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Il sandalo/i sandali proteggono i piedi e sono fondamentali per il cammino. La Bibbia conferisce a questo uso reale altri significati collegati all'indossare o allo slacciare i sandali: dignità, prontezza, penitenza...

Indossare i sandali equivale ad acquistare dignità: il figlio prodigo al suo ritorno a casa, anziché essere trattato come schiavo, riceve i segni della dignità filiale: il vestito più bello, l'anello al dito e i sandali ai piedi (cfr. Lc 15,22 ). I sandali sono richiesti agli ebrei in partenza dall'Egitto, i quali, per camminare speditamente, devono avere la cintura ai fianchi e i sandali ai piedi (Es 2,11) e sono segno della cura di Dio durante il cammino nel deserto: «i vostri sandali non si sono logorati ai vostri piedi» (cfr. Dt 29,4). L'apostolo Pietro, liberato dal carcere, come in una nuova esperienza di Esodo, deve mettersi i sandali per riprendere il cammino (At 12,8). L'apostolo Paolo esorta ad avere «i piedi calzati e pronti a propagare il vangelo della pace». I piedi calzati indicano la prontezza e lo zelo che accompagna l'annuncio del Vangelo (Ef 6, 15; cfr. Is 52,7).

Togliersi i sandali o slacciarli richiama diversi significati. Nei quattro Vangeli, pur nella loro diversità, questa formula è in bocca a Giovanni Battista, il quale afferma di non essere degno di slacciare i legacci (il legaccio) dei sandali (del sandalo) del Messia (Mt 3,11; Mc 1,7; Lc 3,16; Gv 1, 27; At 13, 25). Questo gesto, più che segno di umiltà del servo verso il padrone, interpreta l'Antico Testamento alla luce di Gesù. Slacciare i sandali nella Bibbia è simbolo/segno di penitenza che al penitente richiede di andare scalzo (cfr. 2Sm 15,30; Mic 1,8). Giovanni Battista, che in Gesù indica l'Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Gv 1,29), non può invitarlo a penitenza, non può, cioè, togliere i suoi sandali.

Sciogliere i sandali indica ancora diritto di proprietà: «Il Signore getta i suoi sandali sull'Idumea» (Sal 60,10), ne prende cioè possesso. Sciogliere il sandalo allude alla legislazione sul matrimonio e indica la rinuncia del parente più prossimo al diritto /dovere del levirato (Dt 25,5-10), secondo il quale doveva sposare la vedova del fratello per dargli una discendenza. Se rinunciava a questo diritto doveva togliersi il sandalo, segno della cessione ad altri del suo diritto di proprietà. Questo significato è sotteso nell'atteggiamento del Battista che dichiarando di non poter togliere a Gesù il sandalo, afferma di non avere alcun diritto di prendersi la sposa/Israele - Chiesa perché «Lo sposo è colui al quale ap-partiene la sposa» (Gv 3,9; cfr. 2,9). La legge del Levirato è illustrata nel libro di Rut (4,7-8) dove assume pure l'idea di riscatto. Booz acquista/riscatta sia la terra appartenuta a Noemi sia pure la nuora Ruth, che sposa come parente più prossimo, dal momento che chi ne aveva diritto l'aveva ceduto togliendosi il sandalo.

Da Sapere

  • Il termine sandali deriva dal verbo ebraico 'chiudere' 'stringere'. Questo significato insinua che il comando di Dio a Mosè: «Togliti i sandali» gli richiede di liberarsi da ciò che lo tiene legato e rinchiuso in sé per accogliere la Parola di Dio che lo condurrà in un cammino nuovo. Togliersi i sandali significa pure riconoscere la santità del luogo che appar-tiene a Dio e richiede rispetto e umiltà (cfr. Gs 5,15).
  • Il profeta Amos denuncia i ricchi commercianti che per continuare ad arricchirsi «comprano il povero per un paio di sandali» (cfr. 8,6).

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Filippa Castronovo

Figlia di san Paolo, licenziata in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana, ha lavorato nel settore catechistico e ha insegnato al Pontificio Istituto Superiore di Scienze Religiose, Regina Mundi (Roma).
Tiene corsi di approfondimento biblico, di spiritualità e incontri sulla Lectio divina, temi sui quali ha scritto libri e articoli per varie riviste.
Collabora con l'Associazione Biblica Italiana.

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