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Liturgia e sacramenti

Il cristiano, nel professare la propria fede, proclama di credere nello Spirito Santo Dominum et vivificantem. La vitalità dei singoli cristiani e della Chiesa è assicurata dalla costante presenza dello Spirito che distribuisce doni e carismi e suscita disponibilità all'annuncio, alla missione e al servizio.

"Una Liturgia viva per una Chiesa viva" è il tema scelto per la celebrazione della 68a Settimana Liturgica Nazionale (Roma, 21-24 agosto 2017) per commemorare i 70 anni di vita del Centro di Azione Liturgica (CAL).

La ministerialità dei laici costituisce uno degli aspetti qualificanti dell'ecclesiologia di comunione che del Magistero conciliare costituisce il principio unificante e qualificante.

La struttura della liturgia della Parola comprende momenti rituali che devono essere strettamente collegati fra di loro, perché nel loro insieme armonico concorrono ad assicurare il dinamismo salvifico della Parola proclamata.

Il documento pastorale "I ministeri nella Chiesa" rilegge e approfondisce il tema della ministerialità alla luce della riflessione teologica del Concilio Vaticano II e delle nuove esigenze del popolo di Dio.

La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha ridato autonomia a un libro liturgico da tempo dimenticato: il Lezionario. La Parola ha trovato segni (il Libro) e luoghi (l'ambone) più idonei per evidenziare la sua importanza nella vita della comunità celebrante.

Il lettore liturgico è un po' come l'ultimo anello che permette alla Parola di Dio di giungere al popolo, offrendo la sua voce e i suoi mezzi di interpretazione affinché, mediante essi, si realizzi la «dimora» della Parola di Dio tra gli uomini.


Ogni domenica – talvolta anche ogni giorno – i cristiani si radunano come Chiesa, al fine di accostarsi alla mensa della Parola e alla mensa del Pane di vita. Limitandoci in questa sede alla prima mensa, dobbiamo riconoscere che il ministro chiamato a imbandirla è eminentemente il lettore.

Nel III secolo dell'era cristiana il ministero del lettore ha vissuto il suo apogeo; dalle lettere di molte figure eminenti della chiesa antica si comprende che questo servizio era tenuto in grande considerazione.

L'esercizio di qualsiasi ministero nella liturgia non è mai da intendersi solamente come un fatto tecnico. Non implica solo una dimensione operativa e funzionale, ma suppone sempre la risposta libera e consapevole di chi si rende disponibile, oltre che a svolgere un certo servizio, anche a fare un'esperienza di fede.

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