L'essenziale è visibile...

Agli occhi della fede

Se si guarda all'Anno della Misericordia, cercando di avere occhi da bambino, come il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, è possibile comprenderne meglio la ricchezza e il valore, e viverlo come un cammino di crescita e di condivisione, in un tempo tanto difficile.

Una storia ricca di bellezza

"L'essenziale è invisibile agli occhi". Così recita il Piccolo Principe, affascinante personaggio nato più di settant'anni fa dalla fantasia dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry (il libro è fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia). Quella di de Saint-Exupéry è una storia semplice. Narra dell'incontro nel deserto tra un pilota d'aereo e un piccolo principe proveniente dall'asteroide B612. Il principe racconta al pilota il suo viaggio, intrapreso per trovare una pecora in grado di mangiare tutti i rami di baobab che stanno soffocando il suo pianeta (e la rosa di cui si cura e che ama). Sulla terra, il protagonista incontra anche una volpe, che gli chiede di essere addomesticata e di essere sua amica, e riesce anche a trovare la pecora: con loro, alla fine, tornerà sul suo B612.

Poesia e valori senza tempo

Una storia semplice, dunque, ma colma di poesia, ricca di significati e di valori senza tempo, come tenere sempre viva la speranza, ricercare il senso in se stessi, coltivare l'amicizia. E, soprattutto avere cura degli altri. Valori che il principe esprime e scopre in se stesso proprio attraverso questo viaggio, che è un percorso di crescita e di maturazione, ma anche un pellegrinaggio, nel senso più profondo del farsi straniero per ricercare se stessi. E non è un caso se protagonista di tutto questo è un bambino. Capace, più dei grandi, di vedere l'essenziale delle cose.

Il "Piccolo Principe" della misericordia

È partendo da questo messaggio che don Maurizio De Sanctis, meglio conosciuto come Padre Nike (per l'abitudine di indossare sempre scarpe da ginnastica), ha deciso di realizzare una fiaba allegorica "per adulti dal cuore di bambino" in cui attinge alla storia e al personaggio creato da de Saint-Exupéry.

Ne Il Piccolo Principe della Misericordia, protagonista è un bambino, chiamato appunto piccolo principe, con il quale l'Autore dialoga e che si riconoscerà ben presto come Gesù bambino. Grazie alla guida e alle parole del protagonista, padre Nike guarda la realtà con occhi diversi, puri come quelli di un bambino: riesce ad andare oltre le apparenze e a vedere ciò che costituisce l'essenza delle cose e delle persone. In questo percorso, che si snoda attraverso le opere di misericordia corporale e spirituale, la misericordia si mostra come l'essenza del cuore umano, ciò che lo rende simile a Dio.

Scrive l'autore: "Da bravo predicatore vi posso assicurare che i discorsi teologici e le prediche annoiano più di ogni cosa, mentre i racconti, le fiabe, le parabole rendono vive le cose stesse. Ecco perché il piccolo principe parlava in parabole". La fiaba è un invito, ad inizio del Giubileo straordinario indetto da papa Francesco, ad abbandonare falsità ed egoismi e a recuperare maggiore autenticità sia con se stessi sia con gli altri. "Guardare non è lo stesso che vedere ... Si può guardare ma senza vedere: molti guardano un tramonto, ma non vedono il tramonto". Perché l'essenziale è invisibile agli occhi, ma non agli occhi della fede.


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