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Agnus Dei Cineforum In evidenza

Pubblicato in Cineforum
Scritto da 
13 Gen 2017

Una giovane dottoressa, che assiste i soldati sul fronte di guerra in Polonia, viene invitata in un convento di clausura, dove trenta monache benedettine hanno bisogno del suo aiuto e delle sue cure, per una situazione estremamente dolorosa.

Il Film

Ispirato al diario personale di Mathilde Beaulieu, giovane medico francese, il film Agnus Dei, dal titolo originale Les innocents, è ambientato nella Polonia del 1945. In questa terra devastata dalla guerra, la giovane dottoressa presta servizio in un ospedale della Croce Rossa per assistere e curare i soldati francesi.

Un giorno viene invitata da una suora polacca a portare aiuto nel loro monastero dove trenta monache benedettine vivono in clausura. Dapprima riluttante, Mathilde decide poi di recarsi in convento scoprendo così che la violenza è entrata tra quelle mura lasciando un segno indelebile. Le conseguenze, fino a quel momento tenute nascoste, si manifestano in tutta la loro complessità. Tra Mathilde, miscredente e razionale, e le suore, legate alla regola del loro ordine, i rapporti inizialmente sono di comune diffidenza. Successivamente però, il segreto condiviso, il pericolo comune, la lotta per la vita, la scoperta di nuove tragedie, le porteranno a darsi reciproca fiducia aprendo le porte alla speranza che si affaccia tra le fredde mura del convento.

Per riflettere dopo aver visto il film

La regista francese Anne Fontaine trasforma in film una storia vera vissuta e affrontata da Mathilde Beaulieu, giovane medico francese di 27 anni. La narrazione scarna poggia su notizie che aiutano a scoprire fatti realmente accaduti e sui quali era scesa una totale e colpevole dimenticanza. Sono ricostruiti con grande efficacia gli aspetti principali della vicenda: le sofferenze, le paure, gli ambienti, il periodo storico, il gelo dei paesaggi, ma anche la preghiera e il canto, tutti elementi che rimandano ad un evento tragico come quello delle violenze commesse durante la follia della guerra. Una realtà forte che non viene però mai presentata con immagini forti. La descrizione realizzata con grande incisività aiuta lo spettatore a calarsi dentro quei momenti e quelle situazioni così lontane ma anche così vicine a noi. La macchina da presa passa dal buio alla luce scavando luoghi e volti. L'oscurità diffusa viene smorzata solo dalla debole luce delle candele e dal biancore della neve alimentando così una serie di contrasti che passano dal chiarore alle tenebre, dalla verità al mistero. La presenza di Mathilde Beaulieu, che opera con professionalità e dedizione esponendosi a non pochi rischi, porterà le suore a ritrovare una stabilità umana e spirituale che segna il cammino verso la vita.

Una possibile lettura

Uno dei tanti pregi di Agnus Dei è quello di presentare una storia di violenza come un racconto intimo e struggente che prende in esame temi quali lo strapotere sulle donne, la fede, la speranza, la vita, la morte, la maternità. Tutto si snoda attraverso tracce di un dolore mai sopito di cui il film parla con tenerezza e suggestione. La principale chiave di lettura la possiamo trovare in queste parole della regista Anne Fontaine: «Mi sono resa conto che il film doveva mantenere intatto il mistero della fede e del mondo spirituale in cui erano immerse quelle religiose, un mistero che il giovane medico doveva in qualche modo comprendere e penetrare per poter crescere». In questo universo religioso femminile, la fede sembra sospesa tra gli ambienti austeri e la vita delle monache, tra la preghiera e il canto. La maestria della sceneggiatura però mette a fuoco con incisività il passaggio dall'oppressione al riscatto, dal turbamento alla grazia, dalla paura alla speranza, dalla violenza alla vita. Suor Carmen Sammut, presidente dell'Unione Internazionale delle Superiore Generali, parlando del film così si esprime: «La scelta della spiritualità da parte di queste suore è anche un modo di essere madre, al servizio della vita, in fondo non c'è dicotomia tra queste due cose». La bellezza rigorosa delle immagini è certamente uno dei pregi del film. Uno stile ideale per narrare l'orrore della guerra in cui le atrocità, anche se assolutizzate, hanno la capacità di scuotere lasciando il cuore gonfio di speranza.

Titolo Originale: Les innocents
Genere: Drammatico
Regia: Anne Fontaine
Interpreti: Lou De Laage (Mathilde), Agata Buzek (suor Maria), Agata Kulesza (Madre Badessa), Vincent Macaigne (Samuel), Joanna Kulig (Irena), Eliza Rycembel (Teresa), Anna Prochniak (Zofia), Katarzyna Dabrowska (Anna), Helena Sujecka (Ludwika), Dorota Kuduk (Wanda), Klara Bielawka (Joanna), Mira Maludzinska (Bibiana), Elso (colonnello Pascal), Thomas Coumans (Gaspad), Leon Natan Paszek (Wladek), Joanna Fertacz (zia di Zofia)
Nazionalità: Francia/Polonia
Distribuzione: Good Films
Anno di uscita: 2016
Origine: Francia/Polonia (2016)
Soggetto e Sceneggiatura: Sabrina B. Karine, Alice Vial (adattamento e dialoghi: Anne Fontaine, Pascal Bonitzer)
Fotografia (Panoramica/a colori): Caroline Champetier
Musica: Gregoire Hetzel
Montaggio: Annette Dutertre
Durata: 115'
Produzione: Eric Altmayer, Nicoklas Altmayer
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile/problematico/dibattiti **
Tematiche: Aborto; Donna; Gesù; Sessualità; Storia; Tematiche religiose
Note:
Sundance Film Festival 2016 Selezione Ufficiale
Tertio Millennio Film Festival XX Edizione 2016, Anteprima Italiana.

Video

Teresa Braccio

Suor Teresa Braccio, della Congregazione delle Figlie di San Paolo, è nata a Campochiaro (CB, Italia) il 27/12/1948.
Responsabile del Segretariato Internazionale di Comunicazione del suo Istituto, è esperta di comunicazione e del linguaggio cinematografico. Collabora a convegni e corsi di comunicazione e di cinema, è membro della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana. Scrive recensioni di film per conto della rivista Consacrazione e Servizio dell'USMI nazionale e del sito www.paoline.it.

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