Rendimento di grazie al Padre

La Messa: una mistagogia in atto / 5

Continua il cammino di approfondimento della Messa. La preghiera eucaristica è il cuore della celebrazione. La struttura di questa preghiera ha origini molto antiche. Il modo in cui la Chiesa si rivolge a Dio in preghiera ricorda il modo in cui già il popolo d'Israele si rivolgeva a lui, come dimostrano alcune preghiere riportate nelle pagine dell'Antico Testamento.

Dopo aver presentato all'altare i doni del pane e del vino, e l'acqua per il sacrificio eucaristico, colui che presiede recita l'orazione sulle offerte e, quindi, introduce la «Preghiera eucaristica». Lo ricordava anche san Giustino nella sua seconda «Apologia» (165 ca. d. C.): «Si porta pane e vino, e dell'acqua, e colui che presiede innalza, in pari tempo, suppliche e azioni di grazie quanta è la sua forza; il popolo approva per acclamazione dicendo: Amen».
Anche se lui, per un suo stile letterario, anticipa le suppliche alle azioni di grazie, la preghiera eucaristica procede, invece, dall'azione di grazie alla supplica.


La preghiera eucaristica

Siamo al cuore della celebrazione eucaristica. La comunità radunata attorno all'altare eleva a Dio Padre un discorso orante attraverso il ministro che presiede. La struttura di questa preghiera ha origini molto antiche. Il modo in cui la Chiesa si rivolge a Dio in preghiera ricorda il modo in cui già il popolo d'Israele si rivolgeva a lui, come dimostrano alcune preghiere riportate nelle pagine dell'Antico Testamento.
Anche Gesù ha fatto suo questo modo di pregare il Padre e lo ha trasmesso a noi. La preghiera eucaristica è composta di due grandi parti – le distinguiamo solo per motivi didattici e di comprensione – che sono strettamente congiunte da formare un'unica solenne preghiera. Al suo interno c'è il racconto della istituzione del l'Euca ristia da parte di Gesù durante l'Ultima Cena.

  • La prima parte si apre con un dialogo iniziale e il Prefazio, ed è caratterizzata dalla memoria, dal rendimento di grazie e dalla lode;
  • la seconda dalla supplica e intercessione. Questa volta ci soffermiamo soprattutto sulla prima parte.

Il dialogo iniziale e il prefazioRendimento di grazie al Padre, di s. Aiolfi

Colui che presiede, prima di iniziare a parlare a Dio, si rivolge a tutti i presenti, invitandoli a unirsi a lui nella preghiera, con parole molto chiare e ricche di significato. Dopo aver rivolto il saluto: «Il Signore sia con voi», a tutti dice: «In alto i nostri cuori». L'invito a elevare i cuori è molto forte e la sua importanza è rafforzata dalla risposta di tutta l'assemblea: «Sono rivolti al Signore».
Siamo invitati ad allontanare da noi ogni preoccupazione, distrazione o altri pensieri per le cose terrene. In questo momento importante della celebrazione dobbiamo orientare il cuore, cioè tutto noi stessi, verso l'alto, verso Dio. E tutti, dicendo di essere già rivolti verso il Signore, rassicurano il sacerdote affinché proceda con la preghiera a nome di tutti. Egli prosegue dicendo: «Rendiamo grazie al Signore nostro Dio». Tutti rispondono: «È cosa buona e giusta!». Sì, è proprio giusto, buono e bello lodare il Padre, ricordando quanto di meraviglioso ha fatto e fa per noi. L'ultima risposta dà l'avvio alla preghiera. Il sacerdote riprende proprio le ultime parole dette dall'assemblea e inizia a rivolgersi al Padre, rimarcando che è veramente cosa buona e giusta rendere grazie: «È nostro dovere ed è per noi fonte di salvezza...».

Rendere grazie è molto di più del semplice ringraziare, significa confessare, cioè riconoscere l'amore infinito di Dio, che supera il nostro peccato e, per questo, lodarlo. La stessa parola eucaristia, che viene dal greco, significa rendere grazie. Come già ricordato all'inizio del nostro percorso, nell'Eucaristia e, in particolare nella Preghiera eucaristica, noi confessiamo, riconosciamo la grandezza di Dio e la nostra piccolezza, la forza del suo amore e la debolezza della nostra umanità. Così si dovrebbe connotare sempre la nostra preghiera e tutta la nostra vita: davanti all'amore gratuito e infinito del Padre cantiamo la gratitudine e impariamo ad amare nel suo stesso modo.

Il Prefazio apre questa grande preghiera, innalzata attraverso la voce del sacerdote che presiede, ricordando a Dio quanto ha già fatto per il suo popolo.
Celebrando il suo amore di Padre, che culmina nel sacrificio di Cristo Gesù, nato, morto e risorto per noi, si giunge a cantare Dio per la sua Santità.


Il canto del Santo

Questa acclamazione, che è parte della grande preghiera, riprende due testi biblici: il canto dei Serafini rivolto a Dio, tre volte Santo (cfr. Is 6,3), e quello dei Cherubini che acclamano al Benedetto (cfr. Ez 3,12). Gli angeli, e con loro i santi, riconoscono la grandezza e la santità di Dio, e cantano a lui.
In questo momento della celebrazione eucaristica la preghiera ci invita a unire alle loro voci le nostre, come fossimo un unico coro e una sola assemblea, creando una comunione che supera il tempo e la distanza.

ATTIVITÀ

1. Gli occhi fissi all'altare e i cuori rivolti al Padre.

È molto bello e importante seguire la Preghiera eucaristica, dall'inizio alla fine, con grande attenzione, senza distrazioni e senza concentrarsi solo su una parte di essa, pensando che il resto sia una preghiera del sacerdote che non riguarda tutti noi. In piedi, gli occhi e gli orecchi di tutti rivolti all'altare, dobbiamo sentirci rappresentati dal sacerdote che, per noi e a nome nostro, si rivolge a Dio Padre. Le risposte che diamo all'invito di chi presiede devono esprimere l'attenzione dei nostri cuori e il desiderio di tutti di rivolgerci al Padre.

2. Canto del Santo - tutti insieme

Non deve mai mancare questo canto nelle nostre celebrazioni. Anche i più piccoli, non meno degli adulti, devono essere aiutati a gustare la bellezza della comunione che questo canto realizza.
È davvero bello cantare la santità di Dio, nonostante la nostra piccolezza e fragilità; cantiamo, sentendoci uniti a coloro che ci hanno preceduto nel cammino della vita e nella testimonianza della fede, che ora sono forti per la comunione con il loro e il nostro Signore.
In queste domeniche sarà importante aiutare i bambini e i ragazzi a entrare in questa grande preghiera con tutta l'attenzione necessaria, e a cantare con gioia, senza nessuna esitazione, il canto del Santo, che apre alla parte successiva della Preghiera eucaristica.

Il testo di Mario Castellano è tratto da:

Catechisti parrocchiali 5 - febbraio 2020, Paoline

Catechisti parrocchiali n. 5
Febbraio 2019

Il percorso mistagogico sulla «Preghiera eucaristica», ci apre a un cuore riconoscente a Dio e agli altri, mentre siamo introdotti nella Quaresima al ritmo di una caccia al Tesoro, che è Gesù Eucaristia. Le altre rubriche focalizzano: social; narrazione; discepolato dei ragazzi disabili; festa di carnevale. Dossier è su: #noalbullismo.

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