L'arte floreale nella liturgia/3

Com'è nata in Italia l'Arte floreale per la liturgia? Ce lo racconta sr M. Cristina Cruciani, pddm, partendo dalle esperienze realizzate in Francia, dove essa ha un posto riconosciuto tra le «belle arti» per la liturgia.

Il primo intento fu quello di aiutare a mettere ordine e bellezza nelle nostre chiese, sgomberare un poco gli altari, dare un senso. Poi subentrò la scoperta che la presenza dei fiori ha un legame strettissimo con il celebrare e a ciò seguì una ricerca, che prosegue tutt'ora, ma che già ci permette di fissare alcuni punti e criteri.

Alla Redazione del mensile di formazione liturgica e informazione, La Vita in Cristo e nella Chiesa, arrivavano alcune riviste francesi, tra esse Célebré, dove il Centro Nazionale di pastorale liturgica pubblicava la documentazione di corsi di Arte floreale per la Liturgia, che si svolgevano ogni anno in Francia. L'incontro ravvicinato avvenne a Sylvanès, nel sud della Francia, dove il padre domenicano André Gouzes, oltre alla musica e al canto, incoraggiava ogni arte che entra nella liturgia, dall'architettura, alla scultura e pittura, vetrate, icone e ogni altra espressione volta a glorificare il Mistero e a mettere l'uomo in comunicazione con la salvezza da Dio operata nelle azioni liturgiche, con un fine anche ecumenico e di liturgia comparata che si arricchisce di ogni tradizione liturgica in un interscambio mirabile.

A Sylvanès le Pie Discepole del Divin Maestro incontrarono Madame Denise Jeanne Rolland, maestra di Ikebana e responsabile dell'Arte floreale liturgica della Diocesi di Baieux-Lisieux. La invitarono nel 1996 a Roma e fu l'inizio in Italia, per quel che ne sappiamo, dei corsi di formazione su tale argomento per la liturgia. Da allora i corsi di formazione in Italia si sono moltiplicati: a Vicenza, Torino, Lago d'Ispra, Roma, Trieste, Pinerolo, Camaldoli e altre Diocesi italiane, sia organizzati dalle Pie Discepole sia da altri.

Anche la rassegna di Arredo liturgico Koinè, che si svolge ogni due anni alla fiera di Vicenza, ha introdotto, tra le attività formative, laboratori e seminari sull'argomento, coinvolgendo anche gli uffici liturgici diocesani e la partecipazione di fioristi e rappresentanti della Federfiori (Federazione Nazionale dei fioristi italiani).

In Francia quest'arte ha, a pieno titolo, un posto riconosciuto tra le «Belle arti» per la liturgia, e ha anche una sorta di statuto. Le Diocesi hanno i loro incaricati e organizzano sessioni formative. In questi corsi si insegna innanzitutto la Liturgia della Chiesa, l'Anno liturgico con le sue solennità e feste, i Sacramenti, la preghiera delle Ore, l'uso dei libri liturgici. Si impara a familiarizzare con la Parola di Dio, specie il Lezionario domenicale e festivo e si pratica la lectio divina.

I Corsi sono un alternarsi di catechesi e di pratica. Si insegnano gli elementi indispensabili per comporre i fiori secondo forme di scuola e forme libere, classiche e moderne, si danno indicazioni sui materiali e su come custodire i fiori. Si insegna a leggere lo spazio liturgico e a sottolinearne le priorità.
Queste iniziative di formazione sono frequentate soprattutto da volontari e volontarie delle nostre parrocchie o anche da sacristi; essi fanno assai tesoro dell'insegnamento complessivo. Imparano a valorizzare tutto, con un risultato di maggior senso, armonia, bellezza e ordine, con spese più contenute per le parrocchie e attenzione alla semplicità che rispetta i poveri. La semplicità e l'eleganza, non dipendono infatti dalle grandi quantità di fiori costosi né dal numero delle composizioni.

Un'opera emblematica 

L'Adorazione dei Pastori di Hugo van der Goes. Quest'opera può aiutarci a comprendere quanto abbiamo detto fin ora.
Negli anni '70 del secolo scorso una signora francese, Geneviève Vacherot, contemplando agli Uffizi di Firenze L'Adorazione ai Pastori di H. van der Goes, opera fiamminga del '400, ebbe l'intuizione che i fiori presenti nel quadro avessero una precisa funzione nell'insieme del mistero rappresentato, anzi, che facessero parte della stessa raffigurazione e che stessero lì per aiutare a entrare in quel mistero dell'adorazione. Fu così che ella invitò biblisti, liturgisti e fioristi a unirsi ciascuno con le proprie competenze per fare qualcosa di simile nella liturgia.

Lettura del dipinto

HugoVanderGoes arte floreale p

1. Un vaso di terso cristallo ripieno d'acqua accoglie tre garofani rossi e uno stelo di campanule cerulee (dalle tonalità blu), a celebrare la Vergine che ripiena di Spirito Santo genera il Figlio di Dio. Il garofano è dianthos che significa «fiore di Dio», e il rosso è divinità; mentre la campanula è fiore passeggero e l'azzurro è umanità.

2. Un vaso di terracotta, che è arida fragilità, ma invetriato, cioè chiuso con vetri, e edera che è bellezza d'immortalità, due emerocalli rosso-porpora, due fiordalisi bianchi e un fiordaliso violetto celebrano l'umanità divina di Gesù. L'emerocalle, fiore bello per una settimana intera, e il fiordaliso, bellezza del giardino paradisiaco creato per l'uomo, accostano, alla sua Natività, la Pasqua del Signore, la sua oscura passione, la sua morte di sangue, la sua Gloria di luce, i sette giorni della nuova creazione e il giardino paradisiaco riaperto. Le violette, qualcuna bianca, sparse accanto al covone di frumento narrano le cose che ha fatto e le cose che gli sono state fatte, di Lui che fattosi carne si è fatto pane. Betlemme è la casa del pane.

Osservando quest'opera, Geneviève Vacherot, esperta nell'arte di comporre fiori, ebbe l'idea di porre la sua arte a servizio dell'evento liturgico. Così si cominciò in Francia a parlare di «Art floral liturgique», arte floreale per la liturgia, che si differenzia dalla decorazione sia dei fioristi sia delle scuole amatoriali per comporre fiori.

G. Vacherot affermava:
«Si tratta di imparare a mettere l'arte floreale a servizio dell'evento salvifico. Spesso le composizioni di chiesa sono prive di senso; ora, i fiori, non decorano, significano! Volete allora, voi che avete familiarità con le Scritture e le meditate, voi custodi dei santuari e delle chiese, voi che possedete la tecnica appropriata, mettervi insieme per situare i fiori nei tempi e nel contesto della liturgia?».

 

La Vita in Cristo e nella Chiesa - PDDM

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La Vita in Cristo e nella Chiesa è il mensile di formazione e informazione liturgica più diffuso in Italia. Di carattere liturgico-pastorale, la rivista è destinata agli animatori della liturgia, ai catechisti e agli operatori pastorali.

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L'arte di disporre i fiori nelle celebrazioni liturgiche

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