La parola del Signore accolta e vissuta

La Messa: una mistagogia in atto / 3

La «Liturgia della Parola», la parola scritta nella Bibbia, proclamata all'assemblea, diviene Parola viva che esce dalla bocca di Dio e giunge ai nostri orecchi e al nostro cuore. Quando si proclama il Vangelo, Gesù stesso ci parla, invitandoci a compiere ciò che ci dice, e lui ci dà la forza di viverlo.

La Parola

Una delle modalità più efficaci con le quali Dio si è manifestato e si è fatto conoscere dal suo popolo è la sua Parola. Sì, Dio non è solo Qualcuno che ascolta, prima ancora egli ci parla. La Parola è l'atto con cui egli prende l'iniziativa di cercarci e di fare Alleanza con noi. Da ciò deriva l'atteggiamento fondamentale dell'ebreo, prima, e del cri stiano, dopo: ascoltare.
Tutta la Bibbia ci presenta un popolo in ascolto: «Ascolta, Israele!», e un Dio che, parlando, agisce, crea e salva. Così Dio ci rivela la sua identità e ci fa conoscere la nostra: ci comunica chi è lui, un Padre ricco di amore e di misericordia, e chi siamo noi, un popolo santo, suoi figli amati.

La parola di Dio

La Parola di Dio è una Parola-Evento, cioè fa quello che dice: «Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu!» (Gen 1,3). La sua Parola ci plasma, ci interpella e ci salva, dando forma e forza alla creazione e alla nostra vita, e domanda a ciascuno un cuore docile e accogliente, come quello del giovane Samuele che, chiamato da Dio, risponde: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta» (1Sam 3,9-10).

Il momento culminante di tale storia di amore e di salvezza è quando la parola di Dio non ci raggiunge più solo attraverso la voce dei profeti, ma viene in mezzo a noi, si fa carne come noi, prende un corpo in Gesù di Nazaret, nascendo da Maria a Betlemme, poi crocifisso, risorge.
Gesù è il Verbo di Dio (cfr. Gv 1,1), che si fa bambino. Con le sue parole e con la sua vita ci fa conoscere il vero volto del Padre. «Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Gv 1,18). Risorto, si fa accanto a noi, come ai discepoli di Emmaus: «E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui» (Lc 24,27). Anche noi desideriamo ascoltarlo, accoglierlo, credere in lui, per attestare, come i due discepoli: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava/apriva le Scritture?» (Lc 24,32).


Liturgia della Parola

Proclamazione della Parola, s. AiolfiOgni domenica partecipiamo all'Eucaristia per incontrare Gesù, ascoltarlo e accoglierlo in noi.
Nella prima parte della Messa viviamo la Liturgia della Parola. La parola scritta nella Bibbia, proclamata all'assemblea, nelle letture della Messa, diviene Parola viva che esce dalla bocca di Dio e, mediante la voce del lettore, giunge ai nostri orecchi e al nostro cuore. Quando si proclama il Vangelo, è la Parola di Gesù che risuona: lui stesso ci parla, invitandoci a compiere quello che ci dice, e ci dà la forza di accoglierla e viverla.
Come dalla mensa eucaristica riceviamo il Pane di vita che è il Corpo di Gesù, così dalla mensa della Parola riceviamo la Parola di vita, rivolta a noi. San Giustino, catechista del II secolo, scriveva che la domenica, durante l'Eucaristia, «si leggono le memorie degli Apostoli e gli scritti dei Profeti, finché il tempo lo con sente. Una volta che il lettore ha terminato, chi presiede con un discorso ammonisce ed esorta all'imitazione di queste belle cose. Poi ci alziamo tutti insieme ed eleviamo suppliche...».
Durante la celebrazione eucaristica preghiamo anche con il corpo, non solo con le parole.

Mettersi seduti, durante la Liturgia della Parola, significa dedicare tempo, senza fretta, al Signore che ci parla tramite coloro (catechisti, genitori...) che dall'ambone (luogo della parola di Dio) gli prestano la voce, mentre noi teniamo fissi verso di loro gli occhi e le orecchie per ascoltare.

