Come ha potuto Dio creare degli “angeli ribelli”?
Dio è amore. Nella sua infinità bontà decise di chiamare all’esistenza gli angeli e gli uomini, per avere creature alle quali donare vita, gioia e amore senza fine. Per tale motivo Egli creò tutto con un ordine perfettissimo, perché gli angeli e gli uomini, conoscendo quest’ordine e cooperando con Lui nel portarlo a compimento, conseguissero quella vita, gioia e amore smisurati che voleva loro donare. Gli angeli dunque non sono stati creati ribelli da Dio, ma lo sono diventati da sé quando hanno contestato a Dio di essere Dio e hanno pensato di poter fare a meno di Lui per conseguire ciò che Lui stesso voleva donargli. È questo atteggiamento di superbia che ha sovvertito l’ordine stabilito da Dio nell’armonia dell’universo e ha introdotto in esso il male.
Come è percepita oggi la presenza del diavolo?
A causa della mancanza di una predicazione e di una catechesi adeguata sulla reale esistenza del demonio, sulla sua natura e la sua attività, spesso le uniche fonti, facilmente e immediatamente accessibili - cui fanno riferimento anche i fedeli praticanti - si riducono ad approssimativi articoli giornalistici, a frammentarie e inesatte notizie ricavate da internet, alla fumettistica o a discutibili spettacoli cinematografici, che quasi mai presentano la sua autentica identità e le sue effettive possibilità di azione, tanto che da alcuni viene addirittura falsamente percepito quasi come un “dio del male”, in contrapposizione al “dio del bene”.
In realtà il demonio è una semplice creatura, con dei limiti ben precisi, nel suo volere e nel suo agire. «D’altra parte - come nota la Conferenza Episcopale Italiana, nelle note di presentazione del Rito degli Esorcismi e preghiere per circostanze particolari - in ampi settori della cultura contemporanea viene spesso sottovalutata o negata la presenza e l’azione di Satana nella storia e nella vita personale. Spesso si prende pretesto dal linguaggio, immaginoso o mitico, di cui a volte si servono la Scrittura, la Tradizione o la predicazione popolare, per rifiutare senza il necessario discernimento, insieme all’involucro verbale anche il reale contenuto della Rivelazione e della dottrina della Chiesa». Paradossalmente aumenta il numero di chi si lascia talmente affascinare dal mondo dell’occulto da consegnarsi implicitamente nelle mani di Satana e degli spiriti ribelli al suo servizio, oltre che per le vie ordinarie del consenso alla tentazione e alla sollecitazione al male, anche accostandosi all’esoterismo, allo spiritismo e alle pratiche magiche e divinatorie, che sono vie privilegiate per subire l’infestazione, la vessazione, l’ossessione o la possessione diabolica. Senza poi parlare del satanismo, praticato oggi da un numero crescente di persone, che si consegnano in tal modo in maniera esplicita e volontaria a Satana, nell’illusione di ottenere facilmente successo, fortuna e potere. Il principe della menzogna, come sempre, si serve di questi desideri disordinati per dominare le anime.
Leggendo il Vangelo apprendiamo che ai tempi di Gesù diverse persone erano possedute dal maligno. Questo si verifica anche oggi? C’è una spiegazione del fenomeno?
Se dopo il compimento dell’opera della redenzione da parte di Gesù Cristo, i demoni non avessero più agito tra gli uomini e non vi fossero state più possessioni diaboliche, Egli prima di salire nella sua gloria, non avrebbe dato a tutti coloro che avrebbero creduto in Lui, il potere di cacciarli; Gesù invece ha consegnato ai suoi discepoli questo potere, proprio perchè Egli sapeva che Satana e gli spiriti del male sarebbero stati attivi in mezzo agli uomini sino al suo ritorno alla fine dei tempi. È dunque quanto mai urgente recuperare il ministero degli esorcismi, che Cristo ha ampiamente esercitato invitando esplicitamente i suoi discepoli a fare altrettanto, concedendo loro il suo stesso potere di cacciare i demoni (Mc 3,14-15; 6,7; 16,17).
