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La provvisorietà fa parte della nostra condizione umana: in questa XXXIII domenica del tempo ordinario la Prola di Dio ci mette in guardia dall'affanno di sfuggirla e ci invita, invece, a coltivare la speranza operosa.

In questa XXXII domenica del tempo ordinario Gesù invita a diventare "figli della risurrezione", impegnati a preparare all'eternità la loro vita di ogni giorno.

La solennità di tutti i Santi ci invita ad aprire bene gli occhi del cuore, per volgere lo sguardo non solo ai testimoni del vangelo scritti nel calendario, ma anche alla moltituine di persone che ci vivono accanto con fede e amore.

In questa XXXI domenica del tempo ordinario spicca l'incontro tra Gesù e Zaccheo, il ricco esattore delle tasse, che accoglie nella sua casa e nella sua vita la novità del Vangelo.

In questa XXX domenica del tempo ordinario, Gesù narra ai suoi ascoltatori la parabola di due personaggi che salgono al tempio a pregare. Cosa succede se, invece di meditare questo testo come singoli, lo leggiamo come popolo di Dio?

In questa XXIX domenica del tempo ordinario la liturgia ci invita a mantenere un atteggiamento di costante affidamento a Dio, anche durante gli impegni e le occupazioni della giornata, per ricevere da Lui il dono dello Spirito.

La liturgia di questa XXVIII domenica del tempo ordinario ci presenta tre personaggi significativi: Naamàn il siro che, per ringraziare il Signore, torna a casa con il carretto pieno di terra palestinese, Paolo che predica il vangelo anche in catene e il samaritano guarito dalla lebbra che torna da Gesù per ringraziarlo.

«Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare"», dice Gesù agli apostoli, e a noi, in questa XXVII domenica del tempo ordinario.

La liturgia di questa XXVI domenica del tempo ordinario ci invita a vigilare che non ci siano i "Lazzaro" dimenticati davanti alla porta della nostra vita quotidiana.

In questa XXV domenica del tempo ordinario la parabola dell'amministratore disonesto, compresa nel suo significato autentico, diventa un severo richiamo anche per noi cristiani di oggi, inclini, nonostante il pungolo di papa Francesco, a lamentarci degli "amministratori disonesti", ma poco decisi a contrastarli.

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