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Un tour in Chiesa… …per farla scoprire ai bambini In evidenza

Pubblicato in Sussidi
Scritto da 
06 Giu 2017

La chiesa, per i bambini, è uno dei luoghi più sconosciuti. Spesso sono in oratorio (almeno i più fortunati) o nelle sale parrocchiali per il catechismo, ma cosa succede quando si entra in chiesa? Cosa fare? Cosa non fare? E poi perché tanti oggetti strani? Entriamo con loro in chiesa, aiutiamoli a vivere la «chiesa» da protagonisti... Inventiamoci un tour!

Tante volte ai catechisti ho proposto di organizzare un tour speciale, da vivere in chiesa, con i ragazzi del gruppo di catechesi. Spesso però, lo confesso, più che qualche suggerimento a parole o un input su una slide di power point non sono riuscita a fornire. Poi ho avuto tra le mani un piccolissimo libretto di don Andre Oldoni, Ciao Gesù, e mi sono detta: «Questo fa per noi!». Appena 30 paginette, agili, colorate e sintetiche, indicazioni precise, qualche preghiera da insegnare ai ragazzi e tra le mani un catechista può avere un prezioso strumento per dar vita al tour.

Che senso ha un tour in chiesa?

Semplice. Basta osservare, anche con superficialità, il comportamento di bambini e ragazzi in chiesa per capire che molti tra loro non hanno la più pallida idea di trovarsi in un luogo speciale. Spesso entrano correndo, perché in ritardo, e si siedono accanto ai propri amichetti, tra uno spintone e super occhiataccia della catechista. Se passano dalla chiesa alla sacrestia attraversano il presbiterio quasi totalmente ignari dell'eventuale presenza di un tabernacolo. Che dire poi di altare e ambone? Sull'ambone puoi appoggiare i foglietti per le letture o per le preghiere dei fedeli e sull'altare tutto quello che serve per la messa, libro dei canti compreso.

In realtà, la chiesa è piena di tante cose il cui senso vero è quasi totalmente sconosciuto ai ragazzi. L'altare, l'ambone, la porta, il tabernacolo, il cero pasquale, i banchi, le statue, il crocifisso... ma noi quanto tempo dedichiamo non solo a spiegare ma a far vivere i nostri ragazzi da protagonisti? Spesso diciamo loro che la chiesa è come la loro casa, ma di fatto la vedono frequentemente con le porte chiuse. Raccontiamo loro che Gesù li aspetta, ma poi quando entrano dove lo trovano? E cosa gli potrebbero dire? Come si prega quando si sta da soli perché la messa è finita o semplicemente in quel momento non c'è?

A noi sembrano banalità, ma il fatto che i ragazzi non riescano a viverle dovrebbe attivare la nostra creatività.
Il percorso proposto da don Andrea potrebbe essere una simpatica proposta.

Entrando in chiesa

Il nostro tour inizia da uno degli elementi più sottovalutati: la porta d'ingresso. Un tempo la attraversavano solo i battezzati, oggi è spalancata per tutti. È lì che si chiederà ai ragazzi di fermarsi un attimo, sulla soglia, per lasciare fuori il bagaglio inutile e ricordare a se stessi che superare quella porta significa entrare in contatto con Dio.

Da quel momento dieci saranno le possibili tappe, fisiche e interiori, da vivere con i ragazzi: l'ingresso, il segno di croce, l'acquasantiera, il tabernacolo, la panca, l'ambone, l'altare, Maria, il patrono, il saluto finale a Gesù. Per ogni tappa, il bambino potrà essere aiutato da alcuni suggerimenti, da piccole preghiere da recitare e potrà scoprire qual è il giusto e più corretto atteggiamento e postura fisica da assumere.
Tutti questi aspetti non devono mai essere considerati banali e noi per primi dovremmo iniziare a riprenderli in seria considerazione.

Una coerenza necessaria

Ci sono delle volte in cui, sinceramente, mi «diverto» ad ascoltare quello che accade tra ragazzi e catechiste. E purtroppo non sbagliano i ragazzi quando con le loro battute ci spiazzano.

Un esempio per tutti. Un catechista investe di solito molto tempo, durante gli incontri di catechesi, soprattutto in prossimità della Prima Comunione, a spiegare quanto sia importante andare in chiesa perché lì c'è Gesù che ci aspetta. È attento a spiegare l'importanza della messa ecc... ma poi di fatto il comportamento su campo non procede di pari passo. Spesso e volentieri i catechisti in chiesa parlano ad alta voce in chiesa come i ragazzi, come la gente, come il coro. L'altare è importante, ma quando gli si passa davanti è come se si passasse vicino al tavolo di casa. E poi cosa dire delle volte in cui si preparano i gesti particolari in celebrazioni speciali? Gli adulti sono distratti dalle mille preoccupazioni. E la postura? Inginocchiarsi è ancora di moda per qualcuno o sono più comode le gambe accavallate? Che dire... i bambini, sempre decisamente logici, agiscono di conseguenza.

Occorre allora cambiare stile! Perché la prima forma di comunicazione immediata sta proprio nella coerenza tra parole e gesti, tra comunicazione verbale e non verbale, tra quello che diciamo e il nostro modo di vivere la relazione con Dio.

Personalmente credo che lo spillato proposto da don Andrea Oldoni, Ciao Gesù. I bambini pregano in chiesa (Paoline 2015) potrebbe aiutare molti catechisti, ma anche nonni e genitori a far scoprire e vivere la chiesa e il tesoro prezioso che essa custodisce, Dio.

Mariangela Tassielli

Suora paolina, è impegnata nell'animazione giovanile vocazionale e nella formazione dei catechisti. Per la rivista Catechisti parrocchiali cura una rubrica su percorsi musicali per l'animazione dei giovanissimi. Si occupa di spiritualità e formazione alla comunicazione animando incontri per giovani e coordina un blog: cantalavita.com, per far sperimentare forme redazionali relative all'ambiente digitale.

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