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Il film narra la storia intensa e drammatica di Malala, la ragazza pakistana che ha rischiato e la vita per difendere il diritto all'istruzione scolastica dei bambini e delle bambine e ha ricevuto il Premio Nobel della pace per il suo attivismo coraggioso.

Il Film

La storia di Malala Yousafzai ha scosso il mondo intero. Premio Nobel per la Pace 2014, la più giovane vincitrice di sempre, questa ragazza pakistana aveva solo 15 anni quando nel 2012 fu assalita da un gruppo armato di talebani mentre tornava a casa da scuola. L'unica sua colpa, oltre a quella di essere una bambina, è stata aver dichiarato apertamente l'aspirazione allo studio e alla libertà. Ha iniziato la sua battaglia per il diritto allo studio per le bambine a soli 11 anni, curando nell'anonimato un blog per la BBC dove raccontava la sua vita mortificata dallo strapotere talebano e dichiarava le sue idee sulla promozione dell'istruzione. L'attentato, che l'ha ridotta in fin di vita, ha richiesto un lungo periodo di cure. Oggi Malala risiede in Inghilterra, dove vive insieme alla sua famiglia. Dopo l'esperienza dell'aggressione e della riabilitazione, che ha voluto raccontare nel libro Io sono Malala: la mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne, ha tenuto all'Onu un discorso memorabile testimoniando la sua dedizione per i diritti umani nel suo paese e nel mondo. Con l'aiuto del padre e di altri sostenitori, ha fondato il Fund Malala, un ente non-profit che si batte per i valori di civiltà, soprattutto quelli legati al mondo femminile.

Per riflettere dopo aver visto il film

Malala, diretto dal celebre documentarista Davis Guggenheim, descrive molto bene la bambina, ora diciottenne, che lotta per migliorare il mondo. «È meglio vivere un giorno solo da leoni che vivere cento giorni da schiavi». Attivista per il diritto femminile allo studio, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento del Nobel per la Pace nel 2014, per la sua forza, il suo eroismo, il suo impegno. Il film ne traccia una immagine definita e chiara dove il suo volto sorridente si fonde con la realtà e la guerra in una terra difficile come il Pakistan. Il regista, nella sua narrazione, alterna generi cinematografici molto diversi, come l'animazione e il documentario, dando vita a una fiaba moderna e drammatica che ritrae il personaggio nella sua famiglia e nei suoi affetti più cari.

Una possibile lettura

Il film è la voce di Malala, con le memorie, le confessioni, i sogni. È il racconto della sua sete di conoscere e della sua prodigiosa infanzia, l'esperienza di una famiglia che ha detto no alla violenza e alle sue tragiche conseguenze che hanno trasformato una giovanissima studentessa in una sostenitrice tenace dell'istruzione e della libertà. Ma Malala è anche una bambina come tante, perché nel mondo sono milioni quelle che non hanno diritto alla libertà e all'istruzione. Così sostiene lei stessa: «In qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi paese, di qualsiasi religione ci sono bambini che non possono andare a scuola». Un storia di coraggio e amore, quella raccontata da Davis Guggenheim, dove la protagonista è presentata non come una eroina solitaria ma come una icona positiva dei nostri giorni. L'origine della sua forza nasce dal legame con i genitori, in modo particolare con il padre, nel suo ruolo di attivista e difensore della libertà e dello studio delle donne, «Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo», ha detto Malala durante il suo discorso memorabile alla consegna del Nobel. Una visione lungimirante che deve interpellare ogni paese e ogni persona. Anche noi siamo invitati a rompere quel silenzio che avvolge tantissime comunità internazionali all'interno delle quali è di norma la prevaricazione sulle donne. E tutti abbiamo qualcosa da imparare da questo film e da Malala: un inno alla donne e alla loro sete di emancipazione e conoscenza.

Titolo Originale: He named me Malala
Genere: Documentario
Regia: Davis Guggenheim
Interpreti: Malala Yousafzai - Se stessa, Ziauddin Yousafzai - Se stesso, Toor Pekai Yousafzai - Se stesso, Khushal Yousafzai - Se stessa, Atal Yousafzai - Se stesso
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: 20th Century Fox Italia
Anno di uscita: 2015
Origine: Stati Uniti (2015)
Soggetto: Malala Yousafzai - (libro), Christina Lamb - (libro)
Sceneggiatura: Davis Guggenheim
Fotografia: Erich Roland
Musica: Thomas Newman
Montaggio: Greg Finton, Brian Johnson (II), Brad Fuller
Scenografia: Alexander Fuller
Costumi: Yasmine Abraham
Durata: 87 '
Produzione: Imagenation Abu Dhabi FZ, Parkes+MacDonald Image Nation, Participant Media
Tematiche: Diritto all'istruzione e alla libertà delle donne e dei bambini; Cultura; Tolleranza; Educazione.
Note:
- Annie Award: Miglior film d'animazione di produzione speciale: Parkes-MacDonald/Little Door
- Risultato eccezionale per le scenografie in una produzione animata: Jasin Carpenter
- British Academy Film Awards: Miglior documentario: Davis Guggenheim, Laurie MacDonald and Walter Parkes
- Critics' Choice Awards: Miglior documentario per caratteristiche: Davis Guggenheim
Satellite Awards: Miglior film-documentario
- La colonna sonora ufficiale del film è stata pubblicata su supporto fisico dalla Sony Classical

Video

Teresa Braccio

Suor Teresa Braccio, della Congregazione delle Figlie di San Paolo, è nata a Campochiaro (CB, Italia) il 27/12/1948.
Responsabile del Segretariato Internazionale di Comunicazione del suo Istituto, è esperta di comunicazione e del linguaggio cinematografico. Collabora a convegni e corsi di comunicazione e di cinema, è membro della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana. Scrive recensioni di film per conto della rivista Consacrazione e Servizio dell'USMI nazionale e del sito www.paoline.it.

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