| [ANDREA BRUGNOLI] |  |
Una luce nella notteProposte di nuova evangelizzazione20 Aprile 2007La nuova evangelizzazione proposta da Giovanni Paolo II fin dall’inizio del suo pontificato, non è un semplice aggiornamento dell’esistente, ma è uno sforzo missionario davvero nuovo “nell’ardore, nei metodi, nelle espressioni”.
Sappiamo che i metodi, le missioni e gli stili di evangelizzazione sono molti. Quale la particolarità della nuova evangelizzazione proposta nel suo libro? Come essa si realizza, quale il contenuto e lo scopo?La nuova evangelizzazione proposta da Giovanni Paolo II fin dall’inizio del suo pontificato, non è un semplice aggiornamento dell’esistente, ma è uno sforzo missionario davvero nuovo “nell’ardore, nei metodi, nelle espressioni”. “Sentinelle del mattino”, in questo solco tracciato dalla Chiesa del nostro tempo, è un progetto che mira a risvegliare i soggetti stessi dell’evangelizzazione (soprattutto i giovani), per renderli apostoli dei loro coetanei. Tocca a loro far arrivare questa “buona notizia” a tutti: che Gesù è vivo oggi e che è possibile incontrarlo. Non è scontato che nelle nostre comunità tutti abbiano fatto questa esperienza di conversione.
Quali i destinatari del vostro annuncio e i luoghi della vostra missione?
I destinatari sono i giovani stessi: prima ancora dei cosiddetti “lontani”, sono i giovani credenti, oggi, ad avere bisogno di questo incontro. Ce lo ricordano i vescovi: urge una conversione missionaria delle nostre comunità. Per questo andiamo ovunque c’è sete di Dio. Tutti i luoghi ordinari della vita della gente sono raggiungibili da questo semplice e liberante annuncio: le strade, le piazze, le discoteche, gli autogrill, i centri commerciali, le spiagge.
Chi sono coloro che partecipano a questa esperienza di nuova evangelizzazione? Attualmente come siete organizzati, come operate?
Ovunque andiamo si “risveglia” un piccolo gruppo di giovani che sono disposti a lavorare per organizzare eventi di evangelizzazione. Lo chiamiamo “fiaccola”, perché, come disse Giovanni Paolo II nella GMG del 2000 ai giovani: «Se sarete quello che dovete essere, porterete il fuoco sulla terra». Attualmente in Italia esistono 12 fiaccole che operano a livello diocesano, coordinate da un'equipe centrale che lavora a Desenzano, nella Diocesi di Verona.
La vostra proposta partì nel 1999 da una chiesa “aperta” tutta la notte. Non le sembra che oggi sia… difficile trovare chiese aperte di giorno?
In effetti oggi le Chiese sono spesso chiuse, soprattutto per la gente che lavora. Se la maggior parte dei giovani passa il tempo libero di notte, scegliendolo come tempo per le grandi decisioni della vita, nel bene e nel male, possono le nostre comunità dormire un sonno tranquillo? Mentre i giovani vivono, la Chiesa dorme. Evangelizzare di notte non dovrebbe diventare allora l'ordinarietà dei nostri percorsi pastorali e non solo un’eccezione? Per questo dal 1999 abbiamo inventato “Una luce nella notte”, una efficace modalità di risvegliare in un giovane la nostalgia di Dio. E abbiamo visto che di notte, come per Nicodemo, c’è più disponibilità a cercare Dio.
I giovani cercano Dio? Sono sensibili alla proposta che voi fate o per nulla interessati al messaggio di Gesù, al Vangelo?
Spesso vediamo un grande interesse e anche una grande curiosità. Ciò che li colpisce è vedere un giovane come loro, con la stessa pettinatura e vestito alla moda come loro, parlare con semplicità e umiltà di Gesù, anche dentro un pub o per strada. Vedono che è possibile credere rimanendo giovani. Vedono che la fede è bella, che riempie una vita di luce. E la sete di Dio è grandissima. Oggi i giovani sono delusi dalle bugie del mercato del divertimento e intuiscono che esiste un’alternativa al “senso unico” che offre loro il mondo. E la verità è ancora oggi un argomento interessante.