Il sonno

Simboli biblici

Il riferimento al sonno attraversa tante pagine della Bibbia. Descrive l'esperienza umana di riposo che ritempra dalle fatiche. Nella Bibbia, talvolta, il sonno procura il sogno e si fa via privilegiata per conoscere le indicazioni di Dio.

Il sonno è simbolo di stanchezza mortale, è esperienza che anticipa la morte, segno di indifferenza, irresponsabilità, paura che conduce alla fuga dalla realtà. Dio sveglia il giovane Samuele che, nel cuore della notte, dormiva profondamente, per renderlo profeta (1Sam 3,11-12): gli farà comunicare la decisione di eliminare il peccato che affliggeva la casa del sacerdote Eli e del popolo d'Israele.

Con il simbolo del sonno, il credente esprime la sua esperienza di Dio sia di sicurezza che di lontananza. Diversamente dagli dei pagani, il Dio d'Israele non cade nel sonno. Essendo vita in pienezza è sempre sveglio, non si affatica né si stanca. Il Salmo 120 (121) ricorda che Dio protegge i suoi fedeli di giorno e di notte. Il profeta Elia ironizza contro i profeti di Baal che hanno bisogno di dormire: «Gridate a gran voce .... È occupato, è in affari o è in viaggio; forse dorme, ma si sveglierà» (1 Re 18,27). La fiducia in Dio, portatrice di pace e sicurezza, annulla ogni paura, compresa quella della morte significata dal sonno: «In pace mi corico e subito mi addormento, perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare» (Sal 4,9). Quando la sofferenza è sentita come insuperabile, il credente la esprime a Dio con l'immagine del sonno: «Svegliati, perché dormi, Signore?» (cfr. Sal 44,24). «Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi...» (cfr. Is 51,9).

Il sonno come fuga dalla realtà, creduta ingiusta e assurda, caratterizza il profeta Giona, che per fuggire da Dio si nasconde nell'angolo più remoto di una nave, cadendo in un sonno profondo, che lo estranea dalla realtà e dal pericolo mortale provocato dalla tempesta (cfr. Gio 1, 4). Anche Gesù, ricorda Marco, preso dalla stanchezza si mise a dormire mentre la barca era sbattuta dalle onde. L'invocazione dei discepoli «Non t'importa che moriamo?» riecheggia il grido dei marinai a Giona: «Che fai dormi?», ma mentre Giona dorme, nascosto alla vista di tutti, per fuggire da Dio, Gesù dorme alla vista di tutti, per essersi dedicato alla predicazione e svegliatosi calma il mare e li salva.

Il sonno, simbolo di stanchezza fisica e morale, rende incapaci di vigilanza che si fa attesa, dono e compagnia. Ne fanno esperienza le vergini sagge che per la stanchezza dell'attesa si assopirono e i discepoli che durante l'agonia di Gesù, dormono per la tristezza (cfr. Mt 25, 5; Lc 22,45; Mc 14,37; Mt 26,40). Nell'evento della trasfigurazione di Gesù «Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno» (cfr. Lc 9,31). Il sonno che li opprimeva anticipa quello del Getsemani che sarà vinto dalla gloria pasquale.

 

Da sapere

  • Per l'apostolo Paolo, il sonno morale caratterizza la vita di coloro che non conoscono Gesù. Ai cristiani ricorda, invece, che è «ormai tempo di svegliarvi dal sonno» (Rom 13,11) perché il cristiano è "persona sveglia" per identità spirituale, e in forza del battesimo è "figlio del giorno", vigilante come una sentinella (cfr. 1Ts 5,6-8). Se il sonno viene ad appesantire il loro cuore, la parola di Dio li invita: «Svégliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo ti illuminerà» (Ef 5,15).

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