Sotto le stelle di Parigi

Scheda film

Il regista, Claus Drexel, porta alla luce la situazione di chi vive nel sottobosco (o nei sottoscala) della città, creando quello che la stampa francese ha definito «un racconto urbano profondamente umano e poetico». Un melodramma dalle buone intenzioni dove due emarginazioni trovano il loro punto di incontro nei sottofondi gelidi di una Parigi fredda ed egoista.

Il Film

Christine, un’anziana donna senzatetto con un trascorso da ricercatrice, vive da molti anni vagabondando nelle vie di Parigi. Non ha più contatti con la famiglia e gli amici. La sua casa è un vecchio magazzino abbandonato sul lungo Senna, lontana anni luce dalla vita della capitale. In una gelida notte d’inverno arriva nel suo rifugio Suli, un bambino africano di otto anni, immigrato clandestinamente dalla Costa d’Avorio, alla ricerca della madre portata via per essere rimpatriata. I due inizialmente si guardano con sospetto e diffidenza, ma poi impareranno a conoscersi e la loro situazione di emarginati li unirà in un rapporto profondo fino a portarli insieme alla ricerca della madre del bambino. Basato su una storia vera, Sotto le stelle di Parigi, racconta l’unione di due mondi ghettizzati nella Parigi di oggi. Due persone sole che legheranno le loro vite in una relazione di solidarietà e amore che rischiara il buio della loro esistenza.

Per riflettere dopo aver visto il film

Sotto le stelle di Parigi è una storia dall’intensità di una fiaba, con una struttura didascalica che mette in risalto la bellezza dell’incontro e della capacità di comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva di un’altra persona. Essenziale nei dialoghi e curato nei dettagli, il film riesce a coinvolge lo spettatore conducendolo attraverso il percorso narrativo caratterizzato da sentimenti di amicizia e compassione. Christine, vecchia e malandata, trascina lungo la Senna la sua vita e i suoi poveri averi in due grosse buste di plastica. Quando incontra Suli si prende cura di lui, lo guida per le strade della città in cerca della madre. Peregrinando insieme nel buio della notte, i due arrivano a conoscersi meglio. Legati dalla stessa situazione di reietti, si sorreggono a vicenda sotto il cielo di una metropoli che si mostra insensibile alle sofferenze degli ultimi. Il regista Claus Drexel, mettendo a fuoco la scoperta di una umanità abbandonata, ha girato Sotto le stelle di Parigi con «un profondo attaccamento per queste persone che troppo spesso vengono rappresentate con un’immagine sciatta. Volevo coltivare la loro bellezza, la loro sensibilità e la loro poesia».

Una possibile lettura

Sotto le stelle di Parigi, sobrio e delicato, si snoda facendo emergere la vita di una donna clochard e un bambino migrante in cui l’indigenza e la ghettizzazione hanno eliminato ogni attitudine al rapporto con il prossimo. Nel film si misurano due emarginazioni che trovano il loro punto di incontro in un percorso di avvicinamento nei sottofondi gelidi di una Parigi fredda e egoista. Persone diverse ma nello stesso tempo disposte a incontrarsi e svelare la propria vita in un rapporto carico di affetto. Nella storia di questo film l’universo nascosto dei senzatetto è raffigurato con sobrietà, concretezza e bellezza, virtù raramente avvicinate alla vita dei rifiutati di strada. La stampa francese ha definito Sotto le stelle di Parigi «un racconto urbano profondamente umano e poetico». Il tema dell’emarginazione è al centro del percorso narrativo dove una donna, che ha perso ogni cosa, beni e affetti, ritrova un alter ego che le regala un cammino di rinascita. Dopo il primo momento di smarrimento, Christine ritrova interesse e calore nell’accarezzare un bambino, nel canto della ninna nanna, nello spartire il calore di una coperta per la notte. E questa coperta, divisa in due, diventa il simbolo di una umanità rinata.

Titolo Originale: Sous les Étoiles de Paris
Genere: Drammatico
Regia: Claus Drexel
Interpreti: Catherine Frot (Christine), Mahamadou Yaffa (Suli), Jean-Hemri Compère (Patrick), Richna Louvet (Mama), Raphaël Thiéry (Operaio), Farida Rahouadj (Dottoressa)
Nazionalità: Francia
Distribuzione: Officine UBU
Anno di uscita: 2021
Soggetto e Sceneggiatura: Claus Drexel, Olivier Brunhes
Fotografia: Philippe Guilbert
Musica: Valentin Hadjadj (Girl, Lukas Dhont)
Montaggio: Anne Souriau
Durata: 87’
Produzione: Didar Domehri (Maneki Films), Etienne Comar (Arches Films)
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile, poetico, Adatto per dibattiti
Tematiche: Amore-Sentimenti, Emigrazione, Povertà-Emarginazione, Rapporto tra culture, Razzismo, Solidarietà
Note:
- Realizzato con la partecipazione di: Canal+, Ciné+, Wallimage, Voo e Be Tv; con il supporto di la Région île-de-France, Taxschelter.Be & Ing.
- Il film ha ricevuto il patrocinio della Comunità di Sant’Egidio, Opera San Francesco per i Poveri e dell’Associazione City Angels.


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