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Fuocoammare Cineforum In evidenza

Pubblicato in Cineforum
Scritto da 
14 Feb 2017

Il film Fuocoammare racconta di Samuele, una ragazzo dodicenne che vive a Lampedusa, punto di salvezza per migliaia di persone che giornalmente arrivano su quest'ultimo approdo del continente europeo.

Il Film

Samuele e i lampedusani sono diventati spettatori involontari, e a volte impotenti, di un flusso ininterrotto di profughi. Gli eventi migratori in questi ultimi venti anni hanno portato sulle coste dell'isola italiana moltissimi individui in cercare la libertà. Nonostante tutto, però, a Lampedusa la vita scorre all'insegna della normalità sia per le famiglie che per le attività di soccorso. Il regista Gianfranco Rosi, soggiornando per circa un anno sull'isola, ha sperimentato in prima persona cosa significa vivere in questa macchia di terra estrema d'Europa. La sua macchina da presa scandaglia situazione e destini di abitanti e migranti. Un narrare che mette in luce, oltre alla storia di Samuele, quelle dei soccorritori e delle migliaia di donne, uomini e bambini che cercano la salvezza attraverso il mare incontrando molte volte, troppo volte, la morte. Samuele non vede mai i migranti. Non così il dottor Bartolo il quale, essendo l'unico medico del luogo, è chiamato a curare i vivi e accertare le morti, mantenendo vivo negli anni la personale dedizione e il generoso servizio.

Per riflettere dopo aver visto il film

Fuocoammare trova la sua forza comunicativa nelle riprese rigorose e intense che indagano sulla realtà e sviluppano nello spettatore un'esperienza di conoscenza e sensazioni. Attraverso immagini severe e dialoghi essenziali, l'assetto narrativo del film si snoda come un'inchiesta giornalistica che penetra l'ambiente e ne restituisce una testimonianza accurata e precisa. Le persone e le cose vengono scrutate nella loro quotidianità semplice e ordinaria e Lampedusa si ritrova come protagonista silenziosa di generosità e morte. Tramite la vita di Samuele e della sua famiglia, entriamo nella quotidianità degli abitanti che vivono sempre in emergenza perché continua è la tragedia dei migranti e il bisogno di aiuto. Alla bellezza della natura e al cuore grande dei lampedusani, si contrappongono i barconi infernali in cui si prega, si geme, si spera. Sulle carrette della morte la mancanza di ogni rispetto umano si trasforma in negazione stessa della vita e della libertà.

Una possibile lettura

Fuocoammare descrive in modo preciso e coinvolgente tutto ciò che da tanto tempo siamo abituati a vedere dalle cronache in maniera frammentata e a volte superficiale. Un'emergenza umanitaria ininterrotta per cui Lampedusa, più vicina alle coste africane che a quelle italiane, rappresenta la linea di confine che separa la guerra dalla libertà, la povertà dal benessere, la morte dalla salvezza. Rosi non cerca mai la spettacolarizzazione, neanche quando presenta circostanze al limite della sopportazione, traccia invece un affresco intenso del forte legame che esiste tra gli isolani e i migranti. Vita e morte sono raccontate senza commiserazione, con la consapevolezza che non esiste nessun luogo come Lampedusa. Oggi basta pronunciare questo nome per evocare una tra le più grandi tragedie umane del nostro tempo. Un mondo fatto di invisibili fino a quando qualcuno li porta in salvo ricordando che sono parte dell'umanità. Nelle parole di un migrante nigeriano troviamo la chiave di lettura di tutto questo: «Oggi siamo vivi. Il mare non è un luogo da oltrepassare. Il mare non è una strada. Ma oggi siamo vivi. Nella vita è rischioso non rischiare, perché la vita stessa è un rischio... Siamo andati in mare e non siamo morti».

Titolo Originale: Fire at the Sea
Genere: Documentario
Regia: Gianfranco Rosi
Interpreti: Samuele Pucillo, Mattias Cucina, Samuele Caruana, Pietro Bartolo, Giuseppe Fragapane, Maria Signorello, Francesco Paterna, Francesco Mannino, Maria Costa, tutti nel ruolo di se stessi.
Nazionalità: Italia/Francia
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà e 01 Distribution
Anno di uscita: 2016
Origine: Italia/Francia (2016)
Soggetto: Gianfranco Rosi
Sceneggiatura: da un'idea di Carla Cattani
Fotografia (Panoramica/a colori): Gianfranco Rosi
Musica: brani di autori vari e tradizionali
Montaggio: Jacopo Quadri
Durata: 108'
Produzione: Gianfranco Rosi, Donatella Palermo, Serege Lalou, Camille Laemlè
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile/problematico/dibattiti
Tematiche: Adolescenza; Mare; Metafore del nostro tempo;
Note:
- Realizzato con il Contributo del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo-Direzione Generale per il Cinema; Con il Patrocinio del Comune di Lampedusa.
- Produzione Esecutiva: Stemal Entertainment.
- Orso d'oro, Premio della Giuria Ecumenica, Amnesty International Film Prize Berliner, Premio della Giuria dei Lettori del "Morgenpost" al 66. Festival di Berlino (2016).
- Candidato ai David Di Donatelo 2016 per: Miglior Film, Regista, Produttore e Montatore.
- Gran Premio 2016 della Stampa Estera.
- Candidato all'Oscar 2017 come Miglior Documentario.

Video

Teresa Braccio

Suor Teresa Braccio, della Congregazione delle Figlie di San Paolo, è nata a Campochiaro (CB, Italia) il 27/12/1948.
Responsabile del Segretariato Internazionale di Comunicazione del suo Istituto, è esperta di comunicazione e del linguaggio cinematografico. Collabora a convegni e corsi di comunicazione e di cinema, è membro della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana. Scrive recensioni di film per conto della rivista Consacrazione e Servizio dell'USMI nazionale e del sito www.paoline.it.

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