Bianca come il latte, rossa come il sangue

Un adolescente inquieto e vulnerabile si innamora di una bella compagna di classe, ma scopre che lei è colpita da una grave malattia; questo poterà entrambi a confrontarsi con il mistero della vita e della morte, cui solo l'amore può dare senso.

Il Film

Tratto dall'omonimo romanzo di Alessandro D'Avenia, il film Bianca come il latte, rossa come il sangue, racconta in prima persona la storia di Leo, adolescente irrequieto e vulnerabile, che stenta negli studi, mentre trascorre le sue giornate tra amici, calcetto e musica. Il tempo a scuola non passa mai e gli insegnanti sono visti come "una specie protetta che speri si estingua definitivamente". Per lui la vita può avere solo due colori, il bianco e il rosso: il bianco del nulla e il rosso dell'amore. Rosso è anche il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza di cui è innamorato e verso la quale non trova il coraggio di manifestarsi. Quando finalmente riesce a parlare con lei, scopre che è gravemente malata. Turbato, ma deciso, Leo sceglie di accompagnarla nella malattia con una amicizia attenta e premurosa in cui scoprirà l'amore, la vita e la morte. La malattia richiama alla sua mente il bianco associato al dolore. Lo aiuteranno in questo processo di maturazione i genitori, gli amici, ma soprattutto Silvia, l'amica fedele e custode di ogni suo segreto, e il singolare professore di storia e filosofia che lo sprona a perseguire sempre i propri sogni.

Per riflettere dopo aver visto il film

Il regista Giacomo Campiotti porta nel film il controverso mondo giovanile, descrivendo con realismo essenziale l'amore sofferto e singolare dell'adolescenza. Leo, come tutti i suoi coetanei sedicenni, ama ritrovarsi in gruppo, correre spericolato sul motorino e vivere in simbiosi con il suo iPod. L'ambiente in cui vive è un mondo esperienziale, protetto, nel quale drammaticamente un giorno irrompe il dolore, rivelando che la vita non è sempre spensierata e serena. Bianca come il latte, rossa come il sangue è un cammino di crescita in cui il protagonista sperimenta il travaglio e la morte. Bianca è la paura della fatica da scaricare sugli adulti, rosso è la necessità di sentirsi al centro e di essere amato. Il bianco è il nulla e tutto quello che riguarda il sacrificio e la perdita. Il rosso è il coloro del sangue, dell'amore, della passione e... dei capelli di Beatrice, malata di leucemia, che aiuta Leo a comprendere l'importanza del vivere a pieno ritmo senza sprecare nemmeno un attimo della propria esistenza. Lo spettatore si trova di fronte a una storia lineare e coraggiosa, che, utilizzando la struttura del monologo, rivela il significato della vita adolescenziale, sconvolta dalla sofferenza e, nello stesso tempo, apre uno spiraglio sul mondo degli adulti, abulico e lontano. Un film spigliato nei modi, lineare come sono sempre i racconti di vita vera alla ricerca di risposte alle tante domande dell'uomo.

Una possibile lettura

Bianca come il latte, rossa come il sangue affronta il tema della morte per comunicare la vita. Il film descrive l'instabilità e la gioia di vivere degli adolescenti utilizzando una leggerezza formale che rimane anche quando la tragedia ha il sopravvento e la felicità viene sopraffatta dall'angoscia. Una storia di amore e di morte che si sviluppa attraverso un itinerario singolare. Solo in Dio, che nel film diventa Fin con l'integrazione automatica degli sms, è possibile trovare la risposta al dramma che spazza via il rosso dell'amore e rende bianco il sangue di una ragazza con tanta voglia di vivere. Collegati intimamente tra loro da incomprensibili tonalità di colore, l'amore, la vita e la morte continuano a sorprendere. La ribellione di Leo attraversa la morte di Beatrice, farà esperienza del limite e si scontrerà con la disperazione ma riuscirà anche a trasformare in amore e solidarietà l'estrema barriera della malattia. Di fronte alla sofferenza Leo sente nascere dentro una forza nuova, è chiamato a fare delle scelte e diventare adulto. Partecipiamo insieme a lui a una lotta sofferta per comprendere che non si possono far morire i sogni, bisogna trovare la forza di confidare in qualcosa di più grande. Alla fine della visione ci portiamo via la certezza che l'amore non è solo passione e tempesta, ma anche rifugio in cui trovare approdo.

Genere: Drammatico
Regia: Giacomo Campiotti
Interpreti: Filippo Scicchitano (Leo), Aurora Ruffino (Silvia), Gaia Weiss (Beatrice), Luca Argentero (professore), Romolo Guerreri (Niko) Gabriele Maggio (proteina), Flavio Insinna (padre di Leo), Cecilia Dazzi (madre di Leo), Roberto Salussoglia (Big Mac), Pasquale Salerno (Jack), Ilaria Ingenito (Betta), Valeria Sibilia (madre di Beatrice).
Nazionalità: Italia
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2013
Origine: Italia (2012)
Soggetto e Sceneggiatura: Fabio Bonifaci, Alessandro D'Avenia
Fotografia: (Panoramica/a colori): Fabrizio Lucci
Musiche: Andrea Guerra
Montaggio: Alessio Doglione
Durata: 102'
Produzione: Matilde e Luca Bernabei per Lux Vide con RAI Cinema
Tematiche: Adolescenza; Educazione; Famiglia; Famiglia - genitori figli; Giovani; Letteratura
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana:
Consigliabile/problematico/dibattiti
Note:
- Realizzato con la partecipazione di Enel Green Power, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, in associazione con Unicredit.
- Candidato al Nastro d'argento 2013 per la Miglior Canzone Originale ("Se si potesse non morire" - di Francesco Silvestre - cantata dai Modà).


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