Le lacrime

Simboli biblici

I riferimenti alle lacrime nella Bibbia sono numerosi e riguardano qualsiasi categoria di persona e situazione di sofferenza. Spesso sono collegate al pianto ma altre volte sono citate da sole quasi a concentrare in una immagine simbolica l’esperienza di dolore immenso che sembra togliere il respiro e dal quale solo Dio libera.

Piangono, con abbondanti lacrime, i re: Davide dinanzi alla morte del figlio Assalonne (2 Sam 19,1); Ezechia che vive una malattia mortale (Is 38,5; cfr. 2 Re 20, 3.5). La regina Ester, grazie alle sue lacrime, impedisce la strage del suo popolo, destinato alla morte (Est 8,3); piange Giobbe che considera le sue lacrime come grandi avvocati presso Dio (Gb 16,20). Le lacrime ricorrenti nel libro dei Salmi esprimono nella preghiera la sofferenza del malato (116,8); la lontananza da Dio vissuta con lacrime amare che sono la bevanda del sofferente: «Di cenere mi nutro come di pane, alla mia bevanda mescolo le lacrime» (Sal 102, 10; 126,5; 42,13), ci sono le lacrime del giusto perseguitato (6,7); di chi soffre dinanzi al male e al peccato (119,136) e anche pane e acqua che nutrono il popolo che invoca salvezza e perdono: «Tu ci nutri con pane di lacrime, ci fai bere lacrime in abbondanza» (Sal 80,6). Dio si lascia intenerire dalle lacrime e nessuna di esse va perduta: «Le mie lacrime nell’otre tuo raccogli; non sono forse scritte nel tuo libro?» (56,9) e trasforma le lacrime in consolazione: «Chi semina nelle lacrime mieterà con giubilo» (126,5), ed egli asciuga le lacrime dal volto dei suoi fedeli (Is 25,8). Le lacrime solcano il volto della vedova (Sir 35,15); esprimono il dolore dinanzi alla morte (Sir 38,16). I nemici sconfitti dal popolo di Dio si sciolgono in lacrime così numerose da inondare le piazze (Is 15,3). La desolazione dinanzi alla distruzione di Gerusalemme fa consumare gli occhi per le tante lacrime ed esse come un torrente in piena dovranno scorrere sul popolo fedele (Lam 2,11.18, cfr. 3,48).

Le lacrime nel Nuovo Testamento testimoniano la gioia di sentirsi perdonati (Lc 7, 38,44). L’apostolo Paolo ricorda la sua sofferenza missionaria ricorrendo all’immagine delle lacrime: ricorda le lacrime di Timoteo (2 Tim 2,4), ha servito il Signore fra le lacrime ed ha evangelizzato con le lacrime (cfr. At 20, 19 .31; 2 Cor 2,4; Fil 3,18). Anche Gesù dinanzi alla morte versò lacrime abbondanti ma per la sua fiducia nel Padre venne liberato dalla paura di morire (Eb 5,7). L’ultimo libro della Bibbia assicura che Dio asciugherà le lacrime da ogni volto (Ap 7,17; 21,4) perché scomparirà il dolore e la morte che le provoca.

Da sapere

Il profeta Geremia illustra in modo efficace il dolore di Dio per il peccato del popolo, che lo condurrà all'esilio, servendosi proprio dell’esperienza delle lacrime che tutti possono capire: «Il mio occhio si scioglierà in lacrime per il peccato del popolo, perché sarà deportato il gregge del Signore» (cfr. Ger 13,17). Un’immagine simbolica stupenda che fa cogliere il volto paterno di Dio e la sua vicinanza nella sofferenza.

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