Canto Gregoriano e musica sinfonica

Un connubio incantevole

Un'originale operazione artistica in cui la bellezza dell'antico canto gregoriano si sposa con la carica espressiva dell'orchestra. Le elaborazioni musicali, a cura del M° Andrea Montepaone, sono state realizzate con la collaborazione dei cantori della Schola gregoriana Vocalia Consort e dei musicisti dell'Orchestra Sinfonica Supernova.

Sinfonia Gregoriana mi sembra il titolo più vicino alle intenzioni di questo mio lavoro: unire un canto che nasce in unisono e senza strumenti con un accompagnamento che ha in sé le sonorità proprie della musica sinfonica. Non volevo, come è già stato tentato varie volte, armonizzare in polifonia ciò che nasce monodico: il mio intento è stato invece quello di collocare idealmente un coro gregoriano puro insieme ad un'orchestra che lo sottolineasse con i suoi colori.
Del canto gregoriano mi ha sempre affascinato la perfezione con cui i testi, veri e propri capolavori di poesia cristiana, si uniscono alle melodie, così solari, trasmettendo un senso di "calore immobile", come qualcosa che, da oltre mille anni, è rimasta viva ad illuminarci, superando anche i periodi storici in cui il gusto e le mode del momento sembravano rivolgersi a stili musicali completamente differenti. Ma il canto gregoriano, con una sua lenta e inarrestabile velocità, ha resistito, segno che il giovamento che ci offre è ancora vivo e attuale ed il latino ha permesso di diffonderlo e comprenderlo in qualsiasi parte del mondo. Ho avvertito quindi il desiderio di elaborare una parte orchestrale ai canti più conosciuti, lasciando intatta quella corale, per costruire una cornice che li rendesse ancora più facilmente accessibili a chiunque.

Da ultimo una riflessione su di un altro aspetto suggestivo che questi brani presentano: il fatto che, per la quasi totalità di essi, nulla si conosce di preciso riguardo agli autori e alle epoche di composizione, che vanno dall'VIII al XIV secolo (alcuni, scritti comunque in stile, appartengono addirittura al XVII secolo), ci fa pensare ad un continuo lavoro collettivo, tramandato spesso oralmente ed eseguito nel corso del tempo con l'aggiunta di varianti. Il nome di questi poeti e musicisti non è giunto a noi probabilmente perché essi così desideravano: non pensavano di lavorare per la propria fama, ma per la gloria di Dio, trasformando l'arte in preghiera. Anche se il nome del genere deriva da San Gregorio Magno, papa e dottore della Chiesa che per primo raccolse ed ordinò i canti in un volume, essi non sono suoi, così come non lo sono quelli composti dopo di lui, ma che ugualmente si chiameranno gregoriani: il nome di un pontefice riassume e contrassegna il lavoro di interi secoli.

«Voce vita non discordet; cum vox vita non remordet, dulce est symphonia»
Lasciamo che la vita e la voce siano uno;
perché con queste all'unisono
è dolce la sinfonia.

(Adamo di San Vittore)


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