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Interviste
       
autrice - paoline
[VALENTINA RIZZI]
Il vento della verità
6 Maggio 2009
Uno strumento per aiutare i bambini a difendersi da chi vuole approfittare della loro innocenza, ad avere fiducia in loro stessi, a trovare la forza per rompere le catene della paura e del turbamento…
   

- Quale è l’idea “madre” di questo progetto letterario e teatrale?
L’idea madre è nata nel 2004, anno in cui assieme a Corrado Croce,direttore artistico del Teatro Stabile di Ostia Antica, abbiamo inaugurato una nuova sezione di teatro dedicata all’infanzia. In occasione del convegno di presentazione del settore infanzia di cui sono responsabile, abbiamo cercato di chiarire gli obiettivi e gli intenti principali di questa nuova sezione tra i quali la finalità prioritaria era quella di combattere il disagio minorile attraverso il linguaggio scenico e la scrittura teatrale. Le istituzioni municipali ci suggerirono di affrontare il delicato tema degli abusi informandoci che il nostro Municipio, il XIII di Roma, era uno dei quartieri a maggior incidenza di casi di abusi rispetto al resto del territorio romano. Come autrice teatrale e responsabile di questo settore nascente mi sono sentita di accogliere questa sfida, prendendo a cuore le sorti della mia piccola collettività e ponendo al centro dei miei sforzi di scrittura teatrale, un soggetto che potesse diventare utile strumento di prevenzione ai casi di abusi e potesse aiutare i nostri piccoli spettatori a saper riconoscere e contrastare eventuali condotte adulte abusanti. Ho iniziato quindi un lungo percorso di studio della problematica degli abusi, con un’approfondita bibliografia che è partita dagli studi del professor Montecchi, neuropsichiatria infantile e presidente dell’associazione clinica “La cura del girasole” che poi ha accettato di entrar a far parte di un progetto educativo di prevenzione e sensibilizzazione incentrato sulla fiaba che da lì a poco la mia penna avrebbe partorito.
Questa fiaba è diventata un contenitore di approcci integrati intorno alla quale si è sviluppato un percorso mirato di rete i cui destinatari sono state le scuole primarie del XIII Municipio, percorso che prevedeva la visione della fiaba teatrale e un approfondimento didattico da svolgere in classe prima e dopo il teatro oltre che un ciclo d’incontri di sensibilizzazione sulla tematica degli abusi tenuti da esperti clinici a beneficio dei docenti delle scuole coinvolte. Da qui è nata l’idea del progetto editoriale e dell’audiofiaba.

- Come sono impostati i personaggi per “trattare” metaforicamente il problema degli  “abusi sui minori”?
Il linguaggio archetipico della fiaba veicola messaggi importanti e forti attraverso un velo di poesia e colore e riesce a entrare in contatto con le emozioni degli spettatori. I personaggi posseggono tutti nomi che richiamano gli stati d’animo che caratterizzano le vittime di abusi: Civergogna è una civetta che rappresenta la vergogna che spesso circonda i bambini che subiscono abusi, poi c’è Tacolpa , una talpa che rappresenta i sensi di colpa di tutti coloro i quali, innocenti, si sentono in parte responsabili di quanto accaduto a causa delle pressioni psicologiche dell’adulto abusante. La StregOmertà riveste un ruolo centrale in tutta la storia e rappresenta l’omertà, la fatica di parlare, il chiudere gli occhi e tapparsi le orecchie di fronte all’evidenza, quel vergognoso atteggiamento che isola il bambino in difficoltà quando non viene creduto, costretto al silenzio per non creare problemi di ordine morale tra la comunità di adulti che resta solidale col malfattore, comunità che spesso si rifiuta di accordare la sua fiducia al bambino sperando che tutto venga dimenticato senza ulteriori danni alla reputazione dell’entourage del malfattore. In questo senso la strega è descritta nella fiaba come sorella gemella di CoccoSecretillo, il vero adulto abusante, un coccodrillo che gode della protezione di sua sorella . Il segreto diventa il rovescio della medaglia di un’omertà che a volte pesa e distrugge. Questa fiaba è stata considerata, infatti, da molti come una storia di denuncia sociale incentrata sul tema della legalità oltre che affrontare il tema per cui è stata concepita, ovvero quello degli abusi. In effetti il problema abuso è un problema che spesso investe l’intera collettività, tutti sono ugualmente responsabili delle sorti dei minori che ne fanno parte e nessuno dovrebbe esimersi dal prestare ascolto, aiuto e sostegno qualora vi fosse un sospetto di abuso. La protagonista è Rosina, un bocciolo di Rosa, che viene molestata da CoccoSecretillo tramite il lancio di una torta malefica creata da StregOmertà per macchiarla indelebilmente, complici Tacolpa e Civergogna. In realtà nella fiaba un’intera collettività viene macchiata, anche i boccioli Garofanuccio , Margheritina e Papaverino che poi combatterà a fianco di Rosina per sconfiggere il male, che sarà allontanato solo grazie al potere del vento della verità che Rosina azionerà nel momento in cui deciderà di parlare e spezzare le catene del ricatto e dell’omertà. Attraverso le regole di MadreNatura , Rosina riuscirà a spezzare l’incantesimo e a far sparire le sue macchie facendo arrivare la stagione della verità, la primavera. Abbiamo lavorato molto sull’integrazione di ruoli maschili e femminili all’interno della storia attraverso uno studio di ricerca sperimentale inerente i processi d’identificazione che la fiaba è riuscita ad attivare. Abbiamo distribuito un questionario al primo campione di bambini che ha assistito alla versione teatrale  e sono stati aggiunti dei personaggi maschili a seguito dei risultati ottenuti, per equilibrare il forte impatto che Rosina, l’eroina femminile, riusciva ad avere sulle spettatrici.

