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Perché il Natale è così bello Natale del Signore - Anno A - 2016

Pubblicato in Vangelo della domenica
Scritto da 
22 Dic 2016
Letture del giorno
Is 9,1-16; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14
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Se apriamo la nostra vita all'accoglienza di ciò che è pace, luce e gioia, entreremo veramente nello spirito del Natale e ricominceremo a sognare una realtà diversa e più bella.

Nonostante liturgisti e teologi si siano impegnati molto per convincere i credenti che la festa più importante e fondamentale della fede cristiana è la Pasqua, il Natale è rimasto e rimane "la festa", quella che tutti (con qualche eccezione), anche i non praticanti, i non credenti, e perfino i fedeli di altre religioni aspettano e celebrano con gioia, ovviamente a modo loro.

Come mai? C'è chi spiega questo fenomeno con il consumismo che la pubblicità commerciale incrementa con tutte le forze e le astuzie possibili. Chi la pensa così, però, confonde la causa con l'effetto, perché è la festa del Natale che, essendo molto sentita, si presta allo sfruttamento consumistico. Non mancano, poi, i soliti "savonarola" che, se potessero la cancellerebbero dal calendario, perché contribuisce alla perdita del senso religioso della festa, e allo sfruttamento consumistico e festaiolo.

C'è, però, un'altra spiegazione: un Dio che si fa bambino capovolge talmente la realtà nella quale viviamo, facendone immaginare una talmente diversa e bella, impossibile da non desiderare, o per lo meno da sognare: i potenti, i disonesti, i violenti, i falsi, gli egoisti lasciano il posto ai piccoli, ai poveri, agli umili, agli onesti, ai non violenti, ai generosi. Una realtà quotidiana così e come quella rappresentata dai nostri presepi: fa sognare.

Lasciamo, quindi, che il Natale sia festa grande per tutti, anche per chi non ne conosce il senso profondo, o che magari lo festeggia contraddicendolo con il lusso e lo spreco. Qualcosa del Natale sicuramente rimarrà loro dentro. Meglio costoro che quelli di cui sopra che si sforzano di abolirlo, cancellando dalle poesie, dalle tradizioni, dalle rappresentazioni il nome di Gesù.

A noi cristiani, però, non basta che ci rimanga qualcosa dentro. Il Natale deve scuoterci e spingerci non soltanto a sognare una realtà capovolta, dove con Dio che si fa bambino tutto cambia, ma a impegnarci per contribuire a realizzarla. Meglio, a farla crescere, perché questa realtà c'è già e va avanti da quella notte santa che il Natale celebra.

Come farla crescere?

Ce lo indica la parola di Dio che ascoltiamo abbondante dalla Messa vespertina della vigilia, a quella della notte, a quella del mattino, a quella del giorno. In tutti i brani, come un sottofondo, o come il tema musicale di una composizione, ricorrono continuamente queste parole: luce, gioia, pace, dono.

"Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce".
"Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia".
"Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine".
"Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce".
"Vi annuncio una grande gioia" ... è nato per voi un Salvatore".
"...e sulla terra pace agli uomini".
"La luce splende nelle tenebre".

Allarghiamo lo spazio nella nostra vita a tutto ciò che è dono, pace, luce, gioia e il Natale sarà stato una festa bellissima per noi e per chi ci sta intorno.

Tonino Lasconi

Sacerdote parroco e autore di libri e spettacoli musicali dedicati al mondo della formazione dei ragazzi e di tutti coloro che vogliono crescere nella fede. Con il suo stile immediato si rivolge con efficacia sia agli educatori sia agli stessi giovani e giovanissimi.

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