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È stata la rete di solidarietà "Fratello" - che opera in Francia attraverso associazioni che si dedicano proprio alle persone senza fissa dimora – a scrivere una lettera al Papa chiedendogli di poter partecipare a un Giubileo della Misericordia.

Sono persone di cui le nostre parrocchie hanno bisogno - dicono gli organizzatori - perché sono i più piccoli, i più poveri... Hanno alle spalle vissuti di esclusione, una serie di fallimenti soprattutto relazionali che li ha spinti sulla strada dove trovano una via di fuga per sparire... Soffrono di solitudine, isolamento, mancanza di speranza. Per questo sono particolarmente sensibili a cogliere nella loro vita la prossimità di Dio e per questo si mettono in pellegrinaggio.

Papa Francesco ha detto sì a questa proposta! Così questo deille Persone Socialmente Escluse sarà l'ultimo appuntamento del Giubileo della Misericordia prima della celebrazione di Chiusura della Porta Santa di S. Pietro il 20 novembre. Da venerdì 11 - memoria liturgica di S. Martino di Tours che diede a un povero metà del suo mantello e se lo ritrovò intatto – a domenica 13 novembre 2016, diverse migliaia di persone che hanno vissuto o che vivono in strada, o in altra forma di precarietà, verranno da tutta Europa per vivere il Giubileo della Misericordia che restituirà almeno per alcuni giorni, a queste persone fragili e spesso invisibili, la dignità e la certezza di una appartenenza più grande!

Non è facile superare il senso di disagio e di imbarazzo per una scelta, quella appunto del clochard che appare così lontana dalla mentalità comune. Ci vuole un supplemento di amore... o forse basta guardarli, per quello che sono: uomini e donne con un bagaglio di vita, di esperienza e, perché no? di sogni. Solo che ci vuole qualcuno che li racconta questi sogni, qualcuno che mette nero su bianco questa umanità, la cui ricchezza sfugge ai più.

Tre storie, tre libri

A farlo ci ha pensato Michele Capitani, membro della Comunità di Sant'Egidio, che svolge il suo servizio di volontariato tra i senza fissa dimora in alcune zone di Roma e lo fa con il libro L'uomo che dribblava i treni. Storie di una umanità senza fissa dimora. Un libro scritto in punta di penna, con rispetto e tenerezza. Come nel caso della storia di Andrea, un clochard che ama scrivere: ...dormiva in stazione e un giorno mi chiese qualcosa per tenere un diario, e io gli diedi un'agenda vecchia, regalo da nulla di cui fu raggiante. Pochi giorni dopo, alle docce, mi fa: «Non scrivo tutto, ma faccio così: quel che mi entra nel cuore diventa una stella, e la segno: l'aria che respiro, un tizio che mi regala dieci centesimi... Le stelle segnate, a guardarle il giorno dopo... ma sai che non ci riesco, a definirmi povero?» Perché, e questa è la tesi del libro: quando vedi qualcuno per strada, devi pensarci, ché dietro a quella persona tu non sai quale storia ci può essere...

Anche Marina Scardavi, autrice del libro: La danza delle ombre. Con Mohammed nel mondo degli ultimi, vive la stessa esperienza. Marina svolge la sua attività in un Centro di accoglienza a Palermo e per incontrare queste ombre si fa guidare da Mohammed, un iraniano che vive per strada; anche lei scopre che quello dei vagabondi, dei barboni, dei poveri, degli emarginati, degli ultimi è molto diverso e più ricco di come appare agli occhi distratti di un osservatore esterno.

Ernesto Olivero è il fondatore del Sermig di Torino, una istituzione nata nel 1964 con l'impegno di combattere la fame nel mondo attraverso opere di giustizia e di solidarietà. All'inizio degli anni '80 del secolo scorso si trasferisce in un edificio dismesso, l'Arsenale, di guerra ovviamente, ma che Ernesto Olivero con i suoi giovani trasforma in Arsenale di pace. Accoglienza, ospitalità, visite mediche gratuite, scolarizzazione per gli immigrati... Ernesto Olivero racconta come è nata la decisione di offrire un rifugio ai senza fissa dimora. Olivero e i suoi ragazzi stavano pianificando insieme tempi e modalità per la ristrutturazione di questi grande edificio... Durante l'incontro si sente chiedere da uno di loro "Tu, stanotte dove dormi?" una domanda che nascondeva un mondo di dolore e di umiliazione sconosciuti. Quella notte Ernesto Olivero telefona a sua moglie: "Maria, stanotte non vengo a casa. Vado a dormire alla stazione di Torino, voglio capire cosa accade nella mia città". Quella notte terribile è stata una specie di spartiacque.
Nelle case del Sermig a tutt'oggi dormono ogni notte duemila persone.

Renzo Agasso ha scritto un libro sul Sermig, che racconta l'evolversi di questa intuizione di solidarietà e condivisione aperta a 360 gradi. Si intitola proprio: "Dove dormi stanotte?" Ernesto Olivero e la storia del Sermig.

Tre storie diverse tra loro, ma che parlano di accoglienza, di solidarietà data e ricevuta...
Per le Paoline raccontare queste esperienze attraverso le pagine di un libro è un modo per dare voce e visibilità a questa umanità che nei giorni dell'estate di San Martino avrà il suo Giubileo e sarà in prima pagina!

paoline capitani uomo dribblava treni libro pL'uomo che dribblava i treni
Storie di un'umanità denza fissa dimora

Storie che raccontano le vite invisibili dei senzatetto, vite che l'autore, con amore, rispetto e una buona dose di ironia mette in piena luce, restituendo dignità a loro e offrendo a noi la possibilità di uno sguardo meno superficiale e più attento.

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9788831542289 pLa danza delle ombre
Con Mohammed nel mondo degli ultimi

Il libro prende le mosse dall'esperienza dell'Autrice, che svolge la sua attività in un Centro di accoglienza a Palermo. Facendosi guidare da Mohammed, un iraniano che vive per strada, Marina Scardavi accosta un mondo – quello dei vagabondi, dei barboni, dei poveri, degli emarginati, degli ultimi – che si rivela diverso da come appare agli occhi distratti di un osservatore esterno.

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paoline agasso dove dormi stanotte libro p"Dove dormi stanotte"
Ernesto Olivero e la storia del Sermig

Il libro narra la storia del Servizio Missionario Giovamnile (SERMIG) e del suo fondatore, Ernesto Olivero che, all'inizio degli anni '80 si trasferì in un edificio dismesso, l'Arsenale militare, per trasformarlo in Arsenale di pace e avviare una serie di attività a servizio dei poveri in tutto il mondo.

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Beatrice Salvioni

Figlia di San Paolo, ha Lavorato a emittenti radiofoniche e televisive e presso l'Ufficio Stampa delle Paoline e tuttora Lavora nella Diffusione Paoline.

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