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RUBRICA: VANGELO E VITA
Commento di don Tonino Lasconi alle letture della Messa domenicale. Riflessioni brevi ed esistenziali, perché il Vangelo diventi luce per la vita di tutti i giorni.
   
XVIII Domenica - Tempo Ordinario - Anno C
La ricchezza che rende stolti
[TONINO LASCONI]
Letture: Qo 1, 2; 2, 21-23;  Sal 94;  Col 3,1-5. 9-11;  Lc 12,13-21
Con una parabola brevissima e fulminante Gesù ci invita a rivedere pressappochismi e moralismi, tanto facili quanto dannosi, che hanno contribuito a diffondere tra i cristiani, e tra la gente in genere, un’idea poco seria e poco esatta del suo messaggio sul possesso e l’uso dei beni della terra.

“La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante”.
Occhio al testo! Quest’uomo è già ricco e non è stolto. Perciò non è stolto perché è ricco. Lo diventa quando, di fronte al raccolto abbondante che viene ad aggiungersi ai beni che possiede, prende la decisione egoistica e ottusa: “Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”, offrendo di se stesso la fotografa di chi non sa valutare il senso della vita e delle cose, che è arricchire davanti a Dio, vivendo la vita, ricevuta in dono, come un dono da condividere.

L’uomo ricco (come probabilmente l’uno della folla che vuole servirsi dell’autorità di Gesù per dirimere una questione di eredità con il fratello) è prigioniero della cupidigia, cioè dalla bramosia di avere sempre di più, “che è idolatria”.Trasformare in dio da adorare ciò che è dono di Dio, credere che la vita dipenda dalle cose che devono, al contrario, servire per farla essere dono da riconsegnare almeno con l’interesse rende stolti, perché chiude gli occhi sulla verità profonda della realtà. Che è: “Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità”.
Eccoci a un altro messaggio, spesso maltrattato, da capire bene. L’affermazione di Qoèlet non significa che tutto è inutile, senza valore, senza senso. Se così fosse, Dio ci avrebbe donato il niente, un pacco vuoto. Bel dono!
Tutto è vanità perché tutto passa, tutto è transitorio, tutto è come una bolla di sapone. La bolla di sapone è bella, ma se uno la scambia per il terreno sul quale fondare la propria vita… La ricchezza ci rende stolti quando ci fa illudere che le cose che passano, che si sgonfiano come bolle di sapone, possono darci la consistenza che esse stesse non hanno, addirittura farci diventare dio.


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