente a Dio per dove è arrivato, si presenta al profeta con un bellissimo proposito: “Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda…”.
Natan non può non ammirare il sentimento di riconoscenza del re, e senza pensarci su, gli dà il suo OK: “Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te”. Invece non è così, e il giorno dopo il profeta deve tornare dal re per riferirgli che la casa Dio non la vuole. Gliela farà lui una casa a David. E non sarà il tempio costruito dal suo figlio Salomone, destinato purtroppo a essere distrutto, ma una casa salda per sempre.
Perché Dio, che pure apprezza la riconoscenza (tantissime volte nella Bibbia rimprovera il suo popolo di ingratitudine), non accetta il dono di David? Perché sotto l’offerta del re si nasconde la tentazione più insidiosa dell’uomo: il tentativo di accattivarsi Dio, di tenerlo buono, di farlo sentire in debito con noi, di convincerlo a realizzare i nostri progetti.
Ma, allora, cosa vuole Dio da noi?
La risposta è nel vangelo.
Qui non è l’uomo a prendere l’iniziativa ma Dio: “L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine: Maria”. Maria non ha chiesto niente. Ha i suoi progetti di creatura, è promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. L’angelo le chiede di accogliere i progetti di Dio. Lei li accoglie: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”, e diventa la sua casa, il suo tempio.
La tentazione di David è sempre in agguato dentro di noi. Noi, a dire il vero, ce la caviamo con molto meno, non gli promettiamo un costoso tempio di pietra, ma una preghiera, una candela, una messa, un gesto di elemosina. Figuriamoci se Dio ci sta.
Questo non significa che non dobbiamo chiedere al Signore ciò che ci preme. E’ Gesù stesso a esortarci: “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto”.
Ma allora?
Attenzione alla sua logica! Gesù continua: “Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!”.
E’ chiaro? Gesù promette: “Quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono”.
Quello che Gesù ci garantisce è il dono dello Spirito Santo. E’ lui che ci fa comprendere il senso delle nostre richieste; che ci mette in grado di dire: “Però… sia fatta la tua volontà”; che ci fa dire: “Sì”. Che ci fa diventare casa di Dio, come Maria.
L’Avvento che sta chiudendosi è per stimolarci a diventare almeno un po’ di più casa di Dio.
In noi, intorno a noi, nelle nostre case, nelle nostre chiese, tutto è in fibrillazione per il Natale. Presto il Dio fatto bambino tornerà a incantarci e a commuoverci. Non dobbiamo però dimenticare che questo evento straordinario è potuto accadere perché Maria ha accettato di essere casa di Dio. Ogni volta che guarderemo il presepio di Betlemme, facciamo in modo di non rimanere con la faccia indietro. Quel bambino adesso ci sta davanti, ci aspetta, ci cerca. E’ colui che afferma: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me”.
Per farlo entrare in casa, per essere la sua casa, è necessario dirgli:“Sì”.
PER “LEGGERE” LA VITA
A Natale, soprattutto la notte, le chiese sono stracolme di gente. Purtroppo non saranno pochi i preti che approfitteranno di questo fatto per rimproverare coloro che vengono a messa solo a Natale…
Ricordiamoci che quel Bambino non è stato accolto dai sommi sacerdoti, dai farisei e dagli scribi, ma dai pastori che non andavano al tempio nemmeno una volta in tutta la vita, e dai Magi, stranieri che non conoscevano le Scritture.
Accogliamo con gioia tutti quelli che il Bambino, comunque, richiama.
Quella Messa, quel presepio, quella canzone, quel dono, quella luminaria… possono essere un “piccolo angelo” mandato a chiedere un sì.
E che ne sappiamo noi se…