Invictus invincibile

Il titolo del film, in italiano "invincibile", è il motto utilizzato da Nelson Mandela durante i suoi 27 anni di carcere. Ispirandosi ad una poesia di William Henley, il capo carismatico della lotta contro le leggi razziali, ne fece il suo punto di forza: "I am master of my fate; I am the captain of my soul.

Il film

Invictus è una pellicola di Clint Eastwood ispirata al libro di John Carlin "Ama il tuo nemico". Il titolo del film, in italiano "invincibile", è il motto utilizzato da Nelson Mandela durante i suoi 27 anni di carcere. Ispirandosi ad una poesia di William Henley, il capo carismatico della lotta contro le leggi razziali, ne fece il suo punto di forza: "I am master of my fate; I am the captain of my soul". Ma Invictus è anche l'espressione usata da Mandela per incitare il capitano degli Springboks, Francois Pienaar.
Nel Maggio 1994, grazie alle prime elezioni libere, Nelson Mandela diventa presidente del Sudafrica. La fine dell'apartheid per il Sudafrica non significa però pace e uguaglianza, il Paese rimane lacerato e diviso. Il Presidente comprende che lo svolgimento dei campionati mondiali di rugby, assegnati nel 1995 proprio al Sudafrica, possono rappresentare una grande opportunità per portare a termine quel processo di conciliazione tra neri e bianchi da lui intrapreso. Si dà da fare per sostenere gli Springboks, la squadra nazionale sudafricana dagli anni '80, da sempre esclusa dai campionati mondiali a causa della segregazione razziale. Alla festa di inizio campionato, l'arrivo in campo di Mandela con la maglia degli Springboks, avvia quel cammino decisivo verso l'unione nazionale.


Per riflettere dopo aver visto il film

Il percorso narrativo intrapreso questa volta da Eastwood (partendo da un romanzo), getta uno sguardo competente sulla storia recente del Sudafrica. La cronaca di un evento sportivo si fonde con un riscatto sociale e politico, un modo di superare i confini delle divisioni razzialifossilizzate nel cuore della gente. Una dura conquista di un popolo sulla quale il regista confeziona un racconto toccante e coinvolgente. All'insegna del motto: "Una squadra, un Paese" la Nazionale di rugby vince il Mondiale ma anche mostra a tutto il mondo un nuovo Sudafrica, una "Nazione arcobaleno" pronta a superare le proprie lacerazioni interne. La squadra degli Springboks è in grado di esprimere quell'unificazione desiderata ma non ancora raggiunta. I campionati del 1995 segnarono la vittoria non di una squadra ma di un intero Paese i cui frutti si manifestarono principalmente attraverso la conciliazione e la rappacificazione degli animi. La realtà diventa una sorta di favola magica da cui prende il via la nascita di un nuovo futuro e un impavido disegno di integrazione e pacificazione.


Una possibile lettura

L'obbiettivo del film non è focalizzato solo sulla figura di Nelson Mandela e neppure solo sul rugby; ma sul desiderio di una intera Nazione che, grazie allo sport, lo trasforma in concretezza, nonostante i numerosi problemi. La conquista della libertà viene presentata da Eastwood attraverso la competizione sportiva, la genialità politica, la poesia e la musica. La storia di un Paese rivoluzionata dalla democrazia, dai sui principi e dalle sue leggi, dal tentativo di individuare nell'agonismo la soluzione alle proprie divisioni. Ma per chiudere con un passato segregazionista e aprirsi ad un futuro tollerante e pacifico era necessario ritrovarsi intorno ad un simbolo comune. Questo simbolo al Sudafrica glielo fornì la Nazionale di rugby nella Coppa del Mondo del 1995. Nella vittoria finale dei sudafricani contro la Nuova Zelanda il sogno diventa finalmente realtà: vittoria nello sport ma anche intesa e sconfitta dell'apartheid. Un ideale comune chiamato riconciliazione. Il perdono e lo sport sono i temi principali del film e si collocano come validi punti di riferimento di tutta la narrazione. È lo sport il luogo ideale per una sfida sincera che appassiona e galvanizza bianchi e neri. È il perdono la chiave che apre la porta al ricongiungimento di un popolo e lo porta verso una identità nuova.

 

Titolo Originale: Invictus
Genere: Drammatico
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Morgan Freeman (Nelson Mandela), Matt Damon (Francois Pienaar), Tony Kgoroge (Jason Tshabalala), Patrick Mofokeng (Linga Moonsamy), Matt Stern (Hendrick Booyens), Julian Lewis Jones (Etienne Feyder), Sibongile Nojila (Eunice).
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Warner Bros Pictures Italia
Anno di uscita: 2010
Origine: Stati Uniti (2009)
Soggetto: tratto dal libro "Ama il tuo nemico" di John Carlin
Sceneggiatura: Anthony Peckham
Fotografia (Scope/a colori): Tom Stern
Musica: Kyle Eastwood, Michael Stevens
Montaggio: Joel Cox, Gary Roach
Durata: 133'
Produzione: Clint Eastwood, Lori McCreary, Robert Lorenz, Mace Neufeld
Tematiche: Politica-Società; Potere; Razzismo; Sport
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile/semplice


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