- Quali le risposte da parte dei bambini nelle sperimentazioni scolastiche?
• Il 91% dei partecipanti al progetto didattico-teatrale si è dichiarato contento di aver partecipato all’esperienza;
• Il 94% ritiene che la storia raccontata sia stata facile da comprendere e ne riporta i significati simbolici;
• Nell’89% dei ragazzi viene veicolato il messaggio di trionfo della verità.

- Il messaggio è recepito?
Ci sono molti messaggi che questa fiaba è in grado di veicolare, come accennavo sopra. Il messaggio del potere della verità e del dialogo è senza dubbio il più recepito e chiaro. Poi c’è anche l’apprendimento delle regole di MadreNatura, condotte e comportamenti che possono essere messi in atto per difendersi da condotte devianti adulte. Tra le regole, sviluppate grazie al contributo della dott.ssa Bufacchi di “La cura del Girasole”, troviamo quella di provvedere da soli alla cura del proprio corpo, abitudine che dai 6 anni in poi, può essere applicata nel tentativo di permettere al minore di proteggere la propria incolumità fisica e accorgersi di un’eventuale violazione della sua privacy. Tra le regole, oltre a quelle più conosciute di non accettare doni da estranei, vi è quella di imparare a saper dire no, un richiamo a una caratteristica cruciale: l’assertività, imparare a farsi rispettare senza essere aggressivi, una caratteristica che da numerosi studi effettuati, è risultata di fondamentale importanza per permettere al minore di difendersi e allontanare richieste che lo potrebbero mettere a disagio. Per lungo tempo, soprattutto le bambine, sono state educate alla remissività, una caratteristica che impediva loro di imporsi senza rischiare di essere punite. E’ importante invece, aiutare tutti i bimbi a far valere i propri spazi e confini con decisione, senza sfociare in condotte aggressive o devianti. Difendere i propri spazi e comunicare il proprio disagio non significa maleducazione e indisponenza, si tratta solo di imparare a riconoscere le proprie emozioni, comunicare stati di disagio con calma e decisione, coraggio e forza d’animo.

- Quale è la reazione dei genitori?
Le famiglie fanno parte del percorso di sensibilizzazione e vengono coinvolte prima dei figli nella visione o ascolto della fiaba. Ai genitori vengono spiegati i contenuti e le simbologie e si cerca, attraverso le regole di MadreNatura, di aiutarli a educare i propri figli trasmettendo loro competenze e informazioni utili. L’idea che sottende a tutto il percorso e anche all’audiofiaba, è quella che è bene che i ragazzi si trovino già pronti ad affrontare i pericoli, prima ancora di trovarli sul proprio cammino. Si insegna loro a leggere e a scrivere, a fare di conto. È sano insegnar loro che esistono delle condotte abusanti e che è bene saperle riconoscere e fronteggiare per poterle allontanare anche grazie all’aiuto degli adulti di riferimento, che non si possono far trovare impreparati, anzi pronti e informati sulle migliori strategie da seguire per la sicurezza dei propri figli.

Valentina Rizzi
Il vento della verità
Un'audiofiaba per bambini, delicata e avvincente, ricca di voci, di musica e di magia. È una proposta per educare i bambini a raccontarsi senza paura e aiutare gli adulti a riconoscere e contrastare eventuali fenomeni di abuso sui minori.

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