Custodi del creato

Celebrazione per ragazzi

Una preghiera da realizzare con i ragazzi della catechesi, tratta dalla rivista "Catechisti parrocchiali", dedicata alla cura del creato e ispirata alla "Laudato si’" di Papa Francesco e al racconto di Genesi. Attraverso la Parola di Dio, gesti concreti e momenti di riflessione, i bambini e i ragazzi sono invitati a riscoprire la bellezza della natura, il valore della custodia del mondo e l’impegno a vivere come veri “custodi del creato”.

Si prepara l’angolo della preghiera: Bibbia aperta, icona di Gesù, lampada accesa. Ci si dispone in cerchio. Al centro si mette un cesto con le piantine.

CantoLaudato si’ (tratto dal musical Forza venite gente)

Preghiera

Dio Onnipotente,
che sei presente in tutto l’universo
e nella più piccola delle tue creature,
Tu, che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste,
riversa in noi la forza del tuo amore,
affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza.
Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle
senza nuocere a nessuno.
O Dio dei poveri,
aiutaci a riscattare gli abbandonati
e i dimenticati di questa terra,
che tanto valgono ai tuoi occhi.
Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il mondo,
non lo deprediamo, e seminiamo bellezza, non inquinamento…
Insegnaci a contemplare con stupore,
a riconoscere che siamo uniti con tutte le creature
nel nostro cammino verso la tua luce infinita…
Sostienici nella nostra lotta per la giustizia, l’amore e la pace
(Papa Francesco, Laudato si’, 246).

Catechista. Ringraziamo il Signore per il dono del creato di cui siamo parte. San Francesco nel Cantico delle creature loda Dio per ogni realtà creata: per nostra madre terra, frate fuoco, il sole, le stelle, la luna, l’acqua… Noi diamo per scontati questi doni e, a volte, rischiamo di rovinarli, inquinarli e di non farne un uso equo. Alcuni Paesi, infatti, ne hanno in abbondanza, altri non hanno beni sufficienti. Oggi desideriamo allenare il nostro sguardo alla bellezza, stupirci per questi doni e, soprattutto, impegnarci a rendere più abitabile, accogliente e bello il mondo per tutti, perché tutti possano goderne.

In ascolto della Parola

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gen 2,4b-24)

Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c'era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d'acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre attorno a tutta la regione di Avìla, dove si trova l'oro e l'oro di quella regione è fino; vi si trova pure la resina odorosa e la pietra d'ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre attorno a tutta la regione d'Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate.
Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire".
E il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda". Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l'uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse:
"Questa volta
è osso dalle mie ossa,
carne dalla mia carne.
La si chiamerà donna,
perché dall'uomo è stata tolta".
Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un'unica carne.

Catechista. La vita è dono di Dio; egli ha creato ognuno di noi a sua immagine e somiglianza (cfr. Gen 1,27). Dio, il creatore di tutte le cose, chiama noi, sue creature, a collaborare all’opera della sua creazione. La Genesi, nei primi due capitoli, ci racconta come Dio crea il mondo; dice, poi: «Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse» (Gen 2,15). «Coltivare» significa curare un terreno o una pianta perché diano frutti, «custodire» vuol dire proteggere, curare, conservare, vigilare. «Ciò implica una relazione di reciprocità responsabile tra essere umano e natura» (cfr. Laudato si’, 67). Siamo chiamati a prenderci cura dei beni della terra per salvaguardare la bellezza e la sostenibilità del creato, così da permettere alle generazioni future di usufruirne.

1 Ragazzo. Onnipotente e buon Signore, ti chiediamo perdono per aver inquinato e sprecato i beni della «nostra madre Terra».
2 Ragazza. Insegnaci a riconoscere la bellezza che ci circonda e a usare in modo consapevole e responsabile i doni del Creato.


Gesto

Ogni ragazzo riceve una piantina da coltivare e di cui prendersi cura.

Preghiera

Padre nostro…

CantoDal principio ti ho amato (G. Candiani, M. Beltrani, C. Gigliuto, in Dal principio ti ho amato)


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