La danza

Simboli biblici

La danza, presente soprattutto nell’AT, esprime, la relazione con Dio, come in una liturgia dove parole, musica e gesti simbolici si fondono nella dimensione corporea (cfr. Sal 35,9-10).

La danza è testimoniata in diverse epoche bibliche e assume forme differenti a seconda delle situazioni personali o collettive. Si danza per pregare, esultare, celebrare la vittoria sui nemici o sulla morte. Non sappiamo come le danze si svolgessero ma i vari verbi che la indicano alludono alla celebrazione di una festa che si svolge con salti di gioia o in forma di cerchio o girotondo, la cui circolarità è simbolo di appartenenza a un popolo ma pure della vita che, come un cerchio, non ha inizio né fine e richiama la trascendenza e l’immortalità. Diversi salmi invitano a pregare danzando (Sal 87,7; 149,3; 150,4) o esprimono la gioia della salvezza nell’immagine di una gioiosa danza (Sal 30,2).

La prima danza citata nella Bibbia è quella di Miriam, sorella di Mosè che celebrò la liberazione dall’Egitto guidando la danza delle donne fra i canti e il suono dei timpani (Es 15,20). I vincitori erano accolti e riveriti con danze (Gdc 11,34). Le donne, a Giuditta che aveva eliminato Oloferne, dedicano una danza, «eseguirono tra loro una danza in onore di lei» (Gdt 15,12), ed ella stessa «mettendosi al capo del popolo, guidò la danza di tutte le donne» (Gdt 15,13). Molto nota è la danza del re Davide che festeggia il ritorno a Gerusalemme dell’Arca con movimenti gioiosi, impegnando nel movimento ritmico della danza tutto il suo corpo (2 Sam 6,5. 14-15). A Mikal, figlia di Saul e sua moglie, che vedendolo saltare e danzare dinanzi al Signore lo disprezza in cuor suo, Davide spiega che ha danzato davanti al Signore per ringraziarlo dei benefici ricevuti e per fargli festa (cfr. 2 Sam 6,21).
Danzano con tamburelli, con grida di gioia e con strumenti musicali, le donne per la vittoria di Davide contro Golia (1 Sam 18,6.7). Che la danza fosse simbolo ed espressione di gioia lo si deduce dai profeti, che vedono il ritorno dall’esilio come una danza: «Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi e uscirai fra la danza dei festanti» (Ger 31,4.13)

Nel Nuovo Testamento il ritorno a casa del figliol prodigo è festeggiato con musiche e danze, benché queste rattristino il fratello maggiore (Lc 15,25); Gesù paragona coloro che non hanno accolto il Battista a fanciulli capricciosi ai quali nessuna musica va bene (cfr. Mt 11,17) e, infine, tutti ricordano la danza della figlia di Erodiade che provoca la morte di Giovanni Battista (Mc 6,22a; Mt 14,6).

Da sapere

La Bibbia testimonia anche una danza pagana idolatrica. Il popolo d’Israele cadde in questa liturgia pagana diverse volte, sia quando danzò dinanzi al vitello d’oro (Es 32,19) sia quando onorò Baal con danze (cfr. 1Re 18,26).

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