Sognatori con i piedi per terra

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Piedi per terra, prima pensare e poi agire o... il contrario? I nostri ragazzi "funzionano" un po' al contrario, l'azione spesso prevale sulla ragionevolezza. Una proposta di riflessione con gli educatori per un cammino con gli adolescenti e ragazzi, per aiutarli a scoprire il valore della consapevolezza delle proprie scelte senza tarpare loro le ali e i sogni.

Piedi piantati per terra?

Alzi la mano chi conosce un adolescente con i piedi ben piantati per terra, che prima pensa e poi agisce. I nostri ragazzi «funzionano» esattamente al contrario: prima agiscono e, poi, dalle conseguenze delle loro azioni traggono le conclusioni: «Vado a Bologna, al concerto!», dice Luca. Ma come lui arrivi a Bologna e se gli orari dei treni siano o meno adeguati a quelli del concerto, poco importa. A costo di scoprire che prima delle 5 del mattino nessun treno da Bologna torna a Milano e che il concerto finisce alle 24.00. Ma i biglietti sono già nelle sue mani, e Luca è pronto a partire!

A questa età i ragazzi aderiscono al principio di piacere piuttosto che a quello di realtà! Mentre il primo fa cercare la soddisfazione immediata del bisogno, in modo irrazionale, il secondo (che dovrebbe essere proprio dell'adulto), fa perseguire l'appagamento del desiderio ponendosi obiettivi estesi nel tempo e contemplando anche il potenziale insuccesso.


Sogni ad occhi aperti

L'adolescenza è il periodo dei sogni a occhi aperti, delle grandi conquiste, delle infinite opportunità, delle passioni felici e tristi! Anche gli studi di neuropsicologia dicono che i ragazzi viaggiano sulla scia del sistema limbico, cioè che le emozioni e i sentimenti dominano sulla ragione.
È importante, però, riconoscere che diventare grandi significa anche imparare a mettere i piedi per terra. Gli adulti devono accompagnare a questo passaggio di maturità.

Riflettere sulle modalità relazionali con i preadolescenti: educatori e adulti sono la corteccia frontale dei ragazzi, cioè la parte razionale, che vigila su di loro, senza essere giudicante. Con i nostri sognatori sentimentali è efficace un linguaggio che li aiuti a riflettere: «Non sono d'accordo con te», oppure: «Ho un'opinione diversa ed è questa...». «Guardiamo alle conseguenze, ne vedo alcune positive altre negative; secondo me quelle negative superano le positive».

I ragazzi tendono a non sopportare lo sguardo di sospetto degli adulti. Occorre un approccio che cerchi di capire la domanda che sottende certi comportamenti, per aiutarli a crearsi un senso critico.

Considerare il valore dei sogni: non smettete di sognare, ragazzi! Si può chiedere loro: «Quali sono i vostri sogni? È meglio sognare e puntare in alto per avere obiettivi migliori, o stare con i piedi per terra e non badare alle cose "impossibili e irrealizzabili"? Esiste una via di mezzo? Quale?».

Riflettere sulla fatica buona, necessaria a raggiungere un traguardo: ognuno di noi ha un sogno, possiede un obiettivo, una capacità, un'ispirazione che può raggiungere attraverso impegno e fatica. Si può domandare ai ragazzi: «Qual è il tuo impegno oggi?».

Favorire il confronto: ogni ragazzo racconta i propri sogni e gli sforzi che fa per realizzarli.

Il catechista o l'animatore può lasciarsi interrogare dalle risposte dei ragazzi: «Siamo capaci noi adulti di promuovere i sogni buoni dei ragazzi? Di non tarpare loro le ali con le nostre ansie e proiezioni?».

L'articolo di Cecilia Pirrone è tratto da "Ragazzi & Dintorni", dossier di:

Catechisti parrocchiali 1, 2018 - paoline

Catechisti parrocchiali n.1
settembre/ottobre 2018

L’evangelista Luca orienta a vivere gli itinerari (2018-19) come incontri di salvezza con Gesù, ritmati sul poster «I selfie della salvezza» (in omaggio). Nuove rubriche vertono su iniziazione, abc della fede, etica nel digitale… Il Dossier presenta alcuni personaggi biblici e ha per tema: "Io e gli altri - Che passione!".

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