Yes day

Cineforum

Stanchi di dover dire sempre "no" a figli e colleghi, Allison e Carlos decidono di concedere ai loro tre bambini il "giorno dei sì", in cui saranno i più piccoli a dettare le regole per 24 ore. Queste vicende porteranno inaspettatamente la famiglia a vivere un'avventura mozzafiato a Los Angeles che li farà riavvicinare più che mai.

Il film

Yes Day, un film diretto da Miguel Arteta, si basa sull'omonimo romanzo di Amy Krouse Rosenthal e Tom Lichtenheld. Un best seller per ragazzi dal racconto semplice e accattivante. È la storia di Allison e Carlos Torres, una coppia sulla quarantina con tre figli, che impostano il loro rapporto genitoriale sulle proibizioni creando un legame insofferente con i ragazzi. Un consiglio del consulente scolastico li persuade a cambiare tattica e concedere ai loro figli la famosa giornata del sì, ovvero Yes Day, il giorno in cui tutto è possibile e dove saranno i più piccoli a stabilire le norme del vivere comune. Inizia così per la famiglia Torres un cammino liberatorio che porta tutti i componenti a riscoprire i valori trascurati. La monotonia della vita quotidiana lascia il posto al piacere di vivere insieme, senza cellulari, computer e iPad. Ne scaturiscono avventure esilaranti che portano la famiglia a vivere momenti emozionanti. Alla fine della giornata però, tutti arrivano alla conclusione che nella vita è sempre meglio dire qualche no.

Per riflettere dopo aver visto il film

Yes Day è strutturato in cinque parti che coincidono con le cinque petizioni presentate dai ragazzi di casa Torres. Una commedia dal ritmo vivace e coinvolgente che ben si propone a un pubblico di spettatori allargato. Presenta una domanda: cosa accadrebbe se, anche solo per un giorno, fossero i genitori a ubbidire ai figli? Tutti ci possiamo riconoscere in Carlos e Allison, che da giovani innamorati hanno condiviso avventure, viaggi e stravaganze varie, cercando sempre nuove esperienze ma, una volta diventati adulti e genitori, si sono ristretti nel mondo del "Non si può fare", assumendo atteggiamenti iperprotettivi. Per rompere la monotonia della severità e delle restrizioni decidono di concedere ai figli l'opportunità di fare tutto quello che vogliono lasciandoli senza veti per un giorno. Con l'Yes Day ogni loro desiderio sarà appagato. A noi viene da chiederci che cosa succederebbe in una famiglia se i due genitori concedessero ai loro figli un giorno intero senza divieti... Il regista Miguel Arteta così ha dichiarato «Quello che ho imparato è che lo Yes Day non è una stravaganza, ma un insieme di piccole cose per riportare l'attenzione totale su chi hai di fronte. Penso che sarebbe una bella idea anche da sperimentare nella coppia, a me ha commosso molto metterla in scena nel film».

Una possibile lettura

Yes Day si propone come una proposta educativa che favorisce confronti sereni sul ruolo dei genitori e il loro rapporto con i figli. Una proposta cinematografica che prima denuncia la severità genitoriale e poi manifesta l'importanza di dire anche dei "no" coltivando il valore di una giornata passata insieme per ritrovarsi regalandosi un tempo esclusivo. Un canto alla convivenza, alla bellezza dei momenti condivisi in una sfera sempre più difficile da ritrovare in famiglia: il gioco. Nel cuore della narrazione scopriamo temi molto importanti come la comunicazione, l'affetto e la tenerezza, la tolleranza tra genitori e figli, il bisogno di divertirsi. In una interminabile e allegra giornata di divertimento, i genitori ritorneranno bambini confrontandosi con i problemi mai affrontati. Contemporaneamente, i figli svilupperanno una presa di coscienza maggiore imparando a seguire le norme e viverle non come restrizioni ma come suggerimenti di cui far frutto. Yes Day ci porta a ricordare l'importanza di pensare con obiettività senza sentirsi obbligati a dire dei "sì", imparando però a farlo. Solo così in tutti gli ambiti di vita, si riuscirà a creare un habitat equilibrato, più spontaneo e meno contaminato dalla soffocante intransigenza della vita moderna.

Genere: Commedia
Regia: Miguel Arteta
Interpreti: Jennifer Garner (Allison Torres), Edgar Ramirez (Carlos Torres), Jenna Ortega, (Katie Torres), Julian Lerner (Nando Torres), Everly Carganilla (Ellie Torres)
Nazionalità: Stati Uniti
Distribuzione: Netflix
Anno di uscita: 2021
Soggetto: Basato sul romanzo di Amy Krouse Rosenthal e di Tom Lichtenheld
Sceneggiatura: Justin Malen
Fotografia: Terry Stacey
Musica: Michael Andrews
Montaggio: Jay Deuby
Durata: 86'
Produzione: Jennifer Garner, Lawrence Grey, Ben Everard, Daniel Rappaport, Nicole King, Adam Marshall, Mark Moran. Casa di produzione: Grey Matter Productions, Entertainment 360, Netflix
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile, Semplice, Adatto per dibattiti
Tematiche: Amicizia, Bambini, Dialogo, Donna, Educazione, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Lavoro, Mass-media, Matrimonio - coppia, Scuola, Solidarietà
Note:
-Tratto dal libro omonimo di Amy Krouse Rosenthal e Tom Lichtenheld


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