Noi esorcisti, nei casi di possessione diabolica che affrontiamo, e che sono frequenti anche ai giorni nostri, tocchiamo con mano la presenza di Satana e degli innumerevoli spiriti perversi al suo servizio. Questa esperienza ci rende fortemente consapevoli del fatto che l’abbandono del ministero dell’esorcismo da parte di ampi settori della Chiesa, ha provocato gravi danni nel popolo di Dio, perché disattende a un mandato specifico di Cristo in favore di quei nostri fratelli vessati o posseduti dal demonio, che non possono trovare altro aiuto se non da questo ministero pastorale. Siamo anche fortemente consapevoli che grazie alla potenza operante di Cristo negli esorcismi, l’umanità è liberata sia dalla paura, sia dal dominio dei demoni, che Egli è venuto a debellare e a sconfiggere. Pertanto, chi vuole che non si parli di esorcismi e che non vengano più praticati, in realtà favorisce nuovamente la caduta dell’umanità nella paura e nel dominio di Satana, dal quale Cristo invece è venuto a sottrarci. Noi infatti percepiamo chiaramente, che più gli esorcismi della Chiesa Cattolica non vengono praticati là dove sarebbero necessari, più si diffondono e prosperano la superstizione, la magia e tutte le forme di occultismo.
Nel suo libro lei afferma che per lottare contro il diavolo bisogna conoscerlo. Come dobbiamo fare per conoscerlo e dunque per combatterlo?
Dovremmo rivalutare quei preziosissimi insegnamenti sul “discernimento degli spiriti”, oggi molto dimenticati, che ci hanno lasciato lungo i secoli quegli autori e quei santi della tradizione cristiana, che sono ad esempio, S. Antonio abate e i Padri del deserto; Evagrio Pontico; Santa Caterina da Bologna; S. Teresa d’Avila; S. Ignazio di Loyola negli Esercizi Spirituali; San Giovanni della Croce ed altri. Per la carenza di corsi su questo tema specifico nelle facoltà teologiche, si rileva una scarsa conoscenza nel clero di tali problematiche. Ne consegue un grave effetto sul piano pastorale: ne risentono, infatti, la catechesi ordinaria, la predicazione e il “comune sentire” dei semplici cristiani, privati spesso delle elementari nozioni, necessarie per difendersi efficacemente dall’azione del demonio.
Come si concilia l’esistenza dell’inferno con la bontà e misericordia infinita di Dio?
La salvezza si trova solo nell’amore di Dio. Chiudersi a questo amore significa essere nel non-amore. Il peccato ci chiude all’amore e ci apre al non-amore. L’inferno è lo stato, senza ritorno, del non-amore, cioè dell’odio. Si comprende dunque come l’inferno non può essere una condizione esistenziale voluta da Dio, ma dagli angeli ribelli e dall’uomo che si chiudono al suo amore.
Dio, è un Padre “ostinato”: Egli nella sua infinita misericordia, offre ai suoi figli, sino all’ultimo momento della loro vita, continue occasioni di pentimento e di conversione, ma dopo la morte si è privati di questa grazia. Durante la nostra vita terrena, Dio, seppure Padre onnipotente e misericordioso, non può costringerci ad amarlo. Egli prende sul serio, molto sul serio, la nostra libertà. Non ci impone il suo amore: se lo imponesse, non potrebbe più essere amore, ma coercizione. Dio è onnipotente, ma non prepotente né violento. L’inferno è quella condizione permanente dalla quale non si può più uscire, in cui entra un uomo (gli angeli ribelli subito dopo il loro peccato) che ha rifiutato Dio, che è amore, anche nell’ultimo istante della sua vita terrena. Il problema, quindi, non sta nella mancanza di misericordia da parte di Dio, ma nel mistero imperscrutabile del libero rifiuto della sua misericordia da parte dell’uomo.
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16 Settembre 2006