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La solennità dell'Ascensione ci ricorda la consolante promessa di Gesù di essere sempre con noi, ma anche l'impegno di testimoniarlo sempre e ovunque, come suoi veri discepoli.

Si può comandare l'amore? Il vangelo di questa VI domenica di Pasqua ci dice di sì, perchè l'amore vero è un impegno che si traduce in atti concreti di dedizione, fedeltà, servizio.

Nella V Domenica di Pasqua Gesù insegna anche a noi, come ai suoi discepoli, a riconoscere in lui il volto del Padre e a ricordare le sue parole come criterio-guida delle scelte di ogni giorno, per compiere poi opere permeate dalla logica del Regno.

Nel suo discorso di congedo, Gesù rassicura i discepoli che preparerà per loro una dimora eterna, presso il Padre; in Lui possono già contemplare il volto di Dio e trovare la via per raggiungerlo.

La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha ridato autonomia a un libro liturgico da tempo dimenticato: il Lezionario. La Parola ha trovato segni (il Libro) e luoghi (l'ambone) più idonei per evidenziare la sua importanza nella vita della comunità celebrante.

In questa quarta domenica di Pasqua, chiamata del "Buon Pastore", e abbinata ormai da decenni alla Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni (dal 1964 per volontà di Paolo VI), sembrerebbe facile accogliere la parola di Dio come messaggio stimolante, che rinnova e rafforza e la nostra fede, rendendola più testimoniante e attraente.

Gesù, che ama i suoi discepoli come un pastore ha cura del suo gregge, si presenta come la porta che apre all'esperienza della salvezza, l'ingresso alla vera vita, donata in abbondanza.

La liturgia di questa III Domenica di Pasqua ci "trasporta" nella locanda di Emmaus, per riscoprire il significato profondo delle nostre celebrazioni come incontro con il Cristo Risorto, che spezza il pane per noi.

Se il Risorto non svela il senso nascosto delle Scritture, gli occhi dei discepoli non possono riconoscerlo; ma nel segno dello spezzare il pane il loro cuore esulta e arde di gioia.

In questa seconda domenica di Pasqua siamo chiamati a sperimentare la beatitudine di coloro che, pur senza aver visto il Signore Risorto, hanno creduto, perchè hanno comunque "toccato" testimoni persone e comunità del suo amore.

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