Le donne che fecero la Costituzione

Ventuno - Nuova Edizione

Il 2 giugno 1946 segna una svolta nella storia italiana: per la prima volta quasi 13 milioni di donne votano e ventuno di loro entrano nell’Assemblea Costituente, contribuendo alla nascita della Costituzione. Il libro “Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione” racconta le storie, le battaglie e l’eredità delle Madri Costituenti, spesso dimenticate dalla memoria collettiva. Dopo numerose ristampe, il libro esce in una nuova edizione arricchita dalla postfazione dell’ex partigiana Luciana Romoli (“Nonna Luce”) - con tanto di video-intervista - e da un racconto delle oltre cento presentazioni che hanno portato il libro, e i suoi due autori, nelle scuole di ogni ordine e grado di tutta Italia, per ricordare che la Costituzione vive solo se cittadini e cittadine continuano a difenderla ogni giorno.

«Stringiamo le schede come biglietti d’amore…». Con queste parole la giornalista Anna Garofalo descrisse l’emozione provata da lei e da quasi 13 milioni di donne che il 2 giugno 1946, per la prima volta nella storia italiana, parteciparono a una consultazione politica nazionale come elettrici.

Il diritto di voto (elettorato attivo) era stato stabilito più di un anno prima, a guerra ancora in corso, attraverso il Decreto Legislativo Luogotenenziale 1° febbraio 1945, n. 23. Un traguardo sofferto, importante, ma non sufficiente. Con la conclusione del conflitto mondiale, i movimenti femminili protestarono e si adoperarono attivamente per ottenere, oltre al diritto di voto, anche quello di essere elette (elettorato passivo). Un risultato che ottennero qualche mese dopo, con il Decreto Legislativo Luogotenenziale 10 marzo 1946, n. 74.

Il decreto fu emanato pochi giorni prima delle elezioni amministrative di marzo-aprile e della storica data del 2 giugno. Quel giorno, per la prima volta, dalle urne uscirono ventuno nomi di donne, che avrebbero fatto parte dell’Assemblea Costituente: Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico Spano, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella Molinari, Rita Montagnana Togliatti, Maria Nicotra Verzotto, Teresa Noce Longo, Ottavia Penna Buscemi, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio.

Ventuno. Le donne che fecero la Costituzione, pubblicato per la prima volta nel 2022 e ora riproposto in una nuova edizione, è un libro che racconta in prima persona la storia e le battaglie delle nostre Madri Costituenti. Raccontarle ai ragazzi, e non solo, è importante innanzitutto perché quei ventuno nomi sono stati dimenticati, per troppi decenni. Ancora oggi, in quasi tutti i libri di storia, quando si parla di chi ha scritto la nostra Costituzione, si usa l’espressione Padri Costituenti. Espressione alta, ma decisamente incompleta, perché volontariamente o involontariamente “nasconde” la presenza e il valore delle Madri Costituenti. C’è dunque un enorme debito di memoria da saldare.
Ma non solo. È importante ricordare, oltre ai loro nomi, anche il contributo fondamentale che hanno avuto, pur essendo solo il 3,8% di tutta l’Assemblea Costituente, nell’elaborazione della Costituzione così com’è stata promulgata. Basti pensare semplicemente all’articolo 3, quello che ratifica la pari dignità di tutte e tutti, senza alcuna distinzione. Un articolo elaborato in modo esemplare, proprio grazie all’impegno e all’insistenza delle ventuno – in primis di Teresa Mattei – che non volevano che fosse ridotto a una generica e debole esposizione di principio.

E, ancora, con la loro stessa esistenza, con le battaglie combattute, prima, durante e dopo i lavori dell’Assemblea, le Madri Costituenti ci testimoniano e ricordano che la Costituzione va vissuta, altrimenti rimane carta straccia. Esattamente come ricordò uno dei grandi Padri Costituenti, Piero Calamandrei, durante un discorso agli studenti milanesi nel 1955: «La Costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità».

Ecco perché il viaggio di Ventuno continua, con una nuova edizione, arricchita da una postfazione di Nonna Luce (l’ex partigiana Luciana Romoli), con tanto di video-intervista, da un racconto sulle tante presentazioni fatte dai due autori (più di 100) in questi tre anni e dall’uso di un font ad alta leggibilità.

Attraverso il racconto delle ventuno Madri Costituenti vogliamo invitare chi ci legge e ci ascolta a rimanere vigili, ad avere spirito critico, a non rassegnarsi mai.

Leggi un estratto del libro


»»» Guarda su YouTube l'intervista ai due autori: Romano Cappelletto, Angela Iantosca - Ventuno.


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