Articoli
Librerie
Eventi
Contenuto sito

Ma «i cieli» non sono lontani? Musica e fede In evidenza

Pubblicato in Animazione e catechesi
Scritto da 
06 Ott 2017

«Dio, dove sei?», Gesù guardava in cielo quando pregava?, Dio è sempre e solo in quello spazio non toccabile?... Sono alcune delle tante domande dei nostri ragazzi su Dio. Con il supporto dei canti di Daniele Ricci dall'opera Rock "Il Messia", proviamo a conoscere un pò di più questo nostro Dio e Padre.

«Dio, dove sei?»

«Dio, dove sei?» È forse una delle domande più espresse sulla terra. La fanno i bambini quando iniziano a sentir parlare di Dio e la fanno i più grandi davanti alle calamità, al dolore innocente, alle tante forme di sofferenza. La preghiera del Padre nostro ci fa guardare i cieli, ce li fa pensare come la casa in cui Dio abita. E così, quasi spontaneamente, quando noi e i nostri ragazzi pensiamo a Dio, alziamo gli occhi in alto, verso il cielo..., sperando che proprio in quel momento Dio possa fare capolino. Ma le cose stanno veramente così?

Gesù guardava in cielo quando pregava? Saliva sul monte solo perché così sarebbe stato più vicino al cielo? Dio sta davvero oltre nuvole?
Beh, se riducessimo il tutto a questo, potremmo rischiare di non saper rispondere se qualcuno dei nostri ragazzi, appassionato di astronomia, dovesse chiederci se e in quale galassia abita, se preferisce un sistema cosmico a un altro. Possono sembrare strane e buffe annotazioni, ma non lo sono. E come avrete già dedotto dagli altri contributi, «cieli» per un ebreo non indica solo un determinato «spazio».

Aver pensato Dio sempre e solo in quello spazio non toccabile, anche se ormai raggiungibile e superabile, seppur attraverso astronavi, ci ha convinti a pensarlo lontano... troppo lontano dalle nostre lacrime e dai nostri sorrisi. Così, quella domanda: «Dove sei?» ha più la forma di un'esclamazione: «Sei troppo lontano da noi!».

Come avvicinare, allora, le convinzioni dei nostri ragazzi a un Dio che si è già decisamente avvicinato a noi in Gesù?
Come abbiamo evidenziato nella prima tappa, proprio accostandoci a uno spaccato della vita di Gesù, potremo scoprire come Dio Padre si situa nei confronti di ognuno di noi, come risponde, oggi, anche alle nostre domande: «Dove sei?».

In questa seconda tappa valorizzeremo altri tre canti, tratti, come i precedenti, dall'album Il Messia, di Daniele Ricci (Paoline 2017): Messias, Signore della vita, Lazzaro.

Uno sguardo al Messia

Per tentare di capire come ragioni Dio, dobbiamo dare uno sguardo a uno dei momenti più significativi della vita di Gesù.
In lui molti riconoscono l'atteso Messia, il Re d'Israele. E lo era. Ma i suoi modi di esistere e morire (addirittura morire..., nessuno se lo sarebbe mai aspettato dal Messia!) depistano, confondono.

Proponete ai ragazzi il canto Messias. Prima collocatelo: il canto è cantato da Satana e da demoni. Questi si rivolgono a coloro che stanno guardando la passione di Gesù, e allo stesso Gesù: lo scherniscono, fanno crollare ogni certezza.

Cosa significa re, gloria, salvezza, se chi guarda non vede altro che un fallito? Cosa è rimasto di tutte le promesse e dei gesti di guarigione?
Ascoltate il canto, fornendo il testo. Poi introducete, senza troppi commenti, il canto successivo, Signore della vita. Dal momento e dal luogo della passione e crocifissione aiutate i ragazzi ad aprire una sorta di flashback: coloro che hanno seguito Gesù, cosa ricordano di lui? Perché si sono spinti fino a Gerusalemme? Cosa hanno pensato, vedendolo? La canzone vi conduce prima in Galilea, lungo il lago di Tiberiade, e poi in Giudea. Cos'è successo in quei luoghi?

