Parole di Gesù

Luciano Pacomio, biblista autorevole e Vescovo emerito di Mondovì, nel libro "Parole di Gesù. Da vivere e annunciare", nell’esercizio della “memoria” delle parole di Gesù indica la via sicura per vivere in profondità la vocazione cristiana.

La memoria «riporta nel cuore» Parole ed eventi che “ricordati” risvegliano la comprensione della propria realtà battesimale. Ricordare è riaprire il passato e vivere la ripetizione come evento creativo e come «interpretazione», come forma di rinnovamento fattuale (cfr. p. 17). In realtà, essa è la via maestra della Bibbia: la fede ebraico/cristiana è “memoria” che rivive le opere di Dio nell’oggi (cfr. Lc 24,6. 25-27; Lc 2,19.51).
Due capitoli introduttivi invitano il lettore a leggersi nelle parole di Gesù come in uno specchio, come se fosse la prima volta. I capitoli dedicati ai Vangeli tracciano un percorso basato sul primato dell’azione buona - intesa come scelta precisa, trasfigurata dalla Parola che coinvolge il pensare, il sentire, il volere, il pregare - e sul “primato” del dono che esprime il vertice del vivere umano che si realizza nel dono di sé (cfr. p. 11).

Le pagine sul Vangelo di Marco, dal titolo Orizzonte di senso, scrutano la logica biblica dello “scarto” che Dio cambia in “risorsa” come accadde a Gesù (cfr. Sal 118 [117]; Mc 12,10-11). La riflessione sulla parabola del seme e dei cattivi vignaiuoli conduce alla domanda: «Chi è Gesù?». La risposta, già presente in apertura: «Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio» (1,1), è confermata nella confessione di Pietro (8,27-29) ma quella definitiva è nella morte di Gesù in croce. Il suo fallimento rivela un nuovo orizzonte di senso: un pagano lo riconosce Figlio di Dio e il Padre, risuscitandolo, imprime nella storia una novità inedita. Gesù considerato “scarto” è “risorsa” e la sua vicenda è la chiave che interpreta la vita di ogni persona.
Le pagine sul Vangelo di Matteo, dal titolo Vivere, interpretano la vita cristiana alla luce del discorso della montagna (cap. 5 -7). Le Beatitudini, con l’annuncio che vivere in modo nuovo è possibile, portano a definire l’identità del cristiano come sale che dà il gusto di vivere e luce che mostra dove posiamo i piedi, illuminando la strada degli altri (cfr. p. 45). Occorre scegliere l’“azione buona”, con la quale il credente loda Dio e ne testimonia la bontà (Mt 5,16). In quest’ottica i “Comandamenti” sono parole rivelative e creative che, riannunciate e approfondite da Gesù e vissute in Lui (p. 46), rigenerano i rapporti interpersonali e suscitano la fraternità universale.
Le pagine sul Vangelo di Luca, dal titolo Il «cuore» e il dono, fanno memoria delle parabole (Lc 10,29.37; 15,4-32; 16,9-14; 17,11-19; 18,9-14) che mostrano il viaggio di Gesù verso Gerusalemme nella prossimità, misericordia e tenerezza. Queste Parole svelano il volto di Dio, Padre buono e misericordioso, ispirano le scelte d’amore e configurano il cristiano in fedele discepolo di Gesù.
Del Vangelo di Giovanni l’autore sceglie i «Discorsi di addio» (cap. 14-17). Già il titolo, L’eredità e il corredo, immette nel clima del cenacolo, quando Gesù rivela la sua identità filiale, la sua missione, promette il dono dello Spirito come consolatore e prega per noi. La “memoria” di questi discorsi rende il credente dimora di Cristo.
Concludono il libro le Parole di Gesù prima della Passione, in particolare dell’ultima Cena, che lo ripresentano come colui che si dona a noi, che è per noi e vuole vivere in noi.

Nei credenti che hanno “fame” della Parola - persone consacrate, catechisti, operatori pastorali - la lettura pacata di questo libro aiuterà a capire che le parole di Gesù nei Vangeli, sono Parole scritte per noi che le ricordiamo oggi. Queste Parole, che sono Gesù in noi, custodite nel cuore e sempre ricomprese, ci rendono il terreno che produce l’azione buona e il dono che ci fa “Memoria” viva di Lui nella storia.

Parole di Gesù

Da vivere e annunciare

Il testo, molto semplice nello stile e linguaggio, ma profondo e ben documentato, ci propone un esercizio di «memoria» di quanto ci hanno comunicato i quattro evangelisti per vivere e testimoniare l’appartenenza a Gesù. Questa esperienza nasce dalla contemplazione della Parola e dalla fede. Ripercorrendo le parole di Gesù traspaiono: «il primato dell’azione buona» che coinvolge il pensare, il sentire, il volere e il pregare e «il primato del dono», poiché nulla ha senso se non nella totale gratuità e dedizione. Il libro termina con un capitoletto dedicato alle Parole di Gesù che vengono costantemente riproposte oggi e in ogni tempo attraverso l’Eucaristia.


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