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LOGGARE: Entrare dentro Le 10 parole della comunicazione /2

Pubblicato in Paoline e Giovani
Scritto da 
20 Mar 2017

L'accesso ad aree riservate di un sito richiede il riconoscimento personale attraverso l'inserimento delle proprie credenziali, cioè un nome utente seguito da una password. Questa procedura di identificazione, paragonabile a quanto avviene in dogana, è chiamata login.

Le 10 parole 1

1. La parola alla parola

Apriamo l'enciclopedia Treccani e rispolveriamo l'etimologia dell'espressione loggare: è un verbo intransitivo che deriva dal verbo inglese (to) log ossia «registrare sul giornale di bordo (di una nave)»; «iscriversi». Nel linguaggio dell'informatica si usa fare il login e dire: «mi sono loggato al sito che mi hai indicato».

Loggare significa fare la scelta di immettere, nella piattaforma digitale di un qualsiasi sito web, i propri dati che consentono di essere identificati, di far parte di una banca digitale e di una comunità virtuale che permette di usufruire delle offerte e dei contenuti on line. Il sistema, chiede per registrarsi un "entra", "entry" o "accedi" immettendo user e password. Spesso i siti commerciali (e-commerce) offrono la possibilità di loggarsi tramite user - ossia il nome dell'utente - e password di Facebook, Twitter o Google.


Le 10 parole22. La parola della rete 

Fare il login con un profilo social (social login), benché ha dato modo di facilitare l'accesso ai siti, ha incrementato l'uso commerciale dei propri dati. Tutte le aziende web costruiscono un Social CRM, Customer Relationship Management, che tradotto significa gestire in modo efficace i rapporti con i propri clienti, valutando e analizzando i propri visitatori, potenziali clienti e personalizzando per loro l'esperienza di consumo dei propri beni. Basta memorizzare i propri dati di registrazione in un qualsiasi sito per comprare qualunque cosa o per cercare un ristorante, un volo che, le volte successive al nostro primo accesso, ci vengono proposti una serie di prodotti affini alla nostra ricerca precedente, una proposta di offerte personalizzate...

Il cosiddetto ID, l'identificativo dell'utente, permette non solo di avere un accesso facilitato a dati e contenuti web, ma lascia anche la propria tracciabilità e la possibile manipolazione dei propri dati, anzi, persino il furto della propria identità. Il trashing (detto anche information diving) è la pratica, da parte dei truffatori on line, per accedere a informazioni riservate attraverso la ricerca accurata dei "rifiuti", ossia delle minime tracce lasciate dalla vittima, per esempio resoconti, scontrini, bollette, e-mail, pagamenti con la propria carta di credito. Purtroppo la truffa in rete è un reato sempre più diffuso e non esistono ancora delle vere e proprie norme europee o internazionali che tutelano le vittime.


Le 10 parole 343. La parola e la vita

Secondo il report Gigya sullo stato della privacy nel 2015, l'88% dei consumatori statunitensi si è loggato almeno in un sito utilizzando un proprio profilo social. Non si tratta solamente dei cosiddetti Millennials, la generazione di utenti, denominata anche Generazione Y, generazione iperconnessa, nati tra il 1980 ed il 2000, i quali attualmente si trovano nella fascia d'età 15-35 anni, ma anche degli utenti della fascia d'età over 55. Nella vita reale l'opportunità del login ha accelerato e facilitato i processi di accesso on line; ha dato e offerto la possibilità di essere subito riconosciuti, identificati e usufruire di proposte e servizi, chat e comunità virtuali. Ciò significa anche esporsi e decidere di essere se stessi, di non nascondersi dietro false identità e di metterci la "faccia", dietro alla propria registrazione.


paoline pgv dieci parole icone24. Una Parola di vita

Rileggendo la bellissima pagina del Vangelo di Giovanni al capitolo 4, l'incontro di Gesù con la Samaritana, mi è venuto quasi spontaneo leggerla con l'ottica del loggare!

Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevano sentito dire: Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni – sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i suoi discepoli –, lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. Doveva perciò attraversare la Samaria.

Gesù decide di andar fuori dal suo territorio, va in Giudea, verso Gerusalemme, passa attraverso un territorio estraneo alle relazioni politico religiose dei Giudei. Entra in una comunità nuova e lo fa soffermandosi presso un pozzo.

Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.

Il pozzo rappresenta l'opportunità di trovare "connessioni" tra la storia del Messia e la storia dell'attesa messianica dei Samaritani. Rappresenta il luogo ove poter mettere a confronto le identità autentiche di Dio stesso e dei destinatari della salvezza di cui Gesù è la pienezza e la manifestazione.
In un gioco di ID, di identificazione, si può avere accesso a una nuova immagine di Dio stesso che viene rivelata alla donna di Samaria e in seguito a tutta la comunità.

Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

Entrare in rapporto con altri, in una comunità virtuale, è anche saper essere onesti, rispettosi, non sentirsi autorizzati a strumentalizzare persone e fatti per il proprio tornaconto e per fare anche del male. Significa dialogare e ascoltare, confrontarsi e costruire qualcosa a partire dalla diversità considerata spesso, purtroppo, come un'impossibilità dialogica ed esistenziale!
Gesù spiazza il pregiudizio della Samaritana:

Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».

Come possiamo dire di conoscere l'altro al punto di giudicarlo o ghettizzarlo? Intanto Gesù le rivela qualcosa di così profondo che la Samaritana rimane senza parole e senza più difese; comincia a dubitare della sua idea di Dio e dell'attesa del Messia da parte della sua gente. Si lascia affascinare dal Messia reale che parla con lei e che le chiede dell'acqua!

Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo». In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

La comunità intera decide di loggarsi intorno al Messia, a Gesù Figlio di Dio, e a sentirsi inclusa nel dono della Salvezza, nella storia di Salvezza di cui anche i Samaritani sono destinatari e protagonisti.
In sintesi loggarsi in un sito significa voler attingere a qualcosa che riteniamo un bene e che può fare del bene, richiede attenzione e anche consapevolezza delle proprie azioni!

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Teresa Beltrano

Figlia di San Paolo, ha conseguito il Magistero in Scienze Religiose e diploma in Comunicazione Sociale alla Pontificia Università Gregoriana. È Giornalista pubblicista. Svolge attività in libreria e si occupa di formazione anche attraverso il cinema.

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