Il principe dimenticato

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Quando i figli crescono capita di venire detronizzati e cacciati dal loro regno immaginario, bisogna farci i conti e impegnarsi a rendere l'abbandono meno traumatico per noi, più agevole per loro. Un'avventura "interiore" tra realtà e fantasia che fa sognare i bambini e crescere i padri.

Il film

Il principe dimenticato, del regista Michel Hazanavicius, attraverso un linguaggio fantasioso e surreale, narra la storia di Djibi, padre single che vive con la figlia Sofia, una bambina di sette anni. Di giorno lavora come guardiano di un parcheggio ma la sera si trasforma nell'eroe della sua bambina inventando per lei una favola della buonanotte, ambientata nel fantastico mondo di Storyland, uno studio di produzione in cui lui diventa un coraggioso principe azzurro. Quando Sofia si addormenta, le storie si animano di cavalieri, pirati e draghi che combattono per aiutare il coraggioso principe a salvare la principessa. Il mondo immaginario del padre crolla nel momento in cui la figlia comincia frequentare altri cavalieri. La ragazza, ormai cresciuta, non ha più bisogno dei racconti del genitore per sognare, sarà lei stessa a inventare le sue storie. Con il passare degli anni, passando dall'infanzia all'adolescenza, Sofia inizia a scoprire il nuovo mondo dell'amore, dove non sarà più il padre a ricoprire il ruolo di principe azzurro. Djibi comprende così che, se vuole restare il suo eroe, deve costruire con lei un rapporto diverso e più maturo.

Per riflettere dopo aver visto il film

Il principe dimenticato, un film colorato e curioso, rappresenta il bisogno di credere nella forza del racconto, nonostante la debolezza di chi lo fa per mestiere. Pensato per i bambini, ma anche per i loro genitori, la storia narra il legame tra un papà e una figlia piccola, Sofia. Tra i due c'è affiatamento, divertimento e programmi condivisi, in modo particolare la sera durante la narrazione della fiaba della buonanotte. Ma diventata grande, Sofia si lascia coinvolgere dai primi amori adolescenziali. Per la prima volta non vede più il padre come l'eroe dei suoi sogni. Il principe azzurro è diventato il suo compagno di classe verso il quale si sente attratta. Il legame tra Djibi e la figlia sembra incrinarsi e l'uomo deve cercare un modo diverso per continuare ad essere presente nella sua vita. Per Sofia crescere non significa rifiutare il genitore, ma creare un nuovo legame che ricostruisca il suo rapporto con il padre. Una riflessione, che solleva domande e stimola discussioni sulla fine dell'essere bambini, per diventare qualcosa di più profondo e appagante.

Una possibile lettura

Il principe dimenticato, che ci avvolge nello stupore e nella seduzione dell'immaginazione, mette in evidenza il contrasto tra giorno e notte, realtà e fantasia. Attraverso l'arte dei sogni il film descrive la ribellione adolescenziale e la perdita del potere genitoriale. Snodandosi nella narrazione cinematografica, viene delineato il desiderio di staccarsi dal mondo reale per tuffarsi nella fantasia attraverso una proiezione del padre per il quale la crescita della figlia è la sfida più grande della sua vita. Le parole dello stesso regista ci indicano le tematiche più significative che troviamo in questa storia originale: «Sono rimasto particolarmente colpito dal soggetto. Leggendolo, ho avuto modo di vedere come trattasse, al di là della sua spettacolarità, di temi intimi e universali. Attraverso le storie fantastiche indirizzate al pubblico dei bambini, Il principe dimenticato parla di un padre che deve accettare di vedere crescere la figlioletta a cui è molto attaccato, superando la paura di essere abbandonato o di divenire inutile. Ho pensato molto a ciò che potrei vivere con i miei figli, ancora bambini, e al momento in cui diventeranno grandi e inevitabilmente si allontaneranno da me. Del resto, quando i nostri bambini cominciano a sfuggire al nostro controllo, il nostro inconscio viene sconvolto del tutto: in quel momento, non siamo più giovani genitori e i nostri legami cambiano, divenendo anche meno divertenti. La paura si insinua gradualmente in tutto ciò che li riguarda e in noi cresce l'esigenza di proteggerli, a volte anche troppo. Ed è da qui che sorgono inevitabilmente quelle tensioni che fanno sì che la cosiddetta crisi adolescenziale riguardi innanzitutto i genitori».

 

Titolo originale: Le prince oublié
Genere: Avventura, Commedia
Regia: Michel Hazanavicius
Interpreti: Omar Sy (Djibi), Berenice Bejo (La vicina/la donna alla porta), Francois Damiens (Pritprout), Sarah Gaye (Sofia a 12 anni), Keyla Fala (Sofian a 7 anni /la principessa), Neotis Ronzon (Max)
Nazionalità: Francia
Distribuzione: 01 Distribution
Anno di uscita: 2020
Soggetto e Sceneggiatura: Michel Hazanavicius, Bruno Merle
Fotografia: Guillaume Schiffman
Musica: Howard Shore
Montaggio: Anne-Sophie Bion
Durata: 101'
Produzione: Jonathan Blumenthal, Philippe Rousselet, Daniel Delume, Fabrice Delville, Christophe Toulemonde, Patrick Vandenbosch, Nicolas Dumont, Ardavan Safaee
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile, Semplice, Adatto per dibattiti
Tematiche: Adolescenza, Amore-Sentimenti, Famiglia - genitori figli
Note:
- Produttore esecutivo: Daniel Delume
- Disponibile on demand su Amazon Prime (2020)
- È stato girato negli studi di Bry-sur-Marne, alle porte di Parigi

Il principe dimenticato, dvd

Il principe dimenticato

Di giorno Djibi è il modesto guardiano di un parcheggio, di notte è l'eroe senza paura di un altrove incantato. Vedovo e padre di Sofia, inventa per lei castelli, fate e draghi. Ogni sera rispolvera il mantello e diventa il suo principe...

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