Celebrare il Mistero Pasquale

Dalla tua Croce: un progetto da valorizzare in tutte le comunità parrocchiali durante le celebrazioni della Passione, cuore dell'anno liturgico e centro della fede di ogni credente, per favorire il coinvolgimento e la partecipazione ai riti con un repertorio particolarmente attento alla qualità della musica e dei testi.

Alle soglie del Mistero

Nella Settimana Santa, apice del cammino quaresimale, la Chiesa, nella Liturgia, ci fa celebrare e contemplare il Mistero Pasquale di Cristo, ovvero la sua passione, morte, sepoltura e risurrezione. Tale Mistero raggiunge il suo culmine nei tre giorni che costituiscono il Triduo Pasquale, cuore dell'anno liturgico e centro della fede di ogni credente.
I canti di questa raccolta ci accompagnano alle soglie del Mistero e, insieme all'aiuto di alcuni inni appartenenti alla Tradizione viva della Chiesa, attraversano tutto l'itinerario liturgico di questa "grande settimana" che rivela e ci fa rivivere i due aspetti fondamentali della Pasqua: l'ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme, come annuncio e prefigurazione della sua risurrezione e la memoria della sua passione che segnerà la liberazione dell'umanità dal peccato e dalla morte.

L'itinerario liturgico attraverso i canti

Ecco quindi che, in Rallegrati Gerusalemme riecheggia l'esultanza delle folle degli ebrei che con palme nelle mani / stendevano i mantelli al suo passaggio, mentre il processionale Sollevate i vostri frontali, ci introduce alla celebrazione della Messa, sottolineando la gloria del Re-pastore che si fa Agnello per il sacrificio e Redentore per l'umanità. Ecco il mio servo invece, ci offre la possibilità di meditare sulla figura del "Servo di JHWH" descritta da Isaia, nel quale già i primi cristiani avevano intravisto la figura di Gesù.
La nostra gloria è la croce di Cristo accompagna la processione d'ingresso della Messa vespertina "in Cæna Domini" dando inizio al Triduo Pasquale. È la solenne proclamazione di fede paolina della lettera ai Galati: la croce, strumento di morte e segno di ignominia, diventa – per mezzo di Cristo – strumento di salvezza per il mondo e glorioso vessillo di vittoria. Vi lascio un grande esempio e Dov'è l'amore e la carità invece, vanno ad accompagnare altri due momenti importanti, propri di questa celebrazione: in primo luogo, il rito della lavanda dei piedi, dove si sottolinea "l'esempio" caritatevole di Cristo nel farsi modello e icona della carità e, in secondo luogo, la processione offertoriale che qui assume un significato molto particolare. Difatti, attraverso le parole dell'antico inno delle agapi cristiane: Ubi Caritas et amor, Deus ibi est, la Chiesa è chiamata ad imitare Gesù, vivendo la carità, per essere in vera comunione con lui.
Il senso della morte redentrice di Gesù, è espresso nell'inno I vessilli del Re, traduzione italiana dell'inno latino Vexilla Regis di Venanzio Fortunato, che ci introduce efficacemente all'azione liturgica del Venerdì Santo. È una stupenda composizione, intercalata da un'antifona in onore dell'albero della Croce, che in questo giorno si presenta come trono di gloria e strumento di amore estremo di Dio. Mentre le parole dell'inno ci accompagnano alla scoperta di questo amore sublime, la croce viene elevata sull'altare – che è simbolo del sacrificio e del sacerdozio di Cristo – e lasciata all'adorazione dei fedeli. Durante questo momento di adorazione, vengono cantati gli Improperi, ovvero i lamenti di Dio verso il suo popolo, quel popolo che, scelto, eletto con predilezione, non ha corrisposto al suo amore.
I rimproveri si susseguono, lenti e incalzanti, ma nulla in essi vi è di aspro: si avvertono invece accenti di struggente tenerezza insieme a intenso dolore. Nello struggente Popolo mio, canto che accompagna questo momento, si sente la voce sofferente del Cristo che dalla Croce tende al suo popolo – verso di noi – con le mani forate dai chiodi: Popolo mio, popolo mio, dimmi che male ti ho fatto? / In cosa ti ho contristato? / Rispondimi! Rispondimi!
La storia si ferma davanti a tanto dolore. La Chiesa, con il canto La tua Croce, contempla Cristo crocifisso e, attraverso di lui, comprende l'amore del Padre che ha sacrificato il suo unico Figlio per amore dell'umanità intera.
Modello sublime di questa com-passione è la Vergine Madre. Di lei la Liturgia ci fa sentire l'intenso dolore nello stesso grido del Figlio morente, ma ancora di più ci fa sentire la forza del suo silenzio adorante. Ella, Stava ai piedi della croce / immersa in angoscia mortale / contemplando le piaghe del Figlio, così come il credente è chiamato a fare quando attraversa l'ora della sua passione e del suo dolore con la certezza però, che: [...] dalle sue piaghe siamo stati guariti (cfr. 1Pt 3,9).

Pasquale Dargenio. Organista nella Basilica del S. Sepolcro a Barletta, direttore di coro, animatore liturgico-musicale, collabora con la Commissione di Liturgia e Musica Sacra della diocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. È socio dell'Associazione Nazionale Artisti Cristiani "Il mio Dio canta giovane", studente all'Istituto Superiore di Scienze Religiose "S. Nicola, il Pellegrino", di Trani.
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paoline dargenio dalla tua croce cd.v

DALLA TUA CROCE
Canti per la Settimana Santa


Brani che attraversano tutto l'itinerario liturgico della Settimana Santa, che rivela e fa rivivere i due aspetti fondamentali della Pasqua: l'ingresso messianico di Gesù in Gerusalemme e la memoria della sua passione.


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