Negli ultimi anni si è assistito a una rapida crescita degli utenti di Facebook e attualmente questa piattaforma comunicativa è disponibile in 35 lingue. All’inizio del 2010 nel mondo ha superato i 400 milioni di iscritti, dei quali oltre il 70% fuori degli Stati Uniti.
Il nostro è uno dei Paesi con il tasso di crescita più elevato, tanto da superare altre nazioni europee come Spagna, Germania e Francia…
Sviluppo e diffusione
Facebook nasce nel febbraio 2004 quando Mark Zuckerberg, allora diciannovenne studente di psicologia ad Harvard, lancia insieme a un piccolo gruppo di amici (Chris Hughes, Dustin Moskovitz e Eduardo Saverin) un progetto per mettere on line i profili degli iscritti ad Harvard, in gergo appunto facebook. Pare che nel giro di un mese più di metà degli iscritti ai corsi di laurea dell’Università si fossero registrati al sito. Da qui, visto il successo, l’estensione ad altre istituzioni accademiche. Nel giro di appena quattro mesi la neonata piattaforma si diffonde nelle migliori università del Paese. Cominciano così a fioccare i finanziamenti, e quindi l’estensione progressiva della rete, prima al mondo scolastico e non solamente accademico, e poi dal maggio 2006 alle organizzazioni aziendali. Dal settembre 2006 la rete si apre a tutti coloro che hanno compiuto diciotto anni o che ne abbiano compiuti almeno tredici ma dichiarino di essere iscritti a una scuola superiore. L’idea di base dunque è molto semplice: collegare studenti, rispondere a una voglia diffusa di socializzazione e di nuove conoscenze all’interno di un ambito giovanile e di studio (…).
Il fenomeno rientra in quello più ampio dei cosiddetti social network, cioè delle opportunità di aggregazione sociale che si espandono grazie a internet. Facebook si inserisce esattamente in questa evoluzione della Rete, permettendo l’aggregazione di persone legate realmente o potenzialmente da qualcosa di specifico (amicizia, interessi…) in maniera da poter anche scegliere chi accettare all’interno del proprio gruppo di « amici » con i quali restare collegati. Fra tutte le piattaforme di social network, Facebook si distingue per capacità di sviluppo: ha più valore e successo perché alto è il potenziale numero di nuovi « amici », che si possono incontrare e di quelli che già si conoscono ma dei quali nel tempo si sono perse le tracce (compagni di classe, amici d’infanzia, persone conosciute durante viaggi, conoscenze all’estero…).
La capacità di collegare le persone è dunque il punto di forza di Facebook.
Che cos’è Facebook?
Iscriversi a Facebook è molto semplice: basta inserire il proprio indirizzo e-mail e scegliere una password. Quindi, entrati nel sistema, è possibile iniziare a cercare i propri amici. In questo network ci si presenta per chi si è veramente, col proprio nome e cognome, e con il proprio volto reale. Facebook non è il luogo dell’anonimato o dell’identità falsata, ma quello della condivisione di ciò che si è e si fa realmente. Non manca l’ironia, ovviamente, nel modo di presentarsi, ma anche questa fa parte, in fin dei conti, della propria « realtà ». In genere, basta cercare i propri amici col loro nome e cognome per trovarli, se essi sono già iscritti a Facebook, ovviamente. Man mano che si trovano amici è possibile chiedere di diventare loro « amico » nel sistema. Se l’altro conferma, è possibile accedere al suo profilo e vedere chi sono i suoi amici e così magari, sfogliando l’elenco, è possibile anche trovare ancora altri amici e così via. Accettare un amico su Facebook significa accettare di condividere l’elenco dei propri amici e dunque rendere possibile una sorta di scambio e di conoscenza reciproca, di vita e di relazioni (…).
Le applicazioni che si possono usare su Facebook e che permettono di aggiungere contenuti al proprio profilo e alla propria bacheca sono in continuo aumento. Ad esempio, è possibile, grazie all’applicazione Books, segnalare i libri che si stanno leggendo e così conoscere, tra coloro che nel mondo la usano, gli altri che li stanno leggendo e, magari, condividere con loro impressioni di lettura. È possibile anche grazie a Causes rendere pubblica una causa da difendere o invitare i propri amici ad aderire a petizioni o manifestazioni pubbliche. L’elenco delle applicazioni sarebbe davvero troppo lungo per essere censito qui: ne esistono circa 500.000 (…).
Su Facebook poi è possibile diventare fan di personaggi notevoli, grandi pensatori, artisti, divulgandone la fama tra gli amici. Ma allo stesso modo è però anche possibile creare fan club di persone di dubbia fama, modelli negativi, perfino di persone che si sono macchiate di delitti e sanzionate dalla legge. È stato eclatante il caso del gruppo di fans che si è creato attorno a Totò Riina, ad esempio, che ha aggregato oltre 6.000 persone, prima di essere annullato. È da precisare che molti si erano iscritti per inviare commenti di biasimo, ma certo attorno al personaggio si è creato un fenomeno che è stato poi rilanciato dai media. È possibile formare gruppi di interesse e aggregare persone tra i propri amici e poi gli amici degli amici in un tam tam spontaneo. Ne esistono attualmente circa 19 milioni (…).
Utopia o mezzo di relazione?
Prima di Facebook e delle piattaforme ad esso simili, internet era sostanzialmente una rete di pagine e di contenuti, non di persone. Le persone potevano contattarsi tra di loro e aggregarsi in newsgroup e mailing list, ma le relazioni umane in se stesse erano invisibili al web. Facebook, in fondo, incarna una utopia: quella di stare sempre vicini alle persone a cui teniamo in un modo o nell’altro, e di conoscerne altre che siano compatibili con noi. Ma l’utopia deve confrontarsi col rischio grave che cellulari e computer possano alla fine isolare e dare solamente una parvenza di relazione, non fatta di incontri reali. D’altra parte la tecnologia da sempre, a partire dall’invenzione dei messaggi di fumo o di strumenti come il telegrafo o il telefono, è un potente ausilio alle relazioni personali. In questo lungo processo che compone la storia delle comunicazioni umane, Facebook sta giocando il suo ruolo specifico: far sì che internet diventi innanzitutto una rete di persone e acceleri un processo che nel 2005 ha avuto nei blog uno dei suoi passaggi fondamentali.
Facebook è dunque un momento significativo di questo processo, non certo però un punto di arrivo.
da Web 2.0 Reti di relazioni, di Antonio Spadaro, Paoline, Milano 2010
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Per approfondire il mondo digitale dal punto di vista catechetico-pastorale rimandiamo alla rivista monografica Viva Verità e Vita n. 2 “Evangelizzare nella cultura digitale”.