Pensato per bambini dai 3 anni, il nuovo libro illustrato di Ilaria Orzali, "Francesco d'Assisi", racconta in modo semplice e accessibile la vita di San Francesco d’Assisi. Attraverso testi brevi in stampatello maiuscolo e illustrazioni dal tratto essenziale, il volume si propone come uno strumento educativo e spirituale, ideale per la lettura condivisa tra adulti e bambini. In occasione dell’ottavo centenario della morte del Santo, l’opera mette al centro il valore della lettura come momento di relazione, aiutando i più piccoli a conoscere la sua storia e a scoprirne il messaggio di semplicità, pace e fraternità.
Ilaria Orzali disegna libri, tiene laboratori e corsi di disegno per i più piccoli. Al tempo stesso, per i più grandi, conduce un gruppo di disegno condiviso (da lei fondato) e, per diversi enti e associazioni, crea contenuti social, illustrazioni e grafiche.
Dopo aver pubblicato per Paoline, nel 2024, una serie di libri illustrati di preghierine (Padre nostro, Ave Maria, Angelo di Dio, Buonanotte Madonnina mia), torna ora in libreria con un nuovo lavoro, di cui ancora una volta è autrice di testi e illustrazioni: Francesco d’Assisi.
Il libro, destinato ai bambini dai 3 anni in su, racconta la storia di san Francesco d’Assisi, di cui ricorre quest’anno l’ottavo centenario della morte, con un linguaggio semplice e un testo breve, in stampatello maiuscolo (e uso di font ad alta leggibilità).
Caratteristica importante del libro sono le illustrazioni dal tratto molto semplice ed essenziale. Come ha avuto modo di scrivere in un articolo la stessa Autrice, «la lettura in età prescolare ha una caratteristica che, con l'avanzare dell'età del lettore, si fa meno immediata: la possibilità di creazione di legami relazionali. In questa epoca un libro è uno strumento utile a unire le generazioni, sia nell'ambito della famiglia sia in quello comunitario. Un libro in età prescolare diventa uno spazio comune in cui si generano narrazioni di memoria condivisa, grazie all'esperienza comune del linguaggio universale del segno che unisce grandi e piccoli».
Fattore, questo, che assume un significato ancora più profondo quando si entra nella sfera della spiritualità e, come nel caso della figura di San Francesco, di un’importante testimonianza spirituale e umana. «In questi casi – continua la Orzali - la forza di un segno sintetico è nel riuscire a sprigionare il suo potenziale fortemente evocativo, requisito essenziale per provare a trattenere in una pagina qualcosa di più grande».