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Genitori in azione! Indicazioni e strategie efficaci per educare i figli

Pubblicato in Percorsi formativi
Scritto da  Creativ
16 Set 2015

«Che mestiere difficile quello del genitore... Ma è anche il più bello!». Il motivo di questa difficoltà sta nel fatto che non lo si può apprendere sui libri di scuola o studiando, non esistono regole universali, né indicazioni precise che vadano bene per tutti. E allora da chi imparare? Come fare? Esistono strategie efficaci?

Ogni genitore interpreta il ruolo in modo del tutto soggettivo; sono la storia individuale e familiare, l'educazione ricevuta e le diverse esperienze a determinare le differenze nelle competenze genitoriali. Si impara il ruolo di genitore, facendo il genitore.

Genitori perfetti... si può?!

L'approccio dei genitori, dunque, è molto diverso: diversi sono gli atteggiamenti, le convinzioni e le abitudini di base; diversa la qualità e la quantità di tempo trascorso con i figli, il modo d'interagire e di dialogare; diversa la capacità di rispondere ai bisogni fisici e psicologici del figlio. Inoltre, uno stesso atteggiamento educativo da parte del genitore può produrre effetti anche molto diversi su figli dotati di temperamenti diversi. Diversa è la persona, che sia il genitore o anche il figlio.

Sappiamo tutti che il genitore perfetto non esiste, ma sicuramente esistono genitori più attenti e rispondenti ai bisogni dei propri figli. Per un genitore è di fondamentale importanza riuscire a favorire nel figlio non solo una crescita adeguata sul piano fisico ma anche, come abbiamo detto, su quello emotivo, intellettivo e sociale.

La madre e il padre rappresentano per i figli un modello a cui ispirarsi, sia pure inconsapevolmente. Non è infrequente, infatti, verificare come ragazzi che durante l'adolescenza hanno apertamente contestato il modo di fare del proprio genitore, da adulti manifestino, né più né meno, lo stesso atteggiamento educativo nei confronti dei propri figli.

Formarsi per formare

Detto tutto ciò, non va trascurato un aspetto importante della genitorialità: non è detto che non sia importante saperne di più su cose che possono riguardare i propri figli, come per esempio le caratteristiche delle tappe di sviluppo evolutivo e psicologico, capire le eventuali motivazioni che possono essere alla base di certi comportamenti specifici e del comportamento in generale. È necessario informarsi, documentarsi, approfondire, ma senza ricercare formule magiche che non esistono.

Ad affrontare le situazioni legate alla crescita del proprio figlio ci sarà comunque un genitore che, seppur formato e informato, dovrà aver acquisito quelle capacità che gli permetteranno di rispondere in maniera semplice ed emotivamente equilibrata ai bisogni del bambino.

Il fulcro, il centro o il nodo dell'azione educativa, dell'intervento educativo o di ogni modello educativo che i genitori sceglieranno, non è la conoscenza dell'altro, cosa comunque necessaria, ma la conoscenza di se stessi. Cosa vuol dire conoscere se stessi è semplice da esprimere: essere in contatto con le proprie emozioni, riconoscere e saper gestire, esprimendole, le proprie emozioni, i propri sentimenti, i propri stati d'animo. È necessario riconoscere quegli aspetti di se stessi che in modi non sempre chiari condizionano e influenzano o stimolano il modo di comportarsi e di relazionarsi con gli altri e quindi con i propri figli.

Ora si capisce meglio perché il mestiere di genitore è il più difficile, perché spinge, se non costringe, a intraprendere il lungo viaggio della conoscenza di sé.

Creativamente genitori

Essere genitori creativi non significa essere genitori estrosi e originali, ma crediamo significhi soprattutto essere genitori in grado di affrontare le varie situazioni educative con le modalità educative, relazionali e comunicative più efficaci e adeguate ai propri figli. È fondamentale capire cosa significa essere genitore, partendo dai bisogni educativi dei bambini che devono essere riconosciuti e letti in profondità, per poter strutturare adeguatamente un'azione educativa che sia anche efficace.

È necessario imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, imparando a esprimerle all'interno della relazione educativa, ma anche aiutare i bambini nel difficile compito di essere a contatto con le proprie emozioni. Aspetti che vanno assolutamente curati nella relazione con i figli sono la comunicazione, l'educarsi all'ascolto, all'uso dell'empatia nella relazione in famiglia, la comprensione e gestione dei capricci, «pane quotidiano» di ogni vita familiare, ma anche opportunità per genitori e figli di conoscenza reciproca e crescita. E infine la non trascurabile «tavola» tema e luogo in cui la famiglia si incontra e a volte scontra... la tavola e la conseguente educazione che si esercita per e con il cibo.

Educare allora non è solo questione di strategie da imparare; conoscersi e conoscere significa mettere a nostra stessa disposizione gli «attrezzi» che possono essere utilizzati per affrontare alcune situazioni di vita e di relazione con i nostri figli. Noi vi consigliamo di «costringervi» a vivere questo percorso di cui, se lo desiderate, possiamo farci accompagnatori!

«Mentre noi cerchiamo di insegnare ai nostri figli tutto della vita, loro ci insegnano che cosa conta davvero nella vita» (Angela Schwindt).

 

CREATIV: Nata nel 1994, ha riunito fin dall'inizio un notevole gruppo di professionalità nel campo formativo, educativo, psicologico, dell'animazione e dello spettacolo, con l'intento di dare vita a una nuova e originale realtà in grado di rispondere ai più svariati bisogni formativi ed educativi delle persone. L'attenzione è rivolta a ogni contesto (scuola, parrocchia, associazione, famiglia, azienda) nel quale le persone sono in relazione e interagiscono, per trasmettere loro non solo le conoscenze ma anche le competenze, le strategie e le metodologie per interventi e azioni più efficaci e adeguate. In questi anni abbiamo incontrato decine di migliaia di catechisti, educatori, animatori, insegnanti, genitori, leader aziendali o coordinatori di progetti socio-educativi.

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