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Nella Bibbia i pozzi sono luoghi importanti per la vita e le relazioni sociali. In un territorio arido, quale la terra biblica, intorno al pozzo le persone si ritrovano, discutono, litigano per l'accaparramento dell'acqua, si riconciliano, fanno patti e alleanze che garantiscono la convivenza.

Nel ciclo narrativo dei Patriarchi, si ricordano i pozzi scavati dai servi di Abramo (Gen 21,25-31), e dai pastori di Isacco (Gen 26,18-32). Il pozzo, da luogo dove si attinge l'acqua per la vita delle persone e degli animali da pastorizia, diviene luogo simbolico sponsale, perché intorno a esso avvengono i fidanzamenti e i matrimoni importanti.

Le scene bibliche d'incontro presso un pozzo tra un uomo e una donna preludono sempre al matrimonio. Il servo di Abramo, inviato a cercare una sposa a Isacco, nei pressi del pozzo trova Rebecca, che gli offre l'acqua per dissetarsi (Gen 24,11). Giacobbe incontra Rachele che conduce il gregge al pozzo per dissetarlo, ed egli gli mostra il suo amore togliendo la grossa pietra che chiudeva il pozzo (Gen 29, 1-14). Mosè fuggito dall'Egitto (Es 2,11-22) trova riposo accanto ad un pozzo dove giungono sette sorelle una delle quali, Zippora, sarà la sua sposa. Da futuro liberatore difende le ragazze dai pastori che impedivano loro di abbeverare il gregge. Questi racconti mostrano che dare acqua è il gesto che esprime la cura dello sposo o, a volte, della sposa.

Il pozzo rappresenta Dio che, nel dare l'acqua, si prende cura della vita umana oppressa e maltrattata. Egli per due volte regala l'acqua alla schiava Agar quando incinta fugge dalla padrona che la maltratta (cfr. Gen 16,13) e quando abbandonata nel deserto con il piccolo Ismaele, vede all'improvviso un pozzo di acqua (cfr. Gen 21,17-19).

Il Cantico dei Cantici paragona la donna a un pozzo (Ct 4,12-15; cfr. Prv 5,15.)

Il pozzo assume una profonda valenza simbolica nell'incontro di Gesù con la donna samaritana (cfr. Gv 4,6- 15). I richiami agli eventi dell'AT sono evidenti. Gesù, come Giacobbe e Mosè, al pozzo che fu di Giacobbe (Gv 4,6.12) incontra una donna, che in un'ora calda e inusuale, che va ad attingere acqua. C'è però una grande differenza: le antiche narrazioni d'incontro al pozzo si finiscono con il matrimonio. L'incontro al pozzo di Gesù con la donna di Samaria conduce, invece, la sposa infedele (Israele rappresentato dalla donna) a vivere la fedeltà a Dio, il primo amore, che era stato tradito.

Il pozzo nel Nuovo Testamento è il luogo/simbolo della rivelazione di Dio che parla al cuore (cfr. Os 2,5b.16). Alla sposa ritornata alla fedeltà, il Messia di Dio dona l'acqua viva della Parola che, come sorgente sempre fresca, non viene mai mano e la disseta pienamente.

Da Sapere

Nel libro dei Numeri leggiamo: «Questo è il pozzo di cui il Signore disse a Mosè: «Raduna il popolo e io gli darò l'acqua».
Allora Israele cantò questo canto:
«Sgorga, o pozzo: cantatelo!
Pozzo scavato da prìncipi,
perforato da nobili del popolo,
con lo scettro, con i loro bastoni» (Nm 21, 17-18).
Il pozzo citato in questo testo negli scritti trovati a Qumran è simbolo della Torah. Come per attingere l'acqua, bisogna scavare i pozzi, così il saggio, per comprendere la parola di Dio che fa vivere, 'scava' nella Torah, che è appunto come pozzo profondo.

 

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Filippa Castronovo

Figlia di san Paolo, licenziata in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana, ha lavorato nel settore catechistico e ha insegnato al Pontificio Istituto Superiore di Scienze Religiose, Regina Mundi (Roma).
Tiene corsi di approfondimento biblico, di spiritualità e incontri sulla Lectio divina, temi sui quali ha scritto libri e articoli per varie riviste.
Collabora con l'Associazione Biblica Italiana.

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