Stare in piedi, all'ascolto del Vangelo, indica che noi riconosciamo che Gesù ci parla e desideriamo dirgli con tutta la nostra persona che siamo pronti non solo ad ascoltare, ma a realizzare quanto ci comunica, credendo alla sua Parola di vita. Così la parola del Padre e del Figlio si attualizza, cioè diventa attuale per noi e domanda di realizzarsi nella vita di ciascuno e della comunità.

Questo è il nostro impegno: ascoltare Gesù, accogliere da lui la volontà del Padre e, come ha fatto lui, con la forza dello Spirito Santo, vivere da figli, perché continui a compiersi la sua storia di salvezza anche tramite noi.
L'omelia del celebrante ci aiuta a entrare nel significato della Parola per noi, oggi, e a comprendere la consegna che il Signore ci fa, come impegno per la nostra vita personale e comunitaria. Se noi accogliamo docilmente il seme della Parola, lo Spirito Santo la fa fruttificare nella nostra vita e nella società mediante la nostra collaborazione e testimonianza.

Professione di fede

Dopo l'omelia la recita del Credo esprime la comune risposta di fede a quanto insieme si è ascoltato dalla parola di Dio, e l'adesione della nostra vita al Signore che ci ha parlato.


Preghiera dei fedeli

Il celebrante invita, poi, tutti a elevare al Padre «la nostra preghiera». Se prima il Signore ci ha parlato e noi lo abbiamo ascoltato, ora siamo noi a chiedere: «Ascoltaci, Signore!», certi di essere da lui ascoltati. Gli affidiamo la Chiesa, il Papa e i suoi pastori; gli presentiamo le necessità di tutti i fratelli e le sorelle del mondo, soprattutto dei più poveri e degli ammalati; preghiamo per chi ha la responsabilità di governare, e chiediamo di aiutare tutti e ognuno di noi a vivere gli impegni che la sua Parola ci ha affidato per dargli testimonianza, ogni giorno, con la nostra vita.

ATTIVITÀ 

1. L'Evangeliario
Nelle domeniche di questo mese si propone di valorizzare la proclamazione del Vangelo. Sarebbe bello utilizzare l'Evangeliario, il libro del Vangelo, e farlo accompagnare, sin dalla processione di ingresso, da alcuni fanciulli e ragazzi, con le lampade accese in mano. Gli stessi possono collocarsi accanto al sacerdote o al diacono, durante la proclamazione del Vangelo, con le lampade accese, ampliando quel gesto rituale che spesso è affidato a due ministranti o accoliti. Gesù è la luce venuta a illuminare i nostri passi e noi vogliamo seguirlo lungo la via della nostra vita.

2. La preghiera dei fedeli
Durante gli incontri di catechesi nei gruppi si preparano insieme le intenzioni della preghiera dei fedeli per la celebrazione domenicale, esplicitando, oltre il riferimento alla Parola proclamata e ascoltata, qualche richiesta che riguarda le vicende dell'umanità, la Chiesa e l'esperienza concreta dei fanciulli e delle loro famiglie. Gli stessi bambini e ragazzi le leggeranno durante la Messa.

 

Il testo di Mario Castellano è tratto da:

Catechisti parrocchiali 3 - dicembre 2019 - Paoline

Catechisti parrocchiali n. 3
Dicembre 2019

In sintonia con i Magi che ascoltano... e cercano Gesù, parola di Dio che si è fatta uomo, si pongono: il percorso mistagogico, che focalizza «la liturgia della Parola», la novena di Natale e il bibliodramma. Le rubriche formative evidenziano l'accoglienza e l'alleanza educativa. Il Dossier #iostoconlavita approfondisce il tema: #glialtrisiamono

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Messa con i bambini, Paoline

Messa con i bambini

Il CD contiene 11 canti, 9 basi strumentali e il libretto con i testi delle canti. Una proposta per la messa domenicale indirizzata ai bambini, con melodie facili da memorizzare, che invitano alla gioia e alla gratitudine, accompagnando con semplicità e freschezza i vari momenti della Celebrazione.

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