Chiedete ai ragazzi, poi, di rispondere a queste domande attraverso il testo: la gente lo vedeva come il Signore della vita? Colui che guariva, che operava segni prodigiosi? A partire dal canto aiutateli a ricordare o raccontate voi stessi ciò che lui fece. La gente credeva in lui, si fidava della sua potenza più che della sua bontà. Sapeva che ogni loro preghiera sarebbe stata da lui accolta e certamente esaudita.
Interpellate i ragazzi: quanto è vicino il nostro modo di pensare e seguire Dio, rispetto a quello che faceva la gente di Galilea e di Giudea? Cosa ci aspettiamo da lui? E cosa succede quando quello che chiediamo non trova risposta da parte di Dio?
Invitateli, poi, a fermarsi sull'ultima frase del canto: nel box trovate qualche suggerimento per lavorarci insieme.


«Da che parte stai?»

Dopo aver vissuto in gruppo un tempo di dibattito e condivisione, anche attraverso gli input offerti, ascoltate l'ultimo canto: Lazzaro. È in questo canto che, attraverso il comportamento di Gesù, possiamo scoprire dov'è Dio nel dolore, dove e se si «nasconde».

Le parole di Marta e del parente (nel musical: satana travestito) sono e restano parole umane, legittime entrambe: alcune fiduciose, altre sfiduciate, altre arrabbiate e provocatrici. Ma sono i gesti di Gesù a dire cosa farebbe Dio: Gesù stringe al cuore le sue creature e accoglie i loro singhiozzi. Diventa così il volto di quel Dio che raccoglie ogni lacrima e non ne disperde alcuna. Lui è il Signore della vita, che anche nella morte, nel dolore, nell'impossibilità di cambiare le cose, resta, accanto a noi. Lui è il Dio con noi... davvero con noi!

paoline logo dossier amati amiamoSignore..., «eppure» dove sei»?

Costruite un momento importante e delicato attraverso l'ultima frase del canto Signore della vita: «Eppure lui, il Signore, ha lasciato morire il suo amico più caro...».

Quanto pesa quell'«eppure» nella vita dei ragazzi? Aiutateli a scrivere su foglietti (o postit) i loro «eppure» rivolti a Dio; cioè le loro obiezioni, i loro dubbi, quelle volte in cui gli vorrebbero dire: «Signore, dici di amarci, eppure...?». O ancora: «Dici di amarci, ma dove sei quando...?».

I foglietti potrebbero essere, poi, o fotografati e postati in un gruppo social, chiedendo anche condivisioni di altri; o attaccati su un cartellone abbastanza grande, che può essere condiviso, poi, con la comunità, invitando anche altri a mettere le proprie obiezioni. Da questo può nascere un confronto con il parroco o con altri testimoni.


La preghiera da vivere

Pianto... il pianto dei deboli, dei piccoli,
degli innocenti...
Il nostro pianto, Signore della vita,
ci allontana da te.
La nostra voce non sa dire altro se non:
«Dove sei, Dio? Scendi, perché i cieli
sono troppo lontani da noi!».

Ma tu, Padre buono, insegnaci a scoprire
in Gesù, nel suo modo di vivere e morire,
la tua presenza silenziosa,
le tue mani che raccolgono
le nostre lacrime,
il tuo amore che abbraccia
il nostro dolore.
Amen.

La proposta di Mariangela Tassielli è tratta dal Dossier "Ragazzi & dintorni" inserto di:

Catechisti Parrocchiali 2, 2017 - paoline

Catechisti parrocchiali n.2
novembre 2017

In questo numero: La chiamata di Gesù e la missione che affida ai discepoli ci dicono la stima e l'apprezzamento di Dio per noi, che si esplica in una risposta gioiosa a lui, e nella stima e nel rispetto per gli altri. Il percorso di Avvento ci pone in attesa di Gesù, Parola di Dio, che si fa uomo.
Il Dossier è su: «Padre, dove sei?»

  acquista


I canti sono tratti dall'opera rock: 

8019118024015pIl Messia

L'autore Daniele Ricci torna a proporre una nuova opera rock, che chiude la trilogia su Gesù di Nazareth. Il Messia percorre le tappe principali della vita pubblica di Gesù, dal battesimo al fiume Giordano all'ultima cena con gli apostoli. Direzione artistica e realizzazione musicale sono state affidate a Greg Puccio.

acquista

 

Mariangela Tassielli

Suora paolina, è impegnata nell'animazione giovanile vocazionale e nella formazione dei catechisti. Per la rivista Catechisti parrocchiali cura una rubrica su percorsi musicali per l'animazione dei giovanissimi. Si occupa di spiritualità e formazione alla comunicazione animando incontri per giovani e coordina un blog: cantalavita.com, per far sperimentare forme redazionali relative all'ambiente digitale.

Social Profiles

Newsletter