L'arte di vivere insieme

Istruzioni per l'uso

Sì, anche le suore stanno e continuano a stare a casa, e pure i monaci. Anzi, proprio loro, nella loro millenaria tradizione, come spiega Anselm Grün nel libro #noistiamoacasa, possono ancora aiutare ciascuno di noi a vivere questo tempo di "quarantena" e distanza sociale come un'occasione per stare bene con se stessi, con gli altri e anche con Dio.

C'era una volta, quasi 1500 anni fa, san Benedetto. Si sa: in tempo di crisi si ricorre a una saggezza antica che ha superato, non senza fatica, la prova dei secoli. Questo, è chiaro per tutti, è un tempo di grande difficoltà per la morte che ha bussato e continua a bussare alle nostre porte e la salute precaria, per la congiuntura economica preoccupante, per il futuro incerto, ma anche per la nostra psicologia, il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri, costretti come siamo ancora a stare a casa, nonostante tutto.
Il padre del monachesimo, nella sua Regola, secondo la rilettura attualizzata dell'Autore, ha formulato tre criteri che sono atteggiamenti necessari per vivere la vita monastica, che nel suo doppio valore di solitudine e fraternità ricorda il modo di vivere di ciascuno durante questa pandemia.

  1. C'è bisogno di empatia, di saper chiedere, con semplicità, agli altri preoccupazioni e desideri;
  2. Serve capacità e disponibilità a coinvolgersi nella vita comunitaria con intraprendenza e ascolto dell'altro;
  3. Bisogna di tollerare opposizioni, gestire situazioni spinose e conflitti.

Per questo motivo Anselm Grün, monaco benedettino tedesco, prova a elaborare soluzioni concrete per tutti in questo periodo, attingendo all'esperienza di chi ha fatto del vivere insieme, da decenni, un'arte. Non si tratta però di facili ricette. Da suora quale sono, con un grande desiderio di fraternità e di spendermi nella vita comunitaria, sono consapevole degli ostacoli quotidiani. È però un'opportunità per tutti, in questo momento di fermo, riflettere su valori e possibilità dell'isolamento scelto da una parte e dello stare insieme con piacere dall'altra. Mi sembra di poter individuare sei parole, facili da ricordare, che scandiscono le pagine del libro e che Grün suggerisce perché questi giorni non siano solo di passaggio tra la normalità di prima e il dopo ma mattoni che edifichino la nostra vita.

Occorrono nuovi riti: «Il rito realizza qualcosa che è proprio dell'essere umano e del suo ritmo vitale, qualcosa che è fatto apposta per noi. Si tratta invece di scoprire in piena libertà i propri riti». Avanti con la creatività dando spazio a nuove abitudini negli ambiti importanti della nostra esistenza, anche nel rapporto con Dio e in rituali collettivi che sono legami con gli altri. «Tramite il rito, entro in contatto e in armonia con me stesso. Smetto di porre me stesso al centro. I riti sono momenti di grazia, di kairós, ossia tempo opportuno, tempo donato, che pos¬so gustare e assaporare fino in fondo». In sostanza: dobbiamo dare un ritmo alle nostre giornate!
Non devono mancare gli obiettivi: «Dovremo elaborare delle nuove mete. Mete concrete, coerenti con la situazione del momento; ma, allo stesso tempo, lievemente spostate in avanti, così da poterle mettere a fuoco pian piano. Un intreccio tra scopi a breve e medio termine». No all'indolenza, all'inerzia e alla tristezza!
Sembrerà strano ma abbiamo bisogno di nicchie: «In una situazione come l'attuale, vale la pena raddrizzare bene le antenne per esplorare la nostra casa, la nostra stanza, chiedendoci: mi sento bene qui dentro? Che cosa manca? Che cosa è di troppo? Mi sento "a casa mia" quando sto da solo con me stesso?». Proviamo a predisporre un piccolo angolo tutto nostro per meditare, pensare e pregare in libertà e quiete.
Di fondamentale importanza è l'equilibrio tra vicinanza e distanza, tra parola e silenzio.
In questa circostanza emergono in noi emozioni di cui non dobbiamo avere paura: «Se guarde¬remo in faccia le nostre emozioni, ci metteremo in condizione di (sop)portare, (sor)reggere noi stessi. Nonché di viverle bene nei confronti degli altri, con conseguenze molto concrete». In una parola: autenticità e sincerità!
Ultimo, ma non meno importante, possiamo scegliere la solidarietà: «Implica empatia, la capacità di immedesimarsi negli altri, di cogliere necessità e problemi, e saper stabilire ordini di importanza e priorità tra le cose da fare. La solidarietà sa coniugare tempi brevi e tempi lunghi; sa tenere conto del lato individuale e, insieme, di quello collettivo».

Alla fine del libro a me resta un desiderio: noi - non solo io - restiamo a casa! Non solo perché c'è un'ordinanza che ancora ci obbliga – anche se ormai mitigata – ma soprattutto perché credo sia ancora utile per noi e per gli altri. La voglia di uscire non ci faccia esse imprudenti. Nel frattempo: come decido di vivere questo tempo perché continui a portare frutto?


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#noistiamoacasa, Paoline

#NOISTIAMOACASA
Vivere insieme. Istruzioni per l'uso

Pandemia! Rischio contagi, quarantena, limitazioni nella circolazione... e improvvisamente tutto cambia! Ci ritroviamo a vivere in uno stesso luogo, spesso ristretto, con le stesse persone e senza poter "cambiare aria". Anselm Grün offre suggerimenti adatti a chiunque, che si tratti di single, famiglie o coinquilini, per evitare litigi e sfruttare bene il tempo, creare spazi di libertà ed elaborare nuovi obiettivi e riti comuni. Testo ideale per qualunque situazione di crisi.

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