L'incenso

Simboli biblici

Il termine "incenso" nella Bibbia ricorre circa 120 volte. Nel NT è meno frequente e si trova in contesti di preghiera e culto (Mt 2,11; Lc 1,9.10;11; Ap 8,3.5 18,13). Il simbolismo dell'incenso, anche in ambito pagano, è collegato al rapporto alla divinità e ai riti sacri.

Nella Bibbia, Dio stesso ordinò a Mosè di costruire un altare speciale riservato all'incenso per il culto divino (cfr. Es 30,1-10). Nel culto ebraico, l'incenso veniva bruciato ogni mattina e ogni sera come sacrificio di lode (Es 30,7-8). Il profumo d'incenso simboleggia la preghiera del credente che, come il fumo, sale verso il cielo ritenuto il luogo dove Dio abita: «La mia preghiera stia davanti a te come incenso, le mie mani alzate come sacrificio della sera» (Sal 141,2). Giuditta, immagine perfetta della vera credente, prima di tagliare la testa ad Oloferne, personificazione simbolica del male, invocò l'aiuto del Signore «nell'ora in cui nel tempio di Dio a Gerusalemme veniva offerto l'incenso della sera» (Giud 9,1).

L'incenso si usava anche per i riti di espiazione: a Gerusalemme, nella ricorrenza annuale dell'Espiazione (Yom Kippur), il sommo sacerdote, dopo aver oltrepassato il velo del tempio, entrava con l'incensiere nel Santo dei Santi per bruciarvi «due manciate d'incenso aromatico fine... e la nube d'incenso coprirà il propiziatorio che sta sulla Testimonianza affinché non muoia» (cfr. Lv 16,12-13). Il profumo d'incenso che dal «fumo sale verso il cielo» nella Scrittura è interpretato come segno del «sacrificio gradito a Dio» e aggiunto all'olio era versato sull'offerta di fior di farina (cfr. Lv 2,1-2.5). Uno dei peccati fondamentali del popolo d'Israele è il peccato d'idolatria che consisteva nel bruciare incenso alle divinità pagane: «Sulle terrazze si offriva incenso a Baal e si facevano libagioni agli altri dèi per provocarmi» (Ger 32, 29; cfr. Ger 11,12;18,15; 44,2-3). La stessa denuncia profetica è frequente nei libri storici, in particolare nei libri dei Re e delle Cronache, che accusano i re d'Israele di idolatria, peccato che contagiava anche il popolo: «Egli bruciò incenso nella valle di Ben-Innòm.... Sacrificava e bruciava incenso sulle alture, sui colli e sotto ogni albero verde (2 Cr 8,3-4; cfr. 1 Re 12,13; 2Re 12,4).

Nei libri sapienziali, il profumo dell'incenso allieta il cuore (Pr 27,9) e l'incenso è uno dei sette pro-fumi che descrivono la Sapienza (Sir 24,15). Coloro che, avendo partecipato al culto, venivano in-censati - dovevano, con il loro comportamento saggio e la lode a Dio, effondere il profumo ricevuto: «Come incenso spargete buon profumo» (Sir 39, 14).

Nel vangelo di Luca, il sacerdote Zaccaria riceve l'annuncio della nascita del Battista quando gli toccò - occasione rara o unica della sua vita - di entrare nel tempio del Signore per fare l'offerta dell'incenso (cfr. Lc 1,9-11). Nel libro dell'Apocalisse, i profumi, tra cui l'incenso, sono offerti e Dio con le preghiere dei santi (Ap 8,2-5) e, infine, si annuncia che Dio farà scomparire i profumi offerti a Babilonia, simbolo del potere mondano che si oppone a Dio e sconvolge la storia.

Da sapere

Il profeta Isaia (60,6) annuncia che «tutti verranno da Saba, portando oro e incenso». Matteo vede che questa profezia si compie nei doni offerti dai Magi a Gesù bambino (2,11). L'incenso esprime la venerazione e l'adorazione dei popoli lontani, cercatori di Dio, nei confronti di Gesù, riconosciuto Signore.

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Levitico
Nuova versione, introduzione e commento

Come trattazione sul culto, il Levitico mette a fuoco in particolare i sacrifici (1-7; in 8-10 si parla della consacrazione di Aronne, preposto al culto a Dio), le norme di purità (11-15) e il codice di santità (17-26).

 

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