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"Dove dormi stanotte?! [Agasso]

16
Dic
2016
Pubblicato in Comunicati stampa
Scritto da 
Libro
"Dove dormi stanotte?! [Agasso]

In un volume ben documentato ma dallo stile scorrevole, Renzo Agasso racconta l’incredibile vicenda del Sermig e del suo fondatore, Ernesto Olivero.

Un giovane bancario di nome Ernesto Olivero, i suoi amici, un vecchio arsenale. Nel cuore degli anni Sessanta dello scorso secolo inizia a Torino una storia chiamata Sermig (Servizio Missionario Giovani). La ragione sociale: sconfiggere la fame del mondo. Anzi, cambiarlo del tutto, con le sole armi dell’amore e della solidarietà, nel nome di Gesù Cristo. Dopo oltre cinquant’anni, l’arsenale costruito per la guerra è diventato centro vivo di carità, misericordia e accoglienza, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. Un luogo conosciuto in tutto il mondo e che ha gettato le sue reti in tutto il mondo.

Ernesto Olivero racconta così l’inizio di questa avventura: “Si alza un ragazzo e chiede: Chi è il capo in mezzo a voi?. Qualcuno risponde: Olivero. E lui: Olivero, ti alzi?. Mi ha chiesto: Tu, stanotte dove dormi?. Non capivo e non rispondevo. Insisteva: Olivero, dico a te, dove dormi? Lo sai che tutta Torino messa insieme dà venti posti da dormire alla povera gente, e io non so dove andare, centinaia di miei amici di razze diverse vanno sotto i ponti o alla stazione. Tu, dove dormi?. Non gli ho risposto. Cosa gli dicevo? Quello aveva bisogno di dormire, non di chiacchiere. Ho telefonato a mia moglie: Maria, stanotte non vengo a casa. Perché? È stata un’intuizione di Dio: Vado a dormire alla stazione di Torino, voglio capire cosa accade nella mia città. La ricordo ancora quella notte da incubo. Lì la notte era giorno. Ho visto l’inferno. Uomini, donne, cani ammassati insieme. Stanotte nelle nostre case dormono duemila persone”.

Dalla domanda di quel ragazzo prende spunto il nuovo libro di Renzo Agasso, “Dove dormi stanotte?”.  Ernesto Olivero e la storia del Sermig. Scrive l’autore all’inizio del libro: “Perché un bancario ventiquattrenne – qual era Ernesto nel 1964 – decide un giorno di inventarsi un Sermig e di spenderci la vita, sua, della famiglia, degli amici e di infiniti altri amici che seguiranno? Perché mettersi, in quel tempo di speranze, di progetti e di illusioni, vent’anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale, nel pieno del cosiddetto boom economico e mentre già sotto la cenere iniziano ad accendersi le fiamme della contestazione, della rivoluzione, delle effimere primavere sessantottine, perché mettersi alla sequela esigente e fuori moda di Gesù Cristo, invece che scegliere la parte ben più comoda dei « salvatori » del mondo del momento, che fanno la rivoluzione sulla pelle degli altri, producendo montagne di cadaveri? Perché Gesù Cristo, che l’unica rivoluzione l’ha fatta sulla pelle sua, facendosi mettere in croce come l’ultimo dei malfattori?”. A queste domande le pagine successive  rispondono, raccontando una storia incredibile con uno stile scorrevole, ma ben documentato.

Il libro è inoltre impreziosito da un capitolo dove sono riportate “Le preghiere di Ernesto”, brevi e inediti pensieri del fondatore del Sermig, ricchi di sapienza cristiana e di fede.

Note aggiuntive sull’autore
Renzo Agasso è autore di oltre trenta biografie, pubblicate da diversi editori, tra cui Rizzoli, San Paolo, Sironi, Elledici. Per le Paoline ha scritto Caselli (1995), Preti (1995), Don Italo Calabrò. Nessuno escluso mai! (2010), Il « mio » Giovanni Paolo II (con monsignor Renato Boccardo, 2013), Ludovico da Casoria (2015).

Paoline Ufficio Stampa

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