Un’immersione nei Libri biblici

Seminario di studio

Il 26 settembre 2015, la presentazione della collana «I Libri biblici» ha offerto l'occasione per lo svolgimento di un Seminario di studio e approfondimento del libro dell'Esodo.

All'incontro, tenutosi nella sede della Libreria Paoline, in Via F. Albani, 21 (Mi), sono intervenuti suor Olimpia Cavallo fsp, che ha ideato e progettato la Collana (e ne condivide la direzione con Don Gianantonio Borgonovo e Don Rinaldo Fabris) e Don Michelangelo Priotto, professore ordinario presso lo Studio Teologico Interdiocesano e l'Istituto di Scienze religiose di Fossano (CN) e professore invitato allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, che ha lavorato al libro dell'Esodo con una prima parte sulla Sezione introduttiva, con una seconda parte su Traduzione nuova e commento e una terza parte su Il messaggio teologico e Appendici.

La Bibbia tra proposta e risposta

Il Seminario è stato aperto dall'intervento di Suor Olimpia Cavallo che ha presentato la collana I Libri biblici nelle sue linee essenziali: commento a tutti i libri biblici versetto per versetto; traduzione nuova dai testi originali; approccio storico-critico e canonico, letterario ed estetico, in dialogo con le scienze umane di maggiore riferimento e le altre religioni; approfondimento del messaggio «teologico»; sottolineando, in particolare, l'importanza di coniugare rigore scientifico e comprensione. Elementi questi che, a diverso titolo, possono contribuire a una spiegazione ottimale di testi così lontani nel tempo e soggetti da sempre a rivisitazioni critiche e letterarie, con il rischio di alterarne l'originale messaggio «teologico» con inserimenti, riflessioni e interpretazioni specchio di una sensibilità moderna, che può non coglierne l'essenza e il messaggio, perché portata a una demitizzazione del testo biblico, piuttosto che a una riflessione che renda tali testi guida per gli uomini e le donne di oggi, risposta ai loro problemi di sempre.

La Bibbia, infatti, possiamo dire che è una proposta, ma anche una risposta. Per questo motivo la collana si rivolge non solo agli studiosi di settore, agli studenti di Sacra Scrittura e di Teologia, ma anche a quanti vogliano accostarsi al testo biblico per uno studio più approfondito. In questo viene sottolineata e valorizzata sia la solidità culturale dell'impresa editoriale, sia il tentativo di avvicinamento del messaggio teologico all'attenzione di volonterosi lettori impegnati anche in un progetto di crescita spirituale.

Un libro affascinante

E' seguito, nel pomeriggio, il contributo di Don Michelangelo Priotto che si è soffermato sugli aspetti contenutistici del libro dell'Esodo e ha ammesso che lo studio di questo testo lo ha da sempre affascinato. Ha quindi passato in rassegna alcuni momenti della sua esistenza che in un modo o nell'altro l'hanno portato a confrontarsi con l'Esodo, a studiarlo, favorito da circostanze non prevedibili che gli hanno messo a disposizione materiali documentari di altissimo livello e di difficile consultazione. La complessità di questo testo, frutto di un processo redazionale plurisecolare in cui sono confluite tradizioni diverse e non sempre omogenee ha portato il relatore ad articolare la narrazione in tre momenti fondamentali:
1. Liberazione degli israeliti dall'oppressione egiziana (1,1-15,21)
2. Cammino nel deserto (15,22-18,27)
3. Abitazione definitiva di YHWH in mezzo a Israele (19,1 - 40,38).

Il cuore di questo Libro è però Dio, le modalità con cui si propone all'uomo, il suo stile di amore e condiscendenza verso la fragilità umana, che viene duramente "ripresa", ma inesorabilmente compresa. Non è solo un itinerario di fede dell'uomo verso Dio, ma di Dio verso l'uomo.

Dal Dio discreto e misterioso...

E' un Dio discreto e a volte assente e silenzioso, infatti la storia dell'Esodo inizia in modo quasi laico: assistiamo alla sofferenza di un popolo in schiavitù. Nel testo viene sottolineata una schiavitù più dura di quella reale, ma perché essa era diventata simbolo di tutte le schiavitù che costellano l'umanità. In questo quadro di sofferenza Dio è assente, anche se in filigrana si notano dei segni di una presenza divina che ancora non si è svelata: la prolificità straordinaria degli israeliti, l'azione delle levatrici, la nascita e la sopravvivenza del piccolo Mosè.

Un Dio "assente", sconosciuto, che per questo non viene nemmeno invocato, per questo il grido degli oppressi assume un forte valore simbolico: è proprio in questo contesto di sofferenza e di assenza che Egli interviene per mostrare la gratuità del suo dono salvifico.

Il Dio che appare a Mosè è un Dio vivente che parla all'uomo, entra in dialogo con lui, parla il suo linguaggio pur mantenendo il mistero del suo essere, la sua trascendenza ("Io sono colui che sono"). Un Dio che dialoga significa che con Mosè instaura un rapporto di profondo rispetto, senza volontà di sopravvento, accettandone la fragilità e i limiti, accettando paradossalmente anche le critiche dello stesso Mosè.

... al Dio-con-noi

Al di là di questa esuberante descrizione, il significato da cogliere è altro: indica l'intenzione di Dio di prendere dimora per sempre tra gli uomini. La sua teofania non è un evento eccezionale destinato a terminare, la presenza di Dio diventa quotidiana nell'esistenza dell'umano, una presenza dinamica rappresentata dalla nube che segue il cammino degli Ebrei. Al termine di questo percorso YHWH non abita più sulla santa montagna, ma nel cuore di Israele.

La Tregiorni, come Seminario di studio, ha avuto la sua continuità con il Ritiro spirituale presso la comunità FSP e la sua conclusione il 28 settembre con l'incontro per i librai delle Librerie della Lombardia e del Piemonte.
A questo proposito, leggi anche l'articolo di sr Giusy Carrara: Vivere una "Tregiorni" alla luce della Parola. 

Giovanna Licordari, partecipante al Seminario di